Expo 2015: il Future Food District di Carlo Ratti associati | Architetto.info

Expo 2015: il Future Food District di Carlo Ratti associati

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L’Expo 2015 si sta avvicinando a grandi passi. Il Future Food District (Ffd) è una delle aree tematiche che saranno parte strutturante del sito espositivo, che aprirà i battenti ufficialmente il 1° maggio 2014. È in realizzazione su progetto di un gruppo guidato da Carlo Ratti (direttore del Mit Senseable City Lab) che comprende Carlo Ratti Associati per la progettazione architettonica, Favero & Milan Ingegneria per le strutture e gli impianti (studio molto impegnato nelle attività di Expo 2015: segue infatti anche i padiglioni della Cina, della Germania e del Cile), Capatti Staubach Landschaftsarchitekte per la parte paesaggistica, Systematica per la mobilità, ecoLogicStudio e Cesare Griffa Studio per Algae Canopy Design ed Enea e Ceres srl per la coltivazione idroponica.

Il Ffd Sorgerà nell’area sud del sito espositivo, vicino all’Open Air Theatre e alla passarella di collegamento con la Cascina Merlata ma comunque il prossimità dell’incrocio di Cardo e Decumano.

Si comporrà di due elementi realizzati, grazie alla collaborazione di Coop, per presentare alcuni dei possibili scenari legati all’applicazione delle nuove tecnologie a ogni passaggio della catena alimentare: il supermercato interattivo e la piazza.

 

© Carlo Ratti associati

 

 

Il supermercato occuperà una superficie di 2.500 mq. All’interno, tavoli interattivi con display e schermi tattili esporranno prodotti di cui sarà possibile ricostruire filiera, proprietà e origine attraverso informazioni aumentate. Schermi sospesi al di sopra dei tavoli forniranno le indicazioni richieste dal visitatore, da un livello base di prezzo e caratteristiche a un livello superiore che fornirà un’etichetta aumentata di quanto si ha davanti.

 

© Carlo Ratti associati

 

 

La piazza pubblica avrà invece un’area di 4.500 mq e racconterà altre fasi della filiera produttiva attraverso colture idroponiche, orti verticali e coperture di microalghe. Tavoli circolari serviranno al consumo di cibo venduto e preparato all’interno di chioschi. Un plotter verticale scriverà sulle facciate del padiglione quanto i visitatori vorranno condividere.

 

© Carlo Ratti associati

 

 

Il masterplan di Expo 2015

Firmato nel 2009 da Stefano Boeri, Richard Burdett, Jacques Herzog e William McDonough, il masterplan dell’area, pur mantenuto nell’impostazione delle scelte e nei principi iniziali, è stato ridimensionato.

I padiglioni nazionali, tutti declinati sul tema guida di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, si distribuiranno all’interno di uno spazio impostato sull’incrocio di due vie di comunicazione principali, il Cardo e il Decumano.

Servito da un sistema infrastrutturale che a regime dovrà permettere gli spostamenti di centinaia di migliaia di persone al giorno, avrà tre aree dedicate agli eventi: l’Expo Centre di Michele De Lucchi nella parte occidentale (con auditorium, piazza aperta e spazi per incontri), la Lake Arena a nord (lo spazio aperto più grande dell’area realizzato attorno a un bacino d’acqua circolare di 90 m di diametro) e l’Open Air Theatre che, dalla posizione meridionale, sarà capace di contenere 11.000 spettatori su aree a prato e gradinate.

Saranno infine cinque le aree tematiche. Oltre al Future Food District, il Padiglione Zero che, progettato da Michele De Lucchi e curato da Davide Rampello con le scenografie di Giancarlo Basili, introdurrà al sito espositivo e racconterà la storia della nutrizione, il Children Park curato da Sabina Cantarelli e il tecnologico Parco della Biodiversità e l’Arts & Foods curato da Germano Celant.

 

 

 

 

 

 

 

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