Expo 2015, il padiglione Enel firmato Piuarch | Architetto.info

Expo 2015, il padiglione Enel firmato Piuarch

650 vettori in policarbonato per far vivere l'esperienza diretta della 'smart grid' nel progetto firmato Piuarch per il padiglione Enel di Expo 2015

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Piuarch ‘sarà’ anche ad Expo 2015: lo studio milanese fondato da Francesco Fresa, Germàn Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, ha progettato infatti il padiglione speciale dell’Enel, official partner dell’evento. Scopo del padiglione è documentare un esempio innovativo di smart grid per l’ottimizzazione della distribuzione dell’energia, rendendo concreto al visitatore cosa vuol dire basare le città del futuro su ‘modelli intelligenti’ energetici.

Era necessario, da parte di Piuarch, trovare un modo per trasferire il concetto di “condivisione dell’energia” in un tema architettonico. Non attraverso un “edificio-contenitore”, ma piuttosto con la creazione di un volume virtuale: un luogo generato da una griglia sulla quale s’innestano 650 vettori in policarbonato. La distribuzione di questi elementi verticali, illuminati e in costante divenire, definisce il volume che ingloba al proprio interno una serie di altri volumi e corti verdi.
Affacciato sul decumano, il padiglione Enel occupa una superficie di 900 mq. La matrice iniziale del progetto è, come detto, proprio la rete intelligente che Enel ha realizzato per alimentare il sito di Expo. L’elemento di base, sia concettuale che strutturale dello spazio è infatti costituito dalla griglia, ben visibile a terra. E’ proprio la griglia che – attraverso una rete realizzata con elementi metallici contenenti la distribuzione dell’elettricità e il flusso dei dati – trasmette l’idea di condivisione dell’energia. 

Questa rete si sviluppa a filo del pavimento e conferisce al sistema una geometria ondeggiante. Sulla rete s’innestano i vettori che rappresentano le terminazioni nervose del sistema. Realizzati con tubi in policarbonato trasparente del diametro di 150 mm e di altezze variabili tra 5,30 e 7 metri, i vettori generano un bosco virtuale illuminato attraverso una serie di lampade a Led collocate sulla griglia.

Fondamentale per il concept è il meccanismo interattivo che si innesca tra ambiente e visitatore. La percezione del ‘volume virtuale’ si modifica infatti continuamente in relazione al punto di osservazione e al movimento delle persone: la sovrapposizione, allineamento e disallineamento degli elementi verticali, produce infatti un continuo mutamento della percezione che i visitatori avranno dello spazio.

Il progetto propone anche un aspetto ludico che permette al visitatore d’inoltrarsi liberamente nel “bosco” e di interagire con i vettori attraverso inaspettate situazioni luminose e sonore. Il verde in particolare svolge un ruolo importante nell’arricchire l’esperienza di visita; sia nelle tre corti densamente alberate che nelle superfici che circondano il padiglione sono impiegate una grande varietà di piante ed essenze che appartengono al “giardino mediterraneo”. Ricche di fioriture, colorate e prolungate, sono pensate per adattarsi al succedersi delle stagioni esprimendo per tutta la durata di Expo il proprio messaggio.

Un passaggio sopraelevato costituisce il percorso esperienziale dinamico che conduce il visitatore sia attraverso il bosco virtuale che quello naturale. Le folte corti verdi rendono il tema della sostenibilità il cuore pulsante del sistema. Il camminamento è realizzato con una passerella in legno coperta da una pensilina in vetro serigrafato che protegge dalla pioggia e crea uno spazio ombreggiato, potenziato dall’azione evocativa di un impianto di nebulizzazione. Lungo tutto il percorso scorre un nastro informativo e interattivo che conduce i visitatori all’interno del bosco virtuale. 

Centro nevralgico e gestionale dell’intero ecosistema è la Control Room. Questo ambiente specchiato è immerso nel bosco virtuale e permette al visitatore di capire – tramite filmati e contenuti interattivi – come funziona l’intero sistema intelligente. Il tutto è arricchito da una macchina scenica composta da elementi cinetici specchiati che riprendono la trama della rete anche all’interno della control room.
Un secondo volume vetrato ospita uno showroom e uno spazio di rappresentanza che si affacciano da una parte sul bosco virtuale e dall’altra su un terrazzo. Le superfici vetrate sono trattate con diversi gradi di trasparenza e di riflessione, smaterializzando le masse.
Il sistema è alimentato da energia ricavata da pannelli fotovoltaici posti sui volumi del padiglione.

Il progetto
Committente: Enel 

Concept e Progetto Architettonico:

Piuarch (Francesco Fresa, Germàn Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario)

team: Gianni Mollo, Marco Dragoni, Davide Fascione, Enrico Pellegrini, Jenny Spagnolatti, Gianluca Iannotta, Alessandro Leanti, Santiago Trujillo, Anna Zauli.

Visual Experience To Do – h+ – (H) Films
Progetto Impiantistico (MEP): ESA Engineering
team: Francesco Gori, Laura Cocchini, Laura Razzolini, Claudia Iacopo
Progetto Strutture: FV Progetti
team: Filippo Valaperta, Sabina Franco, Orlando Briccola
Progettazione Verde: Cornelius Gavril
Computi metrici, specifiche tecniche e sicurezza: GAD Studio
team: Paolo D’Adda, Luca Cedrelli, Vittorio Grechi


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