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Facciate metalliche: colore, luce e rapporto con il contesto

Il colore delle superfici metalliche, gli effetti della luce su di esse e il rapporto con il contesto. I consigli dell'esperto di involucro

Chiesa Resurrezione di Gesù a Milano, progetto di Cino Zucchi, superficie metallica VmZinc
Chiesa Resurrezione di Gesù a Milano, progetto di Cino Zucchi, superficie metallica VmZinc
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Le superfici metalliche possono essere caratterizzate da un colore proprio, ma le caratteristiche peculiari di questi materiali fanno sì che il colore degli edifici sia determinato dalle relazioni che le facciate instaurano con il contesto. Il colore e le finiture superficiali, come la forma e il rapporto con la luce, sono tutti elementi che concorrono a determinare l’aspetto finale delle facciate metalliche.

Il colore proprio del materiale…

Nella progettazione di una facciata metallica la scelta del colore è rappresentata solo in parte dal tipo di materiale utilizzato. I colori delle superfici metalliche nell’architettura contemporanea sono determinati, e controllati, dalla tecnologia. La scelta può essere effettuata tra:

– colori naturali,

– colori entropici,

– colori artificiali.

I colori naturali possono essere instabili e soggetti a mutazioni anche profonde nel tempo.  Il caso più emblematico è forse rappresentato dal rame e dalle sue leghe: l’esposizione agli agenti atmosferici del rame non trattato innesca una serie di mutazioni cromatiche che lo portano da un rosso arancio lucido a un bruno opaco fino a un verde chiaro.

Materiali metallici dal colore “naturale” sono quelli con la tipica colorazione bianco o grigio argentea: l’acciaio inossidabile, l’alluminio, il titanio. Il loro colore cambia poco nel tempo e può essere ripristinato allo stato originale mediante trattamenti specifici.

I colori entropici dovuti all’ossidazione, che sono ormai prodotti in maniera industriale, cambiano continuamente a mano a mano che l’edificio, esposto alle intemperie, è soggetto a invecchiamento.

Tra i materiali metallici dai colori entropici vi sono il rame verde, lo zinco-titanio grigio scuro o nero, i bronzi e gli ottoni patinati, i cuprallumini dalle tinte che virano dal bruno al verde scuro, al rosso cupo. Tutti gli altri hanno colori artificiali.

I colori artificiali sono più stabili e mantengono inalterate le loro caratteristiche per un tempo più prolungato rispetto a quelli naturali o entropici.

Vi è un’ampissima serie di colorazioni ottenute mediante processi di rivestimento: il rame piombato (grigio con sfumature rossastre), il rame stagnato (grigio-argento), l’acciaio ramato (rosa), l’acciaio zincato e così via. Altre colorazioni ottenute mediante processi chimici sono: il rosso-violetto per interferenza, il blu cobalto, il nero, l’oro. Infine, con smalti e vernici più o meno coprenti si può ottenere una gamma di cromie pressoché infinita, fino all’imitazione di altri materiali come la pietra o il legno. Con la tecnologia della stampa digitale si possono ottenere immagini e infiniti colori anche sulle superfici metalliche.

…e il colore in relazione alle finiture superficiali, alla forma, e alla luce

Il colore può essere percepito, ovviamente, in modo diverso in base alle finiture superficiali utilizzate. Finiture superficiali come spazzolatura e lucidatura a specchio, ad esempio, possono cambiare completamente il rapporto che il materiale instaura con la luce e i colori del contesto, realizzando effetti cromatici spettacolari.

La percezione del colore di una facciata può cambiare a seconda della forma dell’involucro metallico. Le curve, i rilievi, le bugnature delle superfici metalliche generano riflessi e ombre che rendono caratteristica ogni superficie, così come ogni edificio. Anche i tessuti metallici, realizzando pareti non-pareti che perdono la consistenza materica della massa muraria, diventano filtri quasi immateriali.

Oltre al colore proprio della facciata metallica, analogamente alle finiture superficiali e alla forma, dovrà essere sempre attentamente considerato dal progettista anche lo stretto legame tra facciate metalliche e luce.

La luce incidente può cambiare completamente l’aspetto dei materiali metallici. Il tipo di superficie determina il tipo di riflessione, che può essere speculare, diffusa, semidiffusa.

Le superfici completamente riflettenti diventano così dei grandi specchi che si annullano assorbendo il colore di tutto ciò che c’è nell’intorno. Sono le grandi superfici in acciaio inossidabile, alluminio o titanio, che si tingono delle cromie circostanti. E l’edificio in metallo sembra scomparire, assorbendo i colori di ciò che lo circonda.

Premier 9_FIG 1_Superficie metallica nel contesto (Neue Zollhof, Düsseldorf, Germania, 1999, Frank Gehry)

Superficie metallica nel contesto (Neue Zollhof, Düsseldorf, Germania, 1999, Frank Gehry)

Per questo motivo, se si osserva una superficie in acciaio inossidabile o in alluminio in varie ore della giornata essa non avrà mai lo stesso colore. A ogni variazione della luce solare, a ogni mutazione del cielo le superfici metalliche cambiano colore. All’imbrunire, ad esempio, si tingono di rosso e oro. Se l’edificio è circondato da neve, sembra bianco. Verso sera assume un aspetto più opaco, mentre con il sole di mezzogiorno riflette la luce bianca, talvolta abbagliando l’osservatore.

Le trasformazioni più decisive avvengono però di notte, quando le luci artificiali colorano le superfici metalliche riflettenti. Le pelli grigio-argento diventano improvvisamente coloratissime quando si accendono i fari notturni, e si tingono di giallo, di verde, di rosso, di viola ecc. Si tratta di rivestimenti dal colore cangiante, che varia durante l’arco della giornata a seconda della luce o negli anni a causa dell’invecchiamento del materiale.

La superficie metallica riesce così a fondersi nel contesto fino alla smaterializzazione dell’involucro.

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