Fatturazione elettronica? Una beffa, secondo Inarsind | Architetto.info

Fatturazione elettronica? Una beffa, secondo Inarsind

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Come è noto, dal 6 giugno è scattato l’obbligo della fattura elettronica verso la pubblica amministrazione. Un obbligo che non piace proprio a Inarsind, il sindacato degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, che denuncia: “Ecco come è andata a finire: l’obbligo richiesto per fatturare alla Pa non prevede esclusivamente il passaggio dal cartaceo al digitale – magari inviato via Pec – ma impone l’adozione di un formato “elettronico strutturato”, cioè scritto in un xml secondo la sintassi del “Tracciato-FatturaPa” con firma digitale”.

“Il programma si scaricare via internet. Ma, se si vuole qualcosa di semplice e professionale, alla fine conviene acquistarlo. Ovviamente, a spese del privato. E non solo:la riforma prevede una dose notevole di informazioni aggiuntive da indicare, oltre all’obbligo di conservare i documenti per tempi ancora più lunghi. In pratica, con questo sistema, lo Stato chiede ai lavoratori autonomi e alle imprese di sopperire alle proprie carenze comunicando informazioni utili per gestire la spesa pubblica”.

Ma pensiamo veramente che – tuona il sindacato -, con simili imposizioni ai privati, la Pa funzionerà meglio e che i lavoratori autonomi saranno, così, stimolati a modernizzarsi? Se così fosse dovremmo assistere ad una drastica riduzione del numero di dipendenti pubblici e della relativa spesa.

“La fattura elettronica è, invece, un ulteriore fardello fatto per giustificare l’elefantiaca burocrazia pubblica, a danno dei lavoratori autonomi, già ampiamente massacrati. Chi riceve un sicuro stipendio dallo Stato può anche dilettarsi con questo linguaggio. Chi invece è libero professionista, imprenditore e vive del proprio lavoro vede solo peggiorare ulteriormente la propria situazione. Non è con simili imposizioni che si semplifica l’ormai insopportabile morsa della burocrazia. Occorre, invece, ridurre il numero e la complessità degli adempimenti burocratici e, conseguentemente, la dimensione e i costi della Pa”.

Ben venga la digitalizzazione, non saranno certo i professionisti ad opporsi ai cambiamenti che la tecnologia può portare. Ma ad oggi i tentativi di utilizzo della fattura elettronica hanno solo dimostrato che la procedura va nella direzione diametralmente opposta alle tanto declamate ‘semplificazioni’”.

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