Feng Shui per l’edilizia contemporanea: origini ed esempi | Architetto.info

Feng Shui per l’edilizia contemporanea: origini ed esempi

Il Feng Shui è un approccio di progettare ancora utilizzato con interesse ed entusiasmo nell'edilizia contemporanea

Interno della Hong Kong Bank progettata da Norman Foster
Interno della Hong Kong Bank progettata da Norman Foster
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L’approccio del Feng Shui affascina la cultura occidentale, tanto da determinarne, negli ultimi decenni, una rapida divulgazione anche nei grandi progetti dell’edilizia contemporanea.
Il corpus teorico del Feng Shui si è sviluppato continuamente nel corso dei secoli, in linea con l’attitudine comune delle filosofie orientali, che non prevede la fissità dei principi fondativi, ma li rielabora anche in modo radicale. Più che assurgere a un insieme di leggi scientifiche deduttive e strutturate in rapporti causa-effetto, la disciplina orientale è sempre rimasta nel mondo dell’interpretazione, dell’arte, della ricerca di relazioni tra eventi e relativi sistemi di analogie. Le contraddizioni nei testi, anziché inficiare una teoria, la rendono più complessa e ricca di possibilità di indagine.
In Oriente (Cina, Giappone, Taiwan, Malesia, Singapore, Hong Kong), il consulente Feng Shui è tuttora spesso interpellato, soprattutto in ambito commerciale, per approntare strategie di insediamento, anche riferite a scale progettuali molto vaste e per elaborare layout di intervento su immobili in via di realizzazione. Al di là dell’applicazione “fai da te” negli arredamenti delle abitazioni o degli esiti “pseudo-astrologici” propri di alcuni cosiddetti “esperti” convocati anche da aziende multinazionali, talvolta persino per predire l’andamento dei mercati, nel mondo della progettazione architettonica esistono alcuni casi in cui le consulenze Feng Shui hanno contribuito fattivamente alle scelte progettuali.
Ciò determina risultati interessanti e la sperimentazione nell’edilizia contemporanea di un incontro tra strategie insediative figlie di una cultura architettonica positivista occidentale, con sensibilità e attenzione ai flussi energetici “invisibili” tipiche della tradizione orientale.

 

In particolare, va citato il caso della Hong Kong Bank progettata dall’architetto Sir Norman Foster con la consulenza di un esperto Feng Shui. Nel 1981 la direzione della HSBC decise di demolire il precedente antiquato centro direzionale della banca per realizzare un nuovo grattacielo in un’ottica innovativa e di qualità. Il progetto fu commissionato all’architetto inglese in collaborazione, per la parte ingegneristica, con lo studio Ove Arup di Londra. La presenza di un consulente Feng Shui ha determinato alcune caratteristiche del progetto che si combinano con diversi dispositivi bioclimatici.

 Hong Kong, Hong Kong Bank, Sir Norman Foster and Partners, 1985

Hong Kong, Hong Kong Bank, Sir Norman Foster and Partners, 1985

Il piano terra è concepito come uno spazio pubblico attraverso il quale è possibile transitare senza entrare nell’edificio, due scale mobili salgono alla hall principale e sono posizionate in modo da garantire il massimo flusso di energia (Chi) nell’edificio. La complessa spazialità interna viene espressa anche attraverso un atrio a multipla altezza che, mediante la presenza di grossi schermi specchianti posti in sommità, funziona quale sorgente di luce naturale per gli spazi interni. Un sistema di schermature in facciata ottimizza gli apporti luce/sole al fine di raggiungere un buon risparmio energetico. Una coppia di leoni di bronzo, parti del precedente edificio, è posta “a guardia” dell’entrata principale, assicurando armonia e protezione.
La posizione è considerata molto positiva. L’edificio, infatti, è situato al centro di una rete stradale dove le vie curvano dolcemente e si affaccia su Statue Square, prolungamento degli spazi del Victoria Harbor, area in cui l’energia può accumularsi e fluire liberamente verso l’entrata. Gli edifici vicini, la Standard Chartered Bank, il Princes Building e la vecchia sede della Bank of China costituiscono un contesto ottimale, in termini di altezza e volumetrici, secondo i principi del Feng Shui.

 

 Hong Kong, Bank of China, I. M. Pei, 1989

Hong Kong, Bank of China, I. M. Pei, 1989

Analogo, ma opposto, il caso della Bank of China, progettata dall’architetto I. M. Pei e ultimata pochi anni dopo, dove l’uso di un simbolismo formale aggressivo (le facciate vetrate utilizzano figure triangolari ripetute e i volumi presentano molti spigoli acuti) ha determinato sconcerto nell’opinione pubblica della città.
Molti edifici, a Hong Kong, vengono tuttora ideati, già in fase di concept, avvalendosi della consulenza di esperti Feng Shui locali.

 

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