Figino Borgo Sostenibile, il più grande social housing di Milano | Architetto.info

Figino Borgo Sostenibile, il più grande social housing di Milano

Secondo quartiere sperimentale di social housing realizzato da Polaris Investment Italia, Figino Borgo Sostenibile ospita 21 edifici con 323 appartamenti, spazi pubblici e servizi integrativi

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È stato inaugurato a Milano Figino Borgo Sostenibile, il secondo quartiere sperimentale di social housing realizzato da Polaris Investment Italia sgr.
Collocato nell’area a nord ovest, è parte di un gruppo di tre interventi al centro di un partenariato avviato nel 2005 da Fondazione Cariplo, Fondazione Housing Sociale e Comune di Milano gestito attraverso il Fondo immobiliare di Lombardia – Comparto Uno (inizialmente fondo etico Abitare Sociale 1 che raccoglieva gli investimenti, oltre che della stessa Fondazione Cariplo, di Regione Lombardia, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa San Paolo, Banca Popolare di Milano, Assicurazioni Generali, Cassa Italiana Geometri, Pirelli & C. Real Estate e Telecom Italia). Oltre a Figino, il quartiere di via Cenni realizzato dopo un concorso internazionale di progettazione vinto da Fabrizio Rossi Prodi e inaugurato a novembre 2013, e le residenze temporanee di via Ferrari, aggiudicate invece a Caputo Partnership e Rdb Casa spa.
Obiettivo del programma, intrapreso anche con il supporto del Dipartimento di Architettura e pianificazione del Politecnico di Milano che ha elaborato la documentazione preliminare per lo sviluppo delle tre aree, era la sperimentazione di nuovi modelli gestionali per l’alloggio sociale attraverso il ricorso alla finanza etica che unisce investitori attivi nel sostegno di progetti di natura sociale, ambientale o sostenibile.
Borgo Figino è stato sviluppato a partire dai risultati di un concorso internazionale di progettazione in due fasi bandito da Polaris che, tra 2009 e 2010, ha affidato l’elaborazione di una proposta integrata per l’area ai quattro gruppi che, sui sei ammessi alla seconda fase, avevano maggiormente convinto la giuria presieduta dal presidente di Polaris Fabio Carlozzo: Francesco Matucci, Roberto Guidi, Niccolò De Robertis e Andrea Giromini; Renato Sarno, Giacomo Penco, Raffaele Penco, Enrico Gianni e Maurizio Teora; Enrico Garbin, De8 architetti e Mauro Piantelli; Paolo Favole, Luca Compri, Claudio Castiglioni e Roberto Mascazzini.

 

Il concorso richiedeva la progettazione preliminare di un’area su cui distribuire 26.500 mq di slp da destinare ad alloggi di tre metrature comprese tra i 100 e i 50 mq rivolti a utenze differenziate (dalle più “tradizionali” come famiglie numerose, coppie, single e disabili autosufficienti alle famiglie solidali o ai lavoratori autonomi che svolgono le loro attività da casa in alloggi studio), a cui si affiancano spazi commerciali e i servizi integrativi.
Il bando chiedeva particolare attenzione ad aspetti come la progettazione dello spazio pubblico, soprattutto nelle aree verdi e negli spazi in continuità con quelli già esistenti nel borgo, e degli spazi di vicinato interni all’intervento, esterni alle abitazioni e al servizio degli abitanti (tra cui le aree gioco per i bambini, quelle destinate alle attività degli adulti e i percorsi di collegamento pedonali), ma anche alla sostenibilità, economica (in termini di costi, manutenzione e gestione) e tecnologica (nella scelta dei materiali e delle tecniche e nelle loro prestazioni). Il tutto per un costo stimato di 40 milioni di euro.
Il cantiere di Borgo Figino, classe energetica A Cened, è partito tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 per concludersi a febbraio di quest’anno, dopo poco più di due anni. E ha realizzato 21 edifici con 323 appartamenti che sono gestiti con formule che vanno dall’affitto con differenti tipologie di canone calmierato (convenzionato, moderato e sociale secondo le diverse fasce di reddito o l’iscrizione nelle graduatorie del Comune di Milano) oppure in affitto-riscatto per consentire un accesso “protetto” all’acquisto di un’abitazione attraverso percorsi di accompagnamento.

La planimetria di Borgo Figino

La planimetria di Borgo Figino

A differenza di quanto realizzato in via Cenni, dove per la struttura portante degli edifici si è ricorsi alla più innovativa tecnologia X-Lam, a Figino le tecniche costruttive utilizzate sono tradizionali: la struttura portante degli edifici è infatti costituita da telai in cemento armato, mentre è stato scelto il laterizio per i tamponamenti esterni (blocchi alveolari da 30 e 35 cm con isolamento esterno) e i tramezzi interni.
Dal punto di vista energetico, gli interni sono riscaldati in modo centralizzato da pannelli radianti a pavimento alimentati da pompe di calore che sfruttano l’acqua di falda. L’aria interna è controllata, deumidificata e filtrata, e distribuita da un sistema di ventilazione meccanica. Le acque meteoriche sono recuperate e riutilizzate per irrigare il parco e i giardini.

 

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