Filarmonica di Szczecin di Barozzi Veiga: le facciate a doppia pelle | Architetto.info

Filarmonica di Szczecin di Barozzi Veiga: le facciate a doppia pelle

Analizziamo in dettaglio gli speciali componenti perimetrali opachi e vetrati pensati dallo studio italo-spagnolo Barozzi Veiga per la Filarmonica di Szczecin

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Dopo aver descritto a livello generale il progetto della Filarmonica Nazionale “Mieczyslaw Karlowicz” a Szczecin (Stettino, Polonia), progettata dallo studio italo-spagnolo Barozzi Veiga e finalista ai Mies van der Rohe Award 2015, dedichiamo due focus tecnici ad alcuni aspetti di rilievo: le facciate e le componenti tecnologiche e i relativi aspetti prestazionali.

 

 

 

Le facciate

L’impiego della luce, sia all’interno che all’esterno dell’edificio, viene calibrato con grande cura; le facciate vetrate permettono, infatti, differenti percezioni a seconda dell’uso. Il componente vetrato, adottato per il paramento esterno, è un laminato in polivinilbutirrale (PVB), accoppiato e anti-effrazione, di spessore 9 mm, a basso tenore di ferro, il 44.2 Arctic Snow della Vanceva. Circa i requisiti di sicurezza da scasso e vandalismi, lo standard europeo, legato alla normativa EN 356, determina 8 steps all’interno di una scala di classificazione redatta in base alla durezza. Il componente utilizzato, il 44.2, si colloca al secondo posto, in una graduatoria progressiva di valori crescenti.

 

 

 

 

 

Analizzandone i parametri, questi possiede una trasmissione della luce pari al 68% e della rispettiva solare al 60%, un coefficiente di ombreggiatura (SC) pari a 0,78 ed una trasmittanza termica (U) pari a 1,01 W/m2K. Per quanto concerne le prestazioni acustiche, l’indice di valutazione Rw(C, Ctr) del potere fonoisolante del componente, misurato in laboratorio od ottenuto per calcolo (senza trasmissioni laterali), esprime il valore della curva di riferimento a 500 Hz dopo lo spostamento della stessa, secondo il metodo specificato nella norma ISO717, a 34 (0, -3) dB.

 

 

 

 

 

Tali pannelli sono, inoltre, isolati termicamente dal sistema FW 50+ AOS della Schüco, il quale offre la possibilità di progettare facciate verticali grazie a snelle strutture portanti in acciaio. Montate in loco, esse sono in grado di sostenere il peso dei tamponamenti fino a 600 kg. I serramenti presentano, invece, un vetrocamera bassoemissivo, sempre con protezioni di sicurezza, montato su un sistema completo di profili, accessori e guarnizioni a taglio termico della serie Janisol dell’azienda Jansen. Tali telai saldati, resistenti alla torsione, consentono di realizzare finestre di grandi superfici, pur mantenendo spessori di profilo estremamente sottili.

Le facciate sono scandite dall’impiego di brise-soleil trapezoidali in alluminio estruso, lunghi 220 mm, larghi 30 mm e dall’interasse tipo di 240 mm, verniciati con polveri termoindurenti a base di poliestere maggiore di 60 micron (µm), di colore RAL bianco commessa. Tali deflettori sono solidarizzati ad una sottostruttura, grazie all’impiego di piatti metallici di spessore 8 mm e di lunghezza 102 mm. La citata sottostruttura è composta da un telaio metallico di traversi e montanti scatolari cavi, in acciaio S275, a sezione quadrata, di lato 50×50 mm.

 

 

La finitura superficiale, adottata per tali parti metalliche, contempla una verniciatura data da 2 mani di fosfato di zinco “Hempadur“ della Hempel, il cui spessore totale è pari a 40-50 micron; ad esse si sommano ulteriori 2 mani di smalto brillantante “Hempalux 10” sempre della Hempel, di colore bianco, equivalente ad altri 30 micron. La verniciatura a polvere (nota anche come plastificazione) consiste nell’utilizzo, come già riportato, di polveri termoindurenti a base epossidica, epossipoliestere e poliestere, aventi diversi gradi di lucentezza e colore per finiture estetiche. Essa è una tecnica ecologicamente vantaggiosa, in quanto riduce sensibilmente i rischi per gli operatori e per l’ambiente. Tali pregi ne stanno sancendo una rapida affermazione quale processo di verniciatura nei confronti del rispettivo a liquido.

La pittura a polvere prevede l’impiego di appositi forni di polimerizzazione e cabine dotate di pistole elettrostatiche. Manualmente, viene spruzzata una polvere sul manufatto, in modo tale che la nuvola derivante possa avvolgere il pezzo ricoprendolo completamente. In seguito, si provvede all’essiccazione in forno a temperatura di cottura. Tra le differenti proprietà positive, essa possiede quella anticorrosiva, volta a conferire, agli oggetti trattati, resistenza ad agenti chimici e atmosferici, consentendo la realizzazione di un’ampia gamma di effetti e finiture. Le polveri termoindurenti creano delle pellicole resistenti sulla superficie del manufatto, in modo tale da donare una maggior durata al prodotto finito, garantendo ottime performances sia a livello di finitura che di tenuta meccanica. Questa tecnica è particolarmente indicata per la protezione di prodotti destinati ad ambienti interni ed esterni, oltre ad oggetti per uso industriale e di complemento urbano.

 

 

foto by Radek Kurzaj

La facciata della Filarmonica Nazionale, sulle vie Małopolska, Matejki e Zygmunta Starego, è stata progettata al fine di ottenere un aspetto omogeneo, sia diurno che notturno. Composta da una “doppia pelle” che ne raffigura un aspetto formale uniforme, tale configurazione fornisce migliorate prestazioni in termini d’isolamento termo-acustico globale, oltre ad una ventilazione naturale studiata per evitare il surriscaldamento durante la frazione estiva. Infatti, essa è da considerarsi simile ad una facciata ventilata, al cui piede è stata predisposta una griglia in acciaio inossidabile di altezza 105 mm, fissata agli scatolari quadrati 50×50 mm del telaio metallico, al fine di consentire un flusso areico ascensionale. Essa è posta ad una quota altimetrica di -0,80 m, rialzata di 2 cm dal piano pavimento finito. In sommità, tale corrente ascendente trova sfogo grazie a lamine interstiziali ricavate dallo sfalsamento del doppio vetro multistrato, alte 50 mm rispetto al componente vetrato di 191 mm. Il basamento dei paramenti esterni è reso da una zoccolatura in lamiera ondulata in alluminio, di spessore 1,2 mm, alta 3075 mm e finita con la medesima verniciatura a polvere precedentemente narrata, pari a 35 µm. Tale lamiera anteriore basamentale, vista in sezione, presenta una scarpa avente un x di 22 cm. L’involucro interno in calcestruzzo si presenta coibentato da un doppio strato di lana di roccia, avente spessore variabile tra i 7 e 10 cm e densità pari a 70 kg/m3. Questo conta, a sua volta, di un rivestimento in lamiera ondulata “minionda 18” di spessore 0,75 mm, e alta, appunto, 18 mm. In tale punti (fra cui i setti del vano scala), l’intero pacchetto murario presenta una profondità complessiva di 102,7 cm, misurata dall’estremità del deflettore al filo esterno della parete o del pilastro in calcestruzzo, i quali risultano però esclusi dal conteggio.

 

 

Lungo tutto il perimetro dell’edificio è stata ricavata un’intercapedine tecnica di 64,5 cm, che si colloca tra il cappotto termico dei setti in calcestruzzo e il componente vetrato. Tale interstizio ospita una passerella grigliata elettrosaldata bianca, in acciaio verniciato a polvere, oltre ad un sistema d’illuminazione a LED, fissato ai montati della sottostruttura metallica. Tale impianto fornisce un suggestivo effetto iridescente all’edificio durante le ore notturne. Dopo il crepuscolo, infatti, questa “Light Box” permette di rischiarare l’edificio in modo originale, grazie a 20.000 possibili combinazioni d’illuminazione, in grado di coprire qualsiasi gradazione nella tavolozza di colori RGB. I 25.000 LED utilizzati, del modello “DOT XL-3”, sono stati forniti dall’azienda Osram-Traxon, dotati di un’apertura angolare di 120° e di sistemi di controllo centralizzati. Sono previste, infatti, sia scene dinamiche che statiche per le celebrazioni festive, quali il Giorno dell’Indipendenza, l’anniversario della Costituzione, Natale, così come le coreografie per eventi speciali, concerti e, ovviamente, per le giornate più ordinarie.

 

 

tutti i finalisti del MIES VAN DER ROHE AWARD 2015

 

 

Danish Maritime Museum

Cantina Antinori

 

 

Filarmonica di Szczecin

 

 

 

 

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