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Fondi europei per i professionisti: servono criteri e linee d’azione

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In Europa le imprese di liberi professionisti sono circa 4 milioni, con 11 milioni di addetti e un giro d’affari di circa 560 miliardi. Questo il quadro in cui si inserisce il piano strategico per i liberi professionisti, che ha ottenuto il via libera di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, il 9 aprile scorso a Bruxelles nel quadro delle politiche per la crescita.

Oggi, a margine del convegno organizzato a Firenze dall’Associazione nazionale commercialisti, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, annuncia nuovi sviluppi. Il prossimo 7 maggio si terrà a Roma il vertice con gli assessori regionali competenti sulla gestione di flussi comunitari per definire le modalità operative che consentiranno ai professionisti italiani di accedere ai bandi regionali che gestiranno i finanziamenti comunitari nel ciclo di programmazione 2014-2020.

Secondo Stella: “L’accesso ai fondi da parte dei professionisti dipenderà molto da come saranno confezionati i bandi e se terranno conto delle caratteristiche operative dei professionisti”. “Tuttavia – segnala il numero uno di Confprofessioni, smorzando l’euforia dei professionisti – il cammino è tutto in salita”. Se, infatti, la Commissione europea ha dato il via libera al piano d’azione che sbloccano le risorse Ue per i professionisti, in Italia i rappresentanti dei professionisti non sono stati invitati al primo round per l’accordo di partenariato 2014-2020 per la distribuzione dei fondi strutturali.

“Da un lato c’è il piano di Bruxelles a favore delle libere professioni, dall’altro c’è la delusione per l’atteggiamento dell’Italia – continua Stella -. Senza il nostro coinvolgimento nel definire linee d’azione e criteri di ripartizione delle risorse, le promesse rischiano di rimanere sulla carta. Sarebbe un peccato dopo il successo ottenuto in Europa”.

La reazione e la pressione di Confprofessioni ha spinto Tajani a scrivere al Governo italiano, all’indirizzo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, che ha la delega per la coesione territoriale, per sottolineare l’immediata efficacia del Piano d’azione europeo per sostenere le libere professioni, anche in Italia. Tajani ha quindi assicurato l’impegno della Commissione affinché le rappresentanze dei professionisti saranno, a regime, interlocutrici di Bruxelles, insieme con gli altri attori sociali.

Secondo il presidente di Confprofessioni “Appare poi riduttivo poi inquadrare il piano d’azione europeo solo nell’ottica dei finanziamenti comunitari, perché i professionisti potranno beneficiare della semplificazione della normativa relativa alle professioni, attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di settore; di interventi per la formazione dei professionisti in modo da rendere più efficiente l’organizzazione degli studi e l’offerta dei servizi. La corretta interpretazione della Commissione sulla possibilità dei professionisti di concorrere ai fondi europei nasce dalla riflessione avviata ormai un anno fa sulla necessità di sostenere il tessuto produttivo dell’Unione.

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