Frangisole come 'Urban filters': la ricerca di Mateo Arquitectura | Architetto.info

Frangisole come ‘Urban filters’: la ricerca di Mateo Arquitectura

Lo studio catalano Mateo Arquitectura sperimenta l'utilizzo del frangisole sia come filtro solare che come filtro urbano di mediazione tra interno ed esterno

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La ricerca condotta dallo studio catalano Mateo Arquitecturafondato a Barcellona dal celebre architetto Josep Luis Mateo, offre una riflessione sul tema della sperimentazione dei materiali in architettura, utilizzati soprattutto come filtri urbani in grado di ripensare il concetto di superficie e rivestimento.

La definizione di “Urban Filters”, messa a punto dallo studio spagnolo, considera la superficie dell’edificio sia come limite ultimo dello spazio che come elemento di transizione tra interno ed esterno, proprio come un filtro che consente cambiamenti controllati attraverso diaframmi o superfici compatte. Si tratta di una riflessione sul sistema del frangisole, sperimentato sia in veste di filtro solare che in veste di filtro di mediazione che assume diversi significati.

 

Gli “Urban Filters” di Mateo Arquitectura © Adrià Goula

 

 

È quello che accade ad esempio nel progetto del Film Theatre of Catalonia, completato nel 2011 all’interno della Plaza Salvador Seguí di Barcellona. L’edificio, che accoglie nei due piani interrati le sale cinematografiche, sviluppa fuori terra un volume in cemento grezzo che riflette il contesto urbano fatiscente del quartiere Raval. Ad ogni facciata sono però abbinati diversi filtri frangisole, giustapposti sulla parete come schermi che mediano il rapporto del Film Theatre con gli stretti edifici circostanti e richiamano il riferimento cinematografico. Il sistema di brise-soleil prevede l’utilizzo di diverse lamiere metalliche forate che filtrano la luce del giorno e regalano molta privacy agli occupanti.

 

Sezioni delle quattro facciate, utilizzo di filtri metallici diversi

 

 

Il sistema di aperture della facciata d’ingresso è schermato da una maglia in acciaio inossidabile bianco a densità variabile e da una serie di tende da sole in tessuto bianco; la facciata posteriore presenta invece un sistema metallico chiamato Deployé, formato da un foglio di acciaio galvanizzato, perforato e stirato (spessore 2 mm) rifinito con pittura in polvere. Lateralmente il volume dell’edificio si apre alla città con aggetti e sbalzi che presentano ulteriori filtri urbani realizzati con pannelli forati in acciaio Corten o con una griglia in acciaio galvanizzato. L’uso di filtri prosegue anche all’interno dell’edificio in cui schermi di vetro colorato dividono lo spazio e controllano l’intensità e il colore della luce naturale, esattamene come i diaframmi di una cinepresa.

 

La facciata d’ingresso del Film Theatre of Catalonia, maglia in acciaio inox © Adrià Goula

 

 

 

La facciata posteriore, sistema metallico Deployé © Adrià Goula

 

 

 

Aggetto laterale, pannelli forati in Corten © Adrià Goula

 

 

 

La facciata con il terrazzo, griglia in acciaio galvanizzato © Adrià Goula

 

 

La massima espressione della facciata come filtro avviene nell’edificio residenziale sito nel Passatge Marimon a Barcellona, molto vicino all’Avenida Diagonal. L’architettura, che ospita appartamenti di lusso, è costituita da elementi leggeri ma reinterpreta i muri spessi delle facciate adiacenti attraverso una successione di strati: una parete in acciaio inox e vetro è infatti schermata da una struttura frangisole lignea distante dall’edificio circa 45 cm, esattamente come l’aggetto dei balconi a fianco. Si tratta di un complesso brise-soleil in legno che controlla la trasparenza, protegge dal rumore e dagli occhi dei vicini, ma soprattutto appare come un velo che funge da filtro tra la strada e gli interni. Una serie di quattro meccanismi diversi consente di inclinare a piacimento i pannelli in legno e di aprire e chiudere alcuni settori della cortina lignea come persiane.

 

La facciata principale dell’edificio residenziale a Barcellona © Adrià Goula

 

 

 

La struttura lignea del brise soleil © Adrià Goula

 

 

Nel progetto di ampliamento dell’Headquarters della compagnia assicurativa PGGM, firmato sempre dallo studio Mateo Arquitectura e costruito nel 2013 a Zeist (Olanda), l’edificio sviluppa una forte integrazione con quello esistente mediante la leggerezza e la permeabilità visiva dei materiali utilizzati come rivestimenti protettivi che assicurano un rapporto visivo diretto tra interno ed esterno e schermano il riflesso del vetro. La facciata dell’ala sud è quella principale e presenta una seconda pelle frangisole composta da stecche in legno che fungono da filtro solare e da elemento di mediazione tra gli spazi di lavoro interni e la natura su cui si affaccia. L’ala nord, in contrasto con quella sud, è caratterizzata da materiali lucidi e freddi come acciaio inox, alluminio, cemento e vetro verniciato. La facciata d’ingresso, segnata dal volume monolitico dell’auditorium sospeso tra le due ali degli uffici, è rivestita con acciaio Corten, un materiale in grado in dialogare con la variazione cromatica delle chiome degli alberi circostanti.

 

PGGM Headquarters © Adrià Goula

 

 

 

La facciata sud, frangisole in legno © Adrià Goula

 

 

 

La percezione della luce all’interno © Adrià Goula

 

 

 

La facciata d’ingresso, acciaio Corten © Adrià Goula

 

Infine anche nel Cultural Center of Castelo Branco (CCCB, Portogallo,2013) lo studio della facciata riveste un ruolo importante, nonostante si rimanga a primo impatto colpiti dalla struttura sospesa che si estende verso la piazza. Il rivestimento in zinco dell’intero edificio crea un contrasto con l’unica facciata lignea che presenta un sistema frangisole in doghe di legno, proteso verso l’esterno e regolabile in base all’ingresso della luce.

 

 

La facciata lignea del Cultural Center of Castelo Branco © Adrià Goula

 

 

 

 

Il sistema frangisole dall’interno © Adrià Goula

 

 

Il processo progettuale che ha portato lo studio Mateo Arquitectura all’affermazione internazionale, affonda le sue radici sul valore di alcuni significati. Il luogo, come si evince anche dai progetti descritti, rappresenta un riferimento a cui il progetto si deve ancorare e lo spazio si costruisce attraverso il vuoto, il limite e la luce. Il progetto è espressione di un atto costruttivo e pertanto la sua importanza risiede nell’identità, come se fosse sempre appartenuto a quel luogo. La sperimentazione della materia è condotta con grande controllo da parte dell’architetto poiché la materia segue la logica del progetto ed è studiata nella profondità della sua superficie.

 

 

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