Fuksas e i nuovi Archivi Nazionali di Francia: un "gioco di equilibri" tra due edifici opposti | Architetto.info

Fuksas e i nuovi Archivi Nazionali di Francia: un “gioco di equilibri” tra due edifici opposti

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Un progetto che vuole emozionare. Due ‘corpi’, due ‘mondi’, collegati simbolicamente da passerelle, che in un continuo rimando tra di loro danno vita a un’identità che affonda le sue radici nella memoria del passato con lo sguardo rivolto alla contemporaneità e al futuro. Un’identità e una memoria che appartengono alla Francia, e all’intera umanità”.

Così Massimiliano e Doriana Fuksas descrivono la nuova sede degli Archivi Nazionali di Francia a Pierrefitte-sur-Seine, a circa venti chilometri a nord di Parigi, che è stata appena inaugurata dopo tre anni di lavori: un’opera è immaginata come un gioco di equilibri tra due edifici opposti.

L’organizzazione del complesso riflette un dualismo che trae ispirazione dalla realtà circostante, dalla città vista come una coesistenza di caos e di ordine e la progettazione ha seguito innanzitutto l’intento di valorizzare il panorama geografico e architettonico dell’area di Pierrefitte sur Seine nel quale l’edificio si inserisce.

Non un’architettura autoreferenziale, quindi, ma un’opera custode della memoria e dell’identità collettiva ma anche aperta alle espressioni artistiche contemporanee.  Il progetto si compone di due “corpi” principali: uno che si sviluppa orizzontalmente, “sospeso, leggero, trasparente”, e l’altro con una tensione in altezza, “ancorato al terreno, imponente, riflettente”.

Il primo edificio si protende verso la città ed è composto da volumi a sbalzo definiti “satelliti”, che ospitano uffici, sala conferenze e sala espositiva. Le facciate, in gran parte vetrate, danno leggerezza e trasparenza all’insieme dei volumi di diverse proporzioni, che si susseguono e si sovrappongono in “sospensione” su delle superfici d’acqua.

L’edificio che ospita gli archivi è descritto dagli architetti come un imponente monolite pensato come luogo dedicato alla memoria e alla ricerca, ospita i documenti d’archivio e la sala di lettura. Con le sue facciate rivestite di alluminio, la struttura è lambita in parte da un bacino d’acqua, rimandando all’idea di un oggetto prezioso da custodire.

Una hall a doppia altezza accoglie il visitatore e l’effetto “sospeso” dei volumi “satelliti” è messo in risalto dall’intervento artistico di Susanna Fritscher che ha realizzato i controsoffitti come fogli di inox sfumati di rosso.

Gli spazi interni sono contraddistinti da ampie campate che restituiscono una visione d’insieme che fa percepire immediatamente l’importanza e l’unicità del luogo. Il valore del territorio assume poi concreta forma grazie all’intervento paesaggistico di Florence Mercier, grazie al quale natura, architettura e pubblico interagiscono accompagnando il visitatore con geometrie, forme, colori e sfumature.

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