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Guida al rilevamento dell’intorno mediante fotografia

Il rilevamento dell'intorno mediante fotografia è un metodo pratico, veloce e sufficientemente preciso

Fotografia dell’oggetto da valutare (in questo caso, un piano contenente la sfera riflettente a simulare il posizionamento sopra un pannello solare inclinato)
Fotografia dell’oggetto da valutare (in questo caso, un piano contenente la sfera riflettente a simulare il posizionamento sopra un pannello solare inclinato)
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La procedura di rilievo che viene descritta richiede l’utilizzo di mezzi fisici (nella fattispecie una macchina fotografica e uno specchio sferico) da posizionare in corrispondenza dell’elemento tecnico di cui si vuole valutare l’inserimento.

In alcuni casi, questa opzione può essere complessa se non impossibile, mentre in altri può essere molto semplice ed efficiente.

Operazioni preliminari
Prima di poter eseguire i rilevamenti, sono previste alcune operazioni preparatorie da eseguire una sola volta per la realizzazione del sistema per l’analisi fotografica dell’intorno; si tratta di operazioni molto semplici che utilizzano materiali a basso costo.

Materiali necessari:
• una lastra di compensato di 40×40 cm circa (la dimensione è molto variabile e dipende dalle dimensioni del sistema di supporto della fotocamera);
• due aste in legno di legno o metallo per la realizzazione dei montanti verticali e un elemento in compensato per il sostegno della macchina fotografica. In alternativa è possibile utilizzare un cavalletto per il sostegno della fotocamera;
• un portalampada;
• una lampadina a bulbo riflettente di circa 10 cm di diametro (in commercio ne esistono di dimensioni diverse, sono state testate quelle con dimensione di 6,5 cm, 9,5 cm e 12 cm);
• bolla;
• filo a piombo;
• tubo in plastica della dimensione della lampada (o poco più) e lunghezza intorno ai 20 cm da utilizzare come limitatore dell’immagine riflessa dalla lampada a specchio;
• n. 4 piedini a vite per la messa in bolla del sistema di rilevamento su superfici non perfettamente piane;
• una macchina fotografica digitale. Vanno bene praticamente tutte le fotocamere, nel nostro esempio è stata utilizzata una macchina dotata di zoom, ma anche un cellulare con fotocamera da 5 Mp si è rivelato adatto, con il solo problema dell’autoscatto.

intorno_ Fig74-1

Immagine del sistema di acquisizione fotografica; è visibile lo specchio sferico, il portalampada e il sostegno per la macchina fotografica

Le operazioni preparatorie per la realizzazione dell’acquisitore fotografico riguardano:
• la costruzione del sistema di sostegno per il quale sono stati utilizzati due angolari metallici di 60 cm di lunghezza. La dimensione dipende dalla capacità di messa a fuoco della fotocamera; potrebbero essere necessarie dimensioni maggiori, intorno ai 90 cm. Come traverso superiore è stato utilizzato un pezzo di compensato opportunamente tagliato; nella scelta dei materiali si è cercato di utilizzare materiali e soluzioni che producessero il minimo impatto nell’immagine. In ogni caso è possibile utilizzare in alternativa un cavalletto per macchina fotografica;
• la verifica della messa in bolla della macchina fotografica con il corretto posizionamento orizzontale;
• il fissaggio del portalampada sul piano di compensato in modo che il centro della sfera si trovi in corrispondenza del centro della macchina fotografica (utilizzare il filo a piombo);
• la realizzazione di una schermatura circolare con il tubo in plastica che limiti la vista dell’intorno a 180° in sezione;
• l’eventuale posizionamento dei piedini per la messa in bolla su superfici non piane.

Rilevamento dell’intorno mediante fotografia
Il rilievo fotografico viene eseguito posizionando l’acquisitore sul piano che contiene l’oggetto di cui si vuole rilevare l’impatto visivo (ad esempio, a ridosso del baricentro del sistema fotovoltaico), fissandolo con attenzione (vedi immagine di copertina).

Prima di scattare la fotografia è opportuno individuare un orientamento di riferimento da riportare nell’immagine. Se possibile utilizzare l’autoscatto per produrre la minima perturbazione dell’intorno con il proprio corpo che genera un’ostruzione all’orizzonte, in caso contrario è opportuno posizionarsi nell’orientamento in cui si presume non vi siano viste critiche, oppure fare due scatti successivi con l’operatore in due posizioni diverse; in quest’ultimo caso ogni scatto servirà per il 50% della vista della volta celeste.

L’immagine ottenuta può essere importata a computer, ritagliata e sovrapposta alla griglia di riferimento disponibile in formato elettronico.

intorno_Fig74-3

Esempio di immagine ripresa con la macchina fotografica digitale e relativa a un pannello inclinato di 45° rispetto al piano orizzontale. La macchina fotografica è posizionata perpendicolare allo specchio sferico e sostenuta da un cavalletto

Dall’immagine sono visibili i punti con maggiore criticità che sono quelli più vicini al centro dell’immagine; dai punti individuati più critici dovranno essere realizzate dei fotoinserimenti con il pannello per verificare l’effettiva criticità. Nel caso specifico, sono state riportate le finestre dell’edificio prospiciente, ma allo stesso modo si potrebbero considerare percorsi, strade ecc.

Come noto, il campo visivo umano è molto ampio (oltre 180° in pianta e circa 130° in sezione), ma è strutturato in modo da avere un’area centrale molto sensibile utilizzata per l’analisi e la valutazione dei dettagli, una successione di settori concentrici con sensibilità ai dettagli e alle informazioni visive decrescente verso la periferia con la porzione più esterna utilizzata per monitorare l’ambiente circostante.

Si suppone che le posizioni più vicine alla normale all’oggetto da valutare definiscano il luogo dei punti con maggiore visibilità relativa e che questa condizione diminuisca linearmente a zero passando dall’osservazione lungo la normale fino all’osservazione parallela.

Questa semplificazione è sensata solo se lo spessore dell’elemento è ininfluente; in caso contrario bisognerà fare una serie di valutazioni per ognuno dei piani di visione.

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