Herzog & de Meuron per il nuovo edificio della Oxford University | Architetto.info

Herzog & de Meuron per il nuovo edificio della Oxford University

Progettato da Herzog & de Meuron, il quinto edificio del Radcliffe Observatory Quarter di Rafael Viñoly ospita aule, uffici e spazi per gli studenti della Scuola nata nel 2010

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La nuova sede della Blavatnik School of Government di Oxford firmata Herzog & de Meuron è operativa dalla fine del 2015. Di recente fondazione, la scuola nasce nel 2010 grazie a una consistente donazione da parte di Leonard Blavatnik, che ha elargito 75 milioni di sterline (quasi 100 milioni di euro), e il supporto della blasonata Università britannica, che ne ha messi a disposizione altri 26.

Il progetto della sua nuova sede viene affidato nel 2011 a Jacques Herzog e Pierre de Meuron che, non nuovi a riusciti interventi nei contesti storici e a integrazione del costruito come il sorprendente Caixa Forum di Madrid, si sono trovati di fronte un compito complesso e un cammino non semplice. Il lotto prescelto per la nuova costruzione si trova infatti all’interno di un centro storico di valore ma è anche parte del primo grande ampliamento che l’Università ha programmato negli ultimi cento anni, il Radcliffe Observatory Quarter (ROQ), il cui contestato e polemizzato masterplan venne affidato nel 2005 a Rafael Viñoly e che mette Oxford sulla scia già da tempo segnata da università d’oltreoceano come Harvard e Berkley, i cui campus sempre più moderni e griffati servono ad attirare gli studenti e, soprattutto, i grandi finanziatori internazionali. Oltre a Viñoly, autore del masterplan e del Mathematical Institute, si contano ad esempio anche i nomi di Zaha Hadid, progettista dell’Investcorp Building che, inaugurato meno di un anno fa, ospita il Middle East Centre, e di Níall McLaughlin Architects, cui si deve lo studentato del Somerville College completato nel 2012.

Inserto contemporaneo collocato tra la chiesa di St. Paul e il Somerville College, la Blavatnik School of Government è il quinto edificio completato nella nuova Oxford definita dal ROQ e si confronta con il passato creando un dialogo modulato dalla sensibilità contemporanea degli architetti svizzeri, che impostano un volume pluricomposto e interni sviluppati attorno a un centro verticale chiamato Forum. Cinque sono infatti i distinti corpi che, sovrapposti, ruotati e sfalsati, definiscono una struttura con altrettanti livelli interni, ai quali si aggiunge un interrato, comunicanti fra loro ma funzionalmente indipendenti.

Ampio elemento di comunicazione verticale con la scala principale dell’edificio, il Forum è spazio collettivo, di relazione e di collegamento che unisce le aule e gli uffici, porta la luce naturale ai livelli inferiori e può essere utilizzato anche come spazio espositivo temporaneo. Procedendo dal basso verso l’alto, internamente si susseguono spazi destinati all’insegnamento e aree comuni. Ai tre livelli inferiori si collocano due aule da 80 e 120 posti e aule di dimensioni più ridotte, l’ingresso e la caffetteria. Salendo, due piani a pianta libera sono invece destinati alla ricerca e agli uffici dei docenti e, in cima, la biblioteca, aule studio e spazi per gli studenti occupano gli ultimi due livelli che si affacciano su una terrazza aperta sulla città e su tutto il Radcliffe Observatory Quarter.

sezione funzionale Herzog & de Meuron

©Herzog & de Meuron

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© blavatnik school of government

Dentro e fuori, la presenza di materiali e forme contemporanei è caratteristica di un edificio costituito di vetro e cemento, nelle strutture portanti e a vista, ingentilito internamente dal legno di quercia. L’involucro esterno è costituito da una doppia pelle vetrata continua che porta luce naturale negli interni suddivisi da divisori trasparenti.

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© blavatnik school of government

Grazie a un’attenta progettazione, la Blavatnik School of Government utilizza sistemi passivi per la gestione dell’energia e dei flussi termici che utilizzano l’inerzia termica della massa del calcestruzzo e, grazie all’effetto camino del Forum e alla doppia pelle vetrata esterna, permettono la circolazione e il ricambio d’aria degli interni. Elementi schermanti sensibili in modo automatico alla luce del sole si modificano in funzione della sua posizione, rendendo ottimale il comfort di ambienti in cui sensori di movimento controllano l’accensione e lo spegnimento delle luci.

La climatizzazione è garantita da un impianto geotermico che fornisce il 15% del fabbisogno di calore per il riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria e d’estate, insieme ai sistemi passivi e ai tetti giardino, riesce a raffrescare tutto l’edificio. Il sistema è completato da pannelli solari in grado di produrre energia sufficiente per alimentare 480 sorgenti luminose da 26 W per tutto l’anno.

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