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House 53 a São Paulo, Brasile

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Rispettando i vincoli urbanistici  della città di São Paulo e le esigenze dettate dalla particolare forma del sito, la volumetria di Casa 53 è di poco più di 10 metri di larghezza e di circa 30 metri di lunghezza. Secondo la normativa, nel quartiere si può costruire un edificio fino a due piani, rispettando i vincoli del perimetro laterale.   

L’architetto Marcio Kogan ha concepito questa sua abitazione a São Paulo come una scatola di calcestruzzo, legno e vetro, che, quasi come un set cinematografico, crea spazi scenografici molto ampi. A causa della  volumetria del terreno, per illuminare meglio i locali l’architetto ha fatto ricorso a grandi finestre, con la possibilità per le stesse,  di oscurare l’ambiente interno ogniqualvolta sia necessario.
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La casa
, che comprende il salone al primo piano e le camere da letto al secondo, è una scatola di vetro con brise soleil semovibili che si aprono come porte pieghevoli.  Sistemati in posizioni diverse, questi rivestono il perimetro della House 53 conferendo all’interno anche giochi di luce particolari. Le facciate delle camere che danno sull’esterno sono state progettate per essere completamente chiuse o aperte. Quando il brises e la parete anteriore sono chiusi, è impossibile dall’esterno distinguere le aperture, e tutte le superfici in legno vengono a costituire un puro volume unico, senza interruzioni.

L’interno dell’abitazione ha le pareti rivestite di travertino. L’arredamento realizzato interamente in legno locale è stato disegnato in parte dall’architetto Marcio Kogan. Così è per  il lungo tavolo in sala da pranzo, per il lunghissimo mobile accostato alla parete della nicchia, per i mobili in acciaio della cucina e per il letto.  

Marcio Kogan è oggi uno degli architetti brasiliani più apprezzati a livello internazionale. Nato a São Paulo, Kogan si laurea nel ‘76 presso la Mackenzie University: avvia inizialmente una carriera nel mondo cinematografico, lavorando anche a diverse produzioni, fino all’età di trenta anni quando poi decide di dedicarsi all’architettura. Dopo la fondazione del suo studio, Kogan inizia a lavorare dapprima a progetti in Brasile, per poi aprire la sua attività anche a commissioni estere. Saranno proprio le opere realizzate in Spagna e in Italia a portarlo all’attenzione della critica internazionale, e al riconoscimenti di diversi premi mondiali, dall’D&AD Award al Dedalo Minosse.

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