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Il calcestruzzo autocompattante – Scc: caratteristiche, lavorabilita’ e resistenza

Grazie alla lavorabilita'-fluidita' e all'assenza di segregazione, il calcestruzzo autocompattante viene messo in opera e si compatta con la sola forza di gravita'

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Il calcestruzzo autocompattante, noto anche come Self Compacting Concrete (SCC), è un materiale omogeneo che presenta, allo stato fresco, un’elevata fluidità con assenza di segregazione.

È caratterizzato dalla capacità di costiparsi grazie alla sola forza di gravità, quindi viene messo in opera e si compatta senza vibrazione, con indubbi vantaggi economici e di realizzazione.

 

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Il materiale

Si tratta di un conglomerato molto fluido, privo di segregazione e addizionato con superfluidificanti che consentono di mantenere un basso rapporto acqua/cemento.

Il calcestruzzo autocompattante rappresenta una nuova consistenza del materiale, caratterizzata dalla compresenza di due proprietà, apparentemente antitetiche: lavorabilità-fluidità ed elevata coesione.

La lavorabilità-fluidità è ottenibile mediante l’impiego di additivi superfluidificanti (a base acrilica o di policarbossillati), in quantità appropriata, perché l’eccessiva fluidità comporta segregazione.

La coesione è direttamente proporzionale all’uso di miscele molto ricche di fini (come fumo di silice, ceneri volanti, calcare, loppa) e/o di additivi come gli agenti modificatori di viscosità (VMA).

L’incremento di particelle fini è finalizzato alla riduzione del contenuto di aggregato grosso che limiterebbe la capacità di scorrimento; l’aggregato grosso deve avere diametro massimo pari a 20 mm.

La miscela va progettata con l’obiettivo di soddisfare i requisiti di autocompattabilità, resistenza e durabilità, mediante tre fasi che prevedono:

  • la valutazione delle esigenze strutturali, operative, ambientali e prestazionali;
  • la selezione dei materiali e il proporzionamento della miscela;
  • la verifica sperimentale della miscela.

Ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di questo materiale, interessante anche per l’evoluzione del conglomerato cementizio verso i nuovi sviluppi dei calcestruzzi speciali

Lavorabilità

Il calcestruzzo autocompattante ha quindi una speciale caratteristica di lavorabilità: la capacità di autocompattarsi nelle casseforme senza alcun intervento di vibrazione o compattazione.

Ciò permette di effettuare il getto anche in spazi molto ristretti, dove gli operai non riescono ad accedere direttamente.

Si consideri che il suo utilizzo consente una riduzione dei tempi di messa in opera pari al 20-25%.

Durabilità

La capacità di riempire completamente le casseforme e di avvolgere le armature e l’assenza di vuoti negli elementi strutturali comportano un riscontro positivo relativamente alla durabilità del materiale.

La minore permeabilità della superficie, inoltre, implica una maggiore resistenza alla carbonatazione, ai cicli gelo-disgelo, ai cloruri, ai solfati.

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Resistenza

La coesività del calcestruzzo autocompattante comporta l’assenza di cedimenti di assestamento e assicura la formazione di una struttura interna non porosa. Ciò garantisce l’assenza di fessurazione, nonché la corrispondenza alla resistenza meccanica di progetto.

Espressività

L’elevata fluidità (spandimento, o slump-flow, compreso tra 600 e 800 mm) e la coesione del materiale consentono di ottenere dei facciavista di aspetto e colore omogenei e uniformi.

Il calcestruzzo autocompattante permette inoltre di realizzare strutture con sezione molto limitata e di geometria complessa.

 Calcestruzzo autocompattante, misura dello slump-flow

 

Calcestruzzo autocompattante, misura della fluidità

 

 

 

 

Sostenibilità

L’impiego del calcestruzzo autocompattante consente di ridurre i tempi e i costi di messa in opera del materiale, migliorando inoltre le condizioni dell’ambiente di lavoro per l’assenza di rumore e di vibrazioni. Inoltre permette di realizzare strutture durevoli nel tempo.

 

 

 

 

 

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