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Il campus di Lecco del Politecnico di Milano

Il nuovo edificio del campus di Lecco del Politenico di Milano fa dialogare il nuovo con i 'vecchi' padiglioni dell'ex ospedale cittadino

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Completato nel 2014 e in funzione dal 2013, il campus del Politecnico di Milano a Lecco è realizzato su progetto dello studio Paolo Bodega Architettura. Ospita attualmente i corsi di Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria della produzione industriale e Ingegneria edile Architettura.

Il complesso trova posto all’interno di un lotto compreso tra le vie parallele Antonio Ghislanzoni e Giacomo Previati e utilizza e mette in connessione due parti distinte, un nuovo edificio e i centenari spazi dell’ex ospedale cittadino, per la messa in sicurezza e recupero dei quali è stato necessario il parere positivo della locale Soprintendenza.

L’intervento, impostato all’interno di un masterplan generale elaborato dall’ufficio tecnico del Politecnico e aggiudicato nell’appalto concorso del 2010 a Colombo Costruzioni, prende le mosse proprio da questi spazi vincolati che, caratterizzati planimetricamente dal tipico impianto ottocentesco a padiglioni collegati da gallerie, ancora riconoscibile, e da una palazzina, vennero acquisiti a fine 2003 dal Politecnico di Milano dopo la firma dell’accordo di programma con Regione Lombardia, Comune, Provincia e Azienda ospedaliera di Lecco, Politecnico di Milano e Camere di commercio di Lecco e Sondrio. A questo è stato successivamente integrato un corpo totalmente nuovo dallo sviluppo a L che si eleva per altezze differenti nei due bracci, a due e tre piani fuori terra.

Tutto il complesso scende sottoterra di un piano, dove rispetto alla sagoma fuori terra si allarga per ospitare un parcheggio interrato di 2.850 mq, aree di servizio e laboratori, questi ultimi in corrispondenza del nuovo edificio.

Il campus è stato progettato per la gestione delle attività di 2.000 studenti e si distribuisce dentro tre blocchi, denominati Unità funzionale nuova 1 (Ufn1), Unità funzionale di recupero 1 (Ufr1) e Unità funzionale di recupero 2. Realizza 17.790 mq, di cui 5.515 dall’esistente e 11.195 dal nuovo. Il complesso comprende anche i 1.000 mq di una nuova sala lettura posizionata tra i padiglioni dell’ex ospedale, consegnati ad aprile 2014, e le residenze universitarie intitolate ad Adolf Loos, che, in consegna prevista per quest’anno, troveranno invece posto nel padiglione di ingresso del vecchio nosocomio, con accesso principale da via Ghislanzoni.

 

 

 

 

 

 

Le aree funzionali del campus

 

 

 

Differenti sono le attività che si svolgono all’interno dei diversi elementi.

Il corpo di nuova edificazione, Unità funzionale nuova 1, distribuisce su tutti i livelli le aule per la didattica (le cui dimensioni, differenti, sono impostate sulla base di un modulo di partenza minimo di 60 posti) e, al piano terra, il bar e una sala lettura e riunioni. D’ispirazione meieriana nella composizione volumetrica, ma anche nell’utilizzo di materiali come vetro e alluminio e nella scelta del bianco dominante esterno che dentro si colora in funzione delle aree interne, strutturalmente è sorretto da un sistema modulare prefabbricato costituito da uno scheletro di travi e pilastri in cemento armato su cui sono posati solai alveolari.

 

© Beppe Raso

 

 

© Giuseppe Giudici

 

 

© Beppe Raso

 

 

© Giuseppe Giudici                                      © Beppe Raso

 

 

Staccata da tutto il resto, l’Unità funzionale di recupero 1 occupa la palazzina un tempo destinata agli spazi dell’amministrazione dell’ospedale, nell’angolo nord del lotto, e mantiene la sua funzione ospitando gli uffici del pro-rettorato. Restaurata e mantenuta il più possibile integra esteriormente, è stata adeguata negli impianti e negli accessi.

 

© Beppe Raso

 

 

Per gli antichi padiglioni dell’ospedale, Unità funzionale di recupero 2, l’utilizzo era più difficile sia per il vincolo normativo che per l’effettiva adattabilità degli spazi: sono quindi stati occupati dagli uffici dei dipartimenti, con i relativi spazi amministrativi e di servizio. Nonostante il vincolo, sono state tuttavia apportate alcune modifiche funzionali al progetto, tra cui l’aggiunta di due blocchi di collegamenti verticali che si innestano nella galleria di collegamento tra i padiglioni e la sostituzione dei muri di testata verso il nuovo edificio con due facciate vetrate, la cui performance energetica è stata incrementata dal posizionamento interno di un guscio di lastre di fibrogesso e isolanti multiriflettenti.

 

 

Il recupero e rifunzionalizzazione dell’ex ospedale e il nuovo edificio (© Alberto Locatelli)

 

 

 

Dal punto di vista della gestione energetica, le prestazioni dell’involucro posizionano l’edificio in classe B. Pompe di calore che utilizzano l’acqua di falda garantiscono la climatizzazione degli interni, mentre pannelli fotovoltaici e collettori solari termici producono energia elettrica (20 Kw) e acqua calda. Il controllo dell’irraggiamento sui fronti a sud-est e sud-ovest del corpo di nuova costruzione è garantito da un sistema di estesi brise-soleil in alluminio estruso e palpebre dinamiche che d’estate hanno funzione schermante e d’inverno diffondono la luce naturale nelle aule.

 

 

 

 

I crediti del progetto:

 

Responsabile del procedimento: Riccardo Licari

Progetto architettonico: Paolo Bodega Architettura (Paolo Bodega, Luca Castelli, Andrea Bodega, Chiara Airoldi, Marco Mandelli, Michele Stillittano, Takamasa Sugiura)

Associazione temporanea di imprese: Colombo Costruzioni (capogruppo – general contractor)

Impianti meccanici: Gianni Benvenuto

Impianti elettrici: Elettromeccanica Galli Italo

Progetto strutture: Gamma Engineering

Progetto impianti meccanici ed elettrici, prevenzione incendi: Technion

Acustica: Biobyte


 

 

 

 

 

 

 

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