Il Centro ricerche e produzione calzature Prada a Valvigna di Guido Canali | Architetto.info

Il Centro ricerche e produzione calzature Prada a Valvigna di Guido Canali

Premiato nel 2016 con il Brand&Landscape Award, il centro è esemplare del nuovo modello di fabbrica impostato da Prada, orientato sul concetto di 'fabbriche giardino

© Alessandro Ciampi – Courtesy of Prada
© Alessandro Ciampi – Courtesy of Prada
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Il Centro ricerche e produzione calzature Prada di Valvigna è il progetto di Guido Canali che, completato nel 2013 nel comune di Terranuova Bracciolini (in provincia di Arezzo), si è aggiudicato l’edizione 2016 del Brand&Landscape Award. Promosso dal Cnappc insieme alla rivista Paysage, il premio, assegnato nei mesi scorsi, nasce per diffondere le proposte di architettura che sono riuscite a fare del paesaggio un veicolo per la comunicazione dei valori aziendali, ma anche della sostenibilità. E ha riconosciuto il progetto di Guido Canali per la sua capacità di avere coniugato il nome dell’impresa e il paesaggio e di avere fatto di un paesaggio preservato e conservato l’elemento qualificante di un ambiente di lavoro.

La premiazione ha riconosciuto anche l’intero piano industriale pluridecennale impostato dal gruppo Prada, che ha fatto del binomio architettura-industria uno dei suoi punti di forza. Da una parte, ha impegnato ingenti investimenti nella costruzione di nuovi modelli di luoghi di produzione che hanno previlegiato scelte localizzative nazionali (il centro Italia con la Toscana e le Marche), mentre dall’altra ha puntato su un processo di ridefinizione del brand ed espansione commerciale passato attraverso la realizzazione di iconici e griffati flagiship store in città come New York, Los Angeles e Tokyo.

Per la sua concretizzazione sono state avviate prestigiose collaborazioni con nomi di primo piano dell’architettura nazionale e internazionale, tra cui Pierluigi Cerri (autore dello stabilimento di Piancastagnaio) e Rem Koolhaas con Oma e Amo, ai quali Prada si affida ormai costantemente per gli allestimenti delle sue sfilate e la progettazione dei negozi sparsi per il mondo e a cui ha affidato la progettazione della riuscitissima sede della sua Fondazione a Milano. Ma anche Guido Canali. Legato a filo doppio con il marchio milanese, negli ultimi venti anni l’architetto emiliano ha costruito e consolidato un sodalizio che si è espresso nelle definizione di un nuovo modello di opificio, la Fabbrica Giardino, e ha portato la realizzazione di una serie di tre stabilimenti tra le Marche e la Toscana: il premiato Valvigna e i suoi fratelli nella vicina Montevarchi e a Montegranaro, in provincia di Fermo, che, insieme al Maglificio Gran Sasso a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) sempre firmato da Canali, sono stati anche esposti nel Padiglione Italia curato da Cino Zucchi alla 13° Biennale di Architettura di Venezia.

L’idea di realizzare un Centro ricerche e produzione a Valvigna prende le mosse negli anni novanta, quando il gruppo Prada incarica Canali della progettazione di una nuova struttura per la ricerca e la produzione delle calzature a recupero dell’area dismessa dall’ex stabilimento Cementegola, localizzata lungo il tratto aretino dell’autostrada A1.

Il risultato è un progetto complesso e articolato che, intervenendo su un’area di quasi 10 ettari per un investimento complessivo di 28,4 milioni di euro, si realizza in poco più di dieci anni e colloca gli spazi destinati alla produzione, maggioritari in termini di occupazione dello spazio, all’interno di quatto capannoni autonomi affiancati agli uffici, ai laboratori per la ricerca e alle relative aree di servizio, all’archivio storico e a un nuovo datacenter di gruppo. Staccate, la palazzina ristorante e mensa e la palazzina direzionale. I capannoni, paralleli e di diverse dimensioni, sono ruotati rispetto al tracciato autostradale e sono orientati secondo un asse nord-sud ideale per l’ottimale illuminazione naturale degli ambienti chiusi dai tetti a shed. Il nuovo costruito si estende per 32.500 mq, con una superficie coperta di 19.000 mq.

prada_canali_vista dall'alto

Dal punto di vista costruttivo, il Centro fa largo ricorso a strutture prefabbricate, segno distintivo di tutti gli interventi che Canali ha seguito per il gruppo Prada: l’impianto è infatti costituito da un sistema modulare in calcestruzzo sorretto da pilastri metallici che, integrato con acciaio e vetro, è stato scelto per le garanzie date in termini di contenimento dei costi e riduzione dei tempi di realizzazione.

All’esterno, un attento disegno del verde e il bucolico paesaggio della campagna aretina, anche elemento per controllare l’ambiente interno e creare le condizioni migliori possibili per il lavoro, disegnano una parte fondamentale del progetto. Come già realizzato a Montevarchi e Montegranaro, dove lo stabilimento si confronta con un pendio naturale, anche a Valvigna grandi vetrate si aprono su ampi patii arborei, chiostrine, aree verdi a terra e giardini pensili, con una fabbrica progettata per creare visuali rivolte al paesaggio circostante. Tetti giardino e pergolati ricoprono parcheggi inerbiti, strutture ipogee, la mensa e il giardino d’inverno piantumando un totale di 9 specie di alberi, 13 di arbusti, 7 di rampicanti e 7 di tappezzanti, con percorsi carrabili e pedonali che si snodano attraverso macchia mediterranea, uva e melograni.

planimetria con presenza verde

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