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Il futuro delle costruzioni di legno in Italia

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Una ricerca Promolegno quantifica le prospettive di crescita del settore in Italia, stimando l’aumento del 50% delle case in legno entro il 2015

Le esperienze dell’Abruzzo prima e dell’Emilia-Romagna in seguito sono state particolarmente significative per la ‘riscoperta’ del legno come materiale edilizio naturale, ecologico e moderno. Spaziando da costruzioni ad uso residenziale fino a edifici a destinazione pubblica, come scuole, e commerciale/industriale, come capannoni e magazzini, l’edilizia in legno sta dimostrando di avere tutte le carte per entrare in nuovi contesti, ad esempio in quello così urgente ed attuale del social housing. Il legno è infatti particolarmente adatto alla costruzione di edifici per l’edilizia sociale: qualità costruttiva, velocità, certezza dei costi e dei tempi, versatilità, ottimo comportamento antisismico sono concetti che favoriranno ancora una volta la scelta del legno per realizzare ambienti urbani di qualità, che garantiscano un ottimo comfort abitativo e trasmettano messaggi positivi, come il rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

Negli ultimi 5 anni le costruzioni in legno in Italia hanno ampliato notevolmente la loro quota di mercato, pur in uno scenario che dal 2008 vede un’ininterrotta contrazione degli investimenti in edilizia. A dare un ulteriore impulso alla riscoperta di questo materiale naturale, impiegato nel settore delle costruzioni sin dall’antichità, è stata la visibilità ottenuta dopo il successo della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

A partire dal 2009 il legno è stato infatti utilizzato in oltre il 70% delle nuove costruzioni edificate in questa regione, anche in virtù del suo buon comportamento in caso di sisma, ma soprattutto per i veloci tempi di cantiere.

Così il legno, impiegato sino a pochi anni fa in prevalenza per la costruzione di tetti, torna a pieno titolo tra i materiali strutturali per eccellenza e, grazie alle nuove tecnologie messe a punto dagli istituti di ricerca sul legno, si declina in solai e pareti, formando l’intera struttura portante dell’edificio.

La ricerca di mercato condotta da promo_legno, in collaborazione con Assolegno, commissionata allo studio Gardino Consulting, mette bene in evidenzia questi particolari e questi trend per il futuro.

Nel 2010, l’82% degli edifici in legno in Italia è rappresentato da case unifamiliari, il 9% da edifici bifamiliari e il restante 9% da edifici plurifamiliari. Il 71% di questi edifici è situato nel nord Italia (soprattutto nel nord-est). Nel centro Italia si trovano il 22% delle costruzioni in legno e nel sud e nelle isole solo il 7%, sebbene il legno presenti delle performance molto interessanti anche nel clima mediterraneo.

Principali tipologie costruttive

Per quanto riguarda i sistemi costruttivi impiegati in Italia nel 2010 (a prescindere dall’emergenza Abruzzo), nel 44% dei casi si tratta di costruzioni a telaio, ossia con un’ossatura portante composta da montanti di legno, rivestita con pannelli sottili con funzione strutturale e materiali isolanti. La nuova tecnologia dei pannelli di legno massiccio a strati incrociati Xlam, ovvero la moderna costruzione massiccia in legno, ha raggiunto in pochi anni il 33% del mercato, mentre la tecnica blockhaus (elementi lineari disposti

orizzontalmente a formare le pareti) è ancora utilizzata nel 14% dei casi, insieme ad altre tecniche miste (9%). Per quanto riguarda il tipo di legno utilizzato, si tratta per la maggior parte di abete, un legno di conifera tenero e particolarmente diffuso nelle foreste europee, subito seguito da larice e pino.

I risultati di questo studio possono definirsi eclatanti, e pronosticano che entro l’anno 2015 le abitazioni residenziali in legno aumenteranno di un ulteriore 50% (dalle circa 5.000 abitazioni in legno edificate in Italia nel 2010 alle circa 7.500 nel 2015), se eventi esterni come una crisi del debito, programmi di risparmio della pubblica amministrazione o crisi della liquidità di aziende e consumatori non ne freneranno lo sviluppo.

Un trend estremamente positivo si registra anche nel settore degli edifici non residenziali – edilizia scolastica, edifici sanitari, uffici, edilizia alberghiera – che potrebbero registrare aumenti del 70% nei prossimi cinque anni. Negli ultimi anni il legno si è quindi conquistato una nuova immagine: da materiale rustico e tradizionale a moderno prodotto high-tech. La normativa italiana per le costruzioni, entrata in vigore nel 2009, contiene tutte le indicazioni tecniche necessarie alla realizzazione di ogni edificio o struttura di legno. Per gli edifici in legno con un numero di piani elevato la legislazione italiana prevede ancora delle procedure di autorizzazione particolari, che richiedono uno sforzo supplementare da parte dei progettisti. Nonostante ciò i diversi attori del settore  – industria del legno, imprese di costruzione, progettisti e imprenditori – dimostrano con progetti in fase di studio o di realizzazione un notevole interesse proprio in questo settore, lasciando presagire un futuro di sicuro successo.

La ricerca offre in oltre dettagli importanti sulle prospettive di crescita. Secondo lo studio, il legno ha buone possibilità nel settore dell’edilizia abitativa multipiano, in particolare nel contesto urbano. In Italia, nelle zone urbane e suburbane, gli spazi edificabili scarseggiano ed è quindi utile costruire in verticale. In altri paesi europei i primi edifici con struttura in legno di 6, 7 e 9 piani vengono edificati nel centro di città come Londra e Berlino. Ma è anche possibile “densificare” lo spazio riconvertendo il patrimonio edilizio italiano grazie ad ampliamenti e sopraelevazioni, settori molto interessanti per il legno che, essendo duttile e leggero, può essere impiegato per questo tipo di interventi.

Un altro trend riguarda la diffusione delle costruzioni massicce in legno realizzate con la moderna tecnologia Xlam, una tipologia costruttiva vicina alle abitudini italiane, perché permette la realizzazione di veri e propri “muri di legno”, da rivestire sia all’interno che all’esterno con il materiale coibente preferito e più adatto al territorio.

Secondo le imprese del settore intervistate, questa tipologia costruttiva potrebbe raggiungere il 55% del mercato nei prossimi 5 anni.

Ma tutte queste stime positive non devono far dimenticare che per raggiungere il pieno successo è necessario ancora molto lavoro. E’ ad esempio necessario diffondere maggiormente le competenze sulle costruzioni in legno presso i progettisti, che devono essere in grado di proporre al cliente un progetto di qualità ineccepibile e in tutto e per tutto corrispondente alle esigenze attuali e future. Occorre inoltre che le aziende del settore costruiscano secondo criteri di eccellenza, per esaltare al meglio le caratteristiche e le prestazioni che questo materiale offre. Se nel 2005 si stimava che le costruzioni in legno in Italia fossero circa 1.000, oggi questa cifra è quintuplicata: solo nel 2010 le abitazioni in legno edificate in Italia (escludendo le costruzioni dell’Abruzzo, che possono essere considerate un’eccezione) sono state più di 5.000.

L’attuale quota di mercato delle abitazioni residenziali in legno in Italia è del 2,8%, quella degli edifici dell’8,5%: ogni 12 edifici costruiti in Italia, uno è realizzato in legno. Si tratta ancora di una nicchia di mercato, che però cresce sensibilmente e molto più velocemente rispetto alle tipologie costruttive che impiegano altri materiali.

 

 

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