Il nuovo centro civico di Scandicci e' firmato Richard Rogers | Architetto.info

Il nuovo centro civico di Scandicci e’ firmato Richard Rogers

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A Scandicci, in provincia di Firenze, architettura di livello internazionale per il nuovo centro civico, che sorge in corrispondenza di una delle quattro fermate della tranvia, in posizione baricentrica tra Casellina e il centro storico di Scandicci. Obiettivo della realizzazione è la volontà di curare gli squilibri di un sobborgo satellite che aspira a una sua identità in un contesto urbano policentrico.

Il progetto, firmato da Rogers Stirk Harbour + Partners e dallo studio fiorentino Da.Studio, prevede tre nuovi complessi che si raccolgono attorno alla nuova linea tranviaria per il collegamento veloce con Firenze e si affacciano sulla nuova piazza, facendo convergere su di essa diverse attività pubbliche e private, destinate all’intera comunità.

L’intervento, realizzato da Cmsa, include un centro culturale, un edificio direzionale e uno residenziale. Il centro culturale incornicia il lato orientale della piazza e offre uno spazio multifunzionale per seminari, conferenze, mostre e concerti. L’edificio direzionale, essendo la struttura più alta del nuovo complesso, funge da landmark e guida le persone verso il centro della Scandicci rinnovata. A chiudere la cortina l’ultimo corpo di fabbrica che si estende in linea e ospita le residenze.

Dal punto di vista compositivo, i volumi si inseriscono nel tessuto in modo naturale senza alcuna forzatura. Le facciate ripropongono motivi lessicali tipici di Rogers, nella scansione delle aperture vetrate come nella rivelazione dei componenti high-tech, con il chiaro scopo di conferire identità all’insieme architettonico definendo un linguaggio unitario. A tal fine è stata sviluppata una gamma di sistemi e particolari costruttivi che si ripetono nei tre edifici, nello spazio pubblico e nella tramvia con l’intento di comunicare un’immagine coerente pur rispondendo alle specifiche funzioni individuali.

La tonalità rossa della terracotta, riquadrata in sottili cornici inox e in una struttura in calcestruzzo a vista, scandita dalle facciate e dalle aperture vetrate in alluminio, crea un linguaggio contemporaneo che inserisce i materiali locali tradizionali in un’ambientazione complessiva piuttosto che sui singoli edifici.

Il contributo di Schüco al progetto

Con i profili per finestre Aws 65, utilizzati per l’edificio residenziale e con i sistemi di facciata a montanti e traversi Schüco FW 50+ ancorati al prefabbricato in cemento armato è stato possibile l’impiego di vetrate anche importanti senza rinunciare al risparmio energetico che insieme ai pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, agli elementi fotovoltaici per generare energia elettrica e a un tetto verde sul centro culturale caratterizzano l’approccio sostenibile del progetto.

Per la definizione dei dettagli estetici delle facciate sono state adottate soluzioni ad hoc, disegnate appositamente per risolvere le problematiche delle connessioni tra i diversi materiali utilizzati nei prospetti. In particolare, è stata realizzata una speciale matrice di copertina con “nasello asimmetrico”, che va a delineare la parte perimetrale di tutte le facciate in corrispondenza con la struttura edile, in modo da creare una sorta di cornice ed evitare la presenza di connessioni in lamiera e tagli a vista dei prodotti lapidei e cementizi. I rivestimenti dell’involucro sono stati ancorati alle strutture portanti tramite sottostrutture in acciaio a cui sono stati agganciati i profili per le facciate ventilate che hanno permesso con lo stesso sistema di vincolare il cotto e le lastre in fibrocemento.I sistemi Schüco sono stati scrupolosamente progettati, realizzati e installati da Giuliani Soc. Coop. di Forlì.

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