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Il Padiglione temporaneo Martell di SelgasCano

È una dinamica e trasparente struttura ondulata di poliestere e fibra di vetro, vincolata alla pavimentazione da grandi cuscini gialli riempiti di acqua. Smontabile e rimontabile, sarà operativa fino all’autunno del 2018

© Iwan Baan
© Iwan Baan
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Lo studio madrileno SelgasCano Arquitectos di José Selgas e Lucia Cano ha firmato il suo secondo padiglione espositivo temporaneo (il primo è il Serpentine Pavilion del 2015), nonché prima opera in Francia: il Pavillon Martel a Cognac per conto della Fondation d’Entreprise Martell.

La committenza è una fondazione giovane, legata a doppio filo a uno dei territori francesi dalla più forte tradizione vitivinicola. Nasce infatti a ottobre 2016 come emanazione del gruppo Martell Mumm Perrier-Jouët, che, a sua volta parte di Pernod Ricard, ha raccolto le storie e le tradizioni di tre aziende storiche, produce e commercializza gli omonimi champagne e distillati.

L’obiettivo è la creazione, ancora in progress e prevista in completamento nel 2022, di un polo culturale e di ricerca che sfrutterà a pieno le aree dell’ex complesso produttivo di Gâtebourse, storica sede della Martell in città, in riconversione secondo un progetto dello studio Brochet Lajus Pueyo. Vuoto dal 2005 per lo spostamento delle lavorazioni nella vicina Rouillac, è composto da due parti distinte: da una parte, una successione di bassi padiglioni ottocenteschi in mattoni con tetti a falde organizzati attorno a una corte centrale e, dall’altra, da quella che Brochet Lajus Pueyo hanno definito “Tour Babel”, edificio funzionalista a gradoni completato nel 1929 dalla Société des grands travaux de Marseille che un tempo ospitava le linee d’imbottigliamento e oggi, dopo una rifunzionalizzazione che ha completato l’esterno ma non ancora gli interi, la sede della Fondazione.

Il nuovo padiglione temporaneo di SelgasCano è un’opera d’arte urbana nata per l’esposizione dell’arte, la gestione di eventi e alcune attività a servizio della Fondazone. Si colloca all’esterno, nell’area pedonale compresa tra le due parti di Gâtebourse. Alle spalle dell’edificio principale, occupa quasi completamente una superficie libera pavimentata dalle dimensioni ragguardevoli: 26 m x 90 m, per un totale di 2.340 mq.

Dal punto di vista realizzativo, il Martell materializza, ancora una volta, l’approccio progettuale tipico dello studio spagnolo, sempre alla ricerca di forme dinamiche e materiali funzionali utilizzati spesso in modo poco convenzionale. Mentre infatti per il Serpentine Pavilion, il primo padiglione temporaneo firmato dal duo spagnolo, il materiale prescelto è stato l’EFTE (Etilene Tetrafluoroetilene) colorato, il sito di Cognac e le richieste di una committenza che voleva una struttura smontabile e spostabile hanno fatto propendere per l’utilizzo di un solo materiale di base, chiaro, leggero, traslucido, resistente ed economico e, considerando le importanti dimensioni dell’installazione, facilmente reperibile in grandi quantità.

La scelta è caduta su 2.370 mq di rotoli di poliestere e fibra di vetro, larghi 1,25 m e spessi 1 mm prodotti dall’azienda francese Onduline, che sono riusciti a realizzare l’ispirazione di progettisti che volevano una struttura dinamica in cui, come fosse di carta, si susseguisse una serie di rotoli trasparenti che, srotolandosi e ondulando e accentuasse l’effetto di apertura del luogo e dell’istituzione committente.

Le esigenze strutturali introducono altri due materiali. I fogli sono infatti sorretti da una struttura portante composta di 2.500 m di tubi metallici da 5 cm di diametro che dà forma e stabilità alle ondulazioni. L’impossibilità di vincolare il padiglione direttamente alla pavimentazione di blocchi di pietra ha portato il progetto a fare utilizzo di grandi cuscini gialli in pvc e tela di dimensioni differenti che, riempiti d’acqua o gonfiati con aria, assolvono alla doppia funzione di solidarizzare il padiglione senza toccare la pavimentazione, permettendone comunque i minimi spostamenti voluti dal progetto, e offrire ai visitatori colorate e poco convenzionali sedute.

L’assemblaggio del Pavilion Martell ha richiesto 370 ore complessive e ha un’operatività prevista fino all’autunno del 2018.

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