Il Sinurb fa ricorso contro il Consiglio nazionale architetti | Architetto.info

Il Sinurb fa ricorso contro il Consiglio nazionale architetti

Il Sindacato degli urbanisti ha depositato un ricorso contro il Cnappc. Al centro dell'azione legale, il riconoscimento delle competenze in materia di progettazione e la rappresentanza presso gli Ordini

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Il Sinurb, Sindacato Nazionale Urbanisti e Pianificatori Territoriali, ha depositato il 12 maggio 2015 il primo ricorso congiunto degli iscritti alla sigla contro il Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. Il ricorso verte su diversi aspetti della professione del Pianificatore, tra cui: rappresentanza della categoria presso il Cnappc e gli Ordini; rispetto dei contenuti del DPR 328/2001; riconoscimento competenze in materia di progettazione; interpretazione quadro legislativo generale in materia edilizia, urbanistica, sicurezza, cantieri.
Di seguito riportiamo in forma integrale la lettera inviata dal Sinurb in cui vengono illustrati i motivi dell’azione.
“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in la rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo sono interessanti. A  volte sembra che in quella sequenza ci finiscono per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, viene il dubbio che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.  Ritrovarsi a Marzo a scoprire un numero primo, il Sinurb (Sindacato Nazionale Urbanisti) è stato come trovarsi in un altro pianeta, lontano dalla propria storia, una nuova realtà  vuota, priva di rumori, di odori, priva di vita in un reticolo di vie da intraprendere buie e senza sbocco”.
“Quanto è diversa l’atmosfera oggi rispetto al cupo grigiore di un anno fa. Un gruppo di urbanisti capaci di mantenere un atmosfera elettrizzante, piena di idee ed ideali, competente ed altamente qualificata. Nell’aria c’è un profumo di speranza. Il Sinurb nasce con la necessità che gli urbanisti hanno di argomentare e dare un senso a ciò che fanno,  ha avviato un percorso oramai storicizzabile, denso e coerente, che ha saputo attingere al patrimonio composito della tradizione urbanistica italiana, sporcandosi le mani col “fare urbanistica” e “difendere l’urbanistica” per sperimentare strade innovative della pianificazione, alla necessità di partecipare in maniera attiva, ad una legge urbanistica e ad una politica nazionale integrata sulla città e il territorio”. 
“Sono i temi che hanno reso riconoscibile l’azione del Sinurb, reiterata, energica, talvolta provocatoria, che lo caratterizzano inequivocabilmente nella storia dell’urbanistica italiana, scontrandosi  con un mondo accademico in cui “fare urbanistica” è spesso inteso come professionismo nel senso peggiore del termine, oppure è considerata un’attività minore da parte di quei colleghi che nolente o dolente dopo la riforma del 2001, si ritrovano in un unico Albo Nazionale, il Cnappc, a millantare inesistenti privilegi e sovvertire Leggi e Sentenze ad esclusivo vantaggio di una categoria, motivato, da irragionevolezza, contraddittorietà, eccesso di potere e vizio di merito, sebbene apparentemente conformi alle tanto declamate norme in atto, non rispondono alle regola di buona ed imparziale amministrazione  dell’attività di Pubblico Servizio, e garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti”. 
“Questo ha costretto il Sinurb, ad adire l’autorità giudiziaria competente affinché venga ristabilita e mantenuta la legittimità. Non esistono scorciatoie per fare questo mestiere. Ma farlo così come vuole il Sinurb è sicuramente una chiave d’ingresso nella tradizione italiana dell’urbanistica con quella densità teorica e operativa che consente di innovarla e di rispondere con efficacia alle domande della città contemporanea”.

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