Un teatro in periferia: il Modiin Theatre in Israele di Knafo Klimor | Architetto.info

Un teatro in periferia: il Modiin Theatre in Israele di Knafo Klimor

Lo studio Knafo Klimor Architects, responsabile anche del padiglione israeliano di Expo 2015, è il progettista del Modiin Theatre, un teatro in Israele situato volutamente lontano dal centro città

Il Modiin Theatre in Israele © Elad Gonen
Il Modiin Theatre in Israele © Elad Gonen
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“Se il teatro è un edificio indipendente” afferma Knafo Klimor Architects “e se l’evento artistico che si svolge al suo interno non è immediatamente esposto alle strade o alla piazza, la sua presenza nel centro città non è più un prerequisito per le sue performance”. Questa è la premessa che ha portato lo studio israeliano Knafo Klimor Architects alla realizzazione del Modiin Theatre, un teatro in Israele situato in un complesso ad alta tecnologia lontano dal centro urbano. Anche se il ruolo simbolico del teatro è in questo modo svincolato dalla tradizione storica e culturale, la sua istituzione come edificio pubblico può funzionare anche in periferia, e gli architetti israeliani David Knafo e Tagit Klimor hanno voluto dimostrarlo. Seguace di un’architettura altamente sostenibile e allo stesso tempo identitaria per la comunità ebraica, lo studio Knafo Klimor Architects, con sede a Tel Aviv e Haifa, è attivo soprattutto nel proprio paese natio ed è stato il progettista del Padiglione di Israele a Expo 2015, contraddistinto da un giardino verticale molto imponente e rigoglioso.

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Il design funzionale del Modiin Theatre gioca con volumi e colori © Elad Gonen

Il Modiin Theatre rappresenta un’architettura chiara e funzionale e ospita una concert hall da 720 posti con un grande palcoscenico di oltre 400 mq, una serie di sale conferenze e spazi culturali e alcune aree ricreative con caffetteria e ristorante. Il design funzionale degli interni si riflette anche nell’aspetto esteriore dell’edificio poiché ogni ambiente è contraddistinto da un proprio volume e da un proprio materiale di rivestimento. La sala principale, situata all’interno di un volume giallo a forma di bolla, è avvolta da un involucro scatolare vetrato che lascia intravedere lo spazio interno e invita i visitatori ad entrare nella hall. Laddove le superfici vetrate diventano pannelli opachi sulle gradazioni del rosso, significa che all’interno sono collocate le sale conferenza; mentre sul retro è dislocato il backstage. La copertura, che si eleva con uno sbalzo attorno a tutto l’edificio, funge anche da pensilina per la terrazza esterna situata al primo piano; infine un volume scatolare si innalza al di sopra della copertura in qualità di palcoscenico del teatro.

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Un involucro vetrato avvolge l’edificio e invita i visitatori a entrare nella hall © Elad Gonen

Questo progetto ha permesso agli architetti israeliani di sviluppare un’architettura aperta al pluralismo culturale, poiché vicina alla natura e alla gente del luogo, piuttosto che ai modelli urbani. In questo modo è stato possibile intensificare lo svolgimento di attività culturali in una zona poco vissuta di sera e nel fine settimana, facilitando l’accessibilità con la presenza di ampi parcheggi. L’edificio rispetta inoltre gli standard di Green Building con materiali ecologici e un risparmio energetico che mira a mitigare l’impatto del teatro sull’ambiente naturale.

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