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Il waterfront di Williamsburg, Brooklyn

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Williamsburg è un luogo all’interno di Manhattan dove si svolge ogni anno un importante festival di musica, e vuole contestualmente offrire relax e coesione sociale a tutti i suoi visitatori. I parchi urbani infatti offrono riposo e conforto alle persone che vivono nelle città, indipendentemente dalle dimensioni o dalla loro ubicazione poichè sono i rari luoghi dove la gente può riconnettersi alla natura nel bel mezzo della vita cittadina. Essi poi diventano anche luoghi romantici, o talvolta assumono un’aria drammatica o paurosa. Insomma sono una parte vivente della città cui spesso non si dà la giusta importanza. Essi infatti sono ancora più sinergici con la città quando sono pienamente integrati con le infrastrutture e gli eventi urbani, conferendo più vivibilità alla popolazione.

Per il progetto di rinnovamento di Williamsburg è stato indetto un concorso internazionale vinto dagli studi coreani con sede a Seoul Euibeom Lee + Keunyoung Ryu + Kunho Kim. Il masterplan prevedeva l’inserimento nel parco di un’importante sala da concerto pur mantenendo nel complesso l’atmosfera naturale dell’East Riverside. Per raggiungere l’obiettivo, il metodo adottato dai progettisti e applicato all’intero paesaggio è stato quello degli origami. In questo modo esso mantiene il proprio spazio fisico e diventare il fulcro che connette le dinamiche del festival, il parco, lo stadio e la città di Manhattan, progettando una sala da concerto mediante il paesaggio.
Tale progetto consente alle varie funzioni di avere diversi livelli di attivismo urbano. La principale sala da concerto è chiusa ma l’esterno del parco vi penetra visivamente, mentre l’East River vi funge da sfondo. Le performance della sala concerti principale saranno sensazionali e potenti sia per i visitatori seduti all’interno dello spazio che per coloro che saranno seduti fuori e sul tetto in pendenza della stessa. Tale progetto si differenzia dalla metodologia standard che separa le performance dagli eventi creando luoghi separati. L’idea è quella di unire il parco, le sedi dei concerti, e le performance in un unico luogo. La sala da concerto rimane ugualmente importante e preserva la sua funzionalità come luogo di sosta senza separare il parco dagli eventi.
Il grande spazio a disposizione sarà utilizzato per contenere anche numerosi servizi, quali piscina e ristoranti. Così il parco, il festival e i servizi saranno unificati con grazia e potranno funzionare contemporaneamente. Con questo approccio gli eventi diventano lo spazio stesso e collegano quello spazio naturale con la città. Ci sono poi ulteriori sale da concerto più piccole dislocate su diversi livelli che godono di vari punti di vista. Dunque i visitatori potranno guardare i festival, partecipare a eventi, divertirsi e riposarsi allo stesso tempo, per poi ritornare, a loro discrezione, nella foresta di cemento adiacente.

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