Inaugurato il Memoriale della Shoah di Bologna - Video | Architetto.info

Inaugurato il Memoriale della Shoah di Bologna – Video

Il monumento è stato progettato da Set Architects, giovani progettisti vincitori di un bando di concorso internazionale

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Viene inaugurato oggi, in occasione del Giorno della Memoria, il nuovo Memoriale della Shoah di Bologna. Collocato nella nuova piazza realizzata tra via Carracci e il ponte di via Matteotti, il memoriale è il prodotto dell’impegno congiunto della Comunità Ebraica, di istituzioni e privati cittadini.

La realizzazione del Memoriale ha un valore decisamente importante in termini di trasparenza della procedura: esattamente un anno fa, infatti, veniva lanciato il bando di concorso internazionale, in due fasi, che ha raccolto 284 progetti da tutto il mondo. Autori del progetto vincitore sono i progettisti di Set Architects, di Onorato di Manno, Andrea Tanci e Lorenzo Catena con Gianluca Sist e Chiara Cucina, gruppo di giovani professionisti romani che sono stati premiati dalla giuria del Concorso presieduta da Peter Eisenman al quale si deve il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa.

Per il Consiglio nazionale degli architetti l’opera rappresenta “ancora una volta la validità dello strumento del Concorso aperto per selezionare, in tempi certi e contingentati, il miglior progetto e dare a tutti i concorrenti le stesse opportunità”, trattandosi di una “procedura che consente ai più bravi di emergere, ed allo stesso tempo di incrementare la qualità degli spazi urbani e del paesaggio: un’opportunità, dunque, che le Pubbliche Amministrazioni devono saper cogliere per valorizzare i propri territori”.

Il progetto
Due blocchi di acciaio alti 10 metri si fronteggiano convergendo l’uno verso l’altro fino a delimitare una fessura larga appena da far passare un persona. Ai lati, orbite vuote sovrastano il percorso ripetendosi in maniera ossessiva in tutte le direzioni. Rappresentano le celle dei deportati; il vuoto lasciato da chi le occupava.
Ma esiste un’altra faccia del Memoriale: una facciata liscia – dove il perimetro delle celle si indovina solo attraverso lievi sporgenze – pensato espressamente per riflettere suoni, luci e immagini.

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Il monumento è pensato come un magnete: vuole attirare le persone, farle riflettere, discutere, pensare su quanto è accaduto nella storia: sulla Shoah e sui nomi che lo sterminio ha assunto nelle diverse lingue e culture cha ha cercato di estinguere. Ma non solo. Il fatto di erigerlo alla stazione ferroviaria di Bologna– dove si consumò l’attentato del 2 agosto 1980 – è la sintesi della sua natura: il ricordo. (Nella gallery, le fasi di realizzazione della struttura).

Il simbolismo gioca un ruolo importante nel monumento. Non ci sono scritte – eccetto una targa con i benefattori che l’hanno reso possibile – ma è il luogo stesso a parlare: una piazza immacolata, sorta sopra la neonata stazione dell’alta velocità. Le cavità cubiche che si ripetono morbose convergono sul visitatore trasmettendo il malessere che raffigurano. Anche la scelta del materiale – l’acciaio cor-ten che si corrode all’aria aperta – suggerisce l‘oppressione di ciò che rappresenta. Nei blocchi, però, la profondità spaziale assume il ruolo del tempo: sulla faccia interna ciò che è avvenuto, sulla faccia esterna, l’oggi. Il Memoriale non è un punto di arrivo, ma la scintilla di un processo culturale e di vita capace di catalizzare interesse, quesiti e una continua riflessione nella città.

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