Jamia Sultania, la contemporaneita' nella moschea | Architetto.info

Jamia Sultania, la contemporaneita’ nella moschea

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L’architettura contemporanea per i centri religiosi musulmani esprime spesso un interessante connubio tra le forme e i motivi dello stile islamico tradizionale e l’innovazione tecnologica e progettuale. Un ottimo esempio arriva dal Regno Unito, dove a Brierfield, nella contea del Lancashire, è stata ultimata la moschea e centro educativo Jamia Sultania. Un progetto ingente e complesso, durato dieci anni e che ha richiesto un investimento di 3,5 milioni di sterline (circa 4,2 milioni di euro) da parte della comunità musulmana locale.

Firmato dall’architetto Sig. Al-Samairre di Archi-Structure, Baildon, West Yorkshire, il nuovo edificio rappresenta una delle moschee più grandi della zona, capace di accogliere 2.000 fedeli. Pensata per svolgere sia funzioni di culto che di formazione, la struttura dispone di otto aule al piano inferiore. La sala di preghiera principale offre inoltre al piano mezzanino un’area di preghiera dedicata alle donne, per la quale è stata necessaria una speciale soluzione di design per poter separare e collegare elegantemente le due aree.

Per un edificio di questa tipologia diventa di fondamentale importanza il progetto di interior design, ‘incaricato’ in un certo senso di dare risalto al legame con la tradizione nella scelta dei motivi e delle decorazioni, elemento di primaria rilevanza nell’architettura islamica. Questo compito è stato affidato al designer Umar Faruque dello Studio Architekton, specializzato in interni islamici contemporanei. La sua proposta è stata quella di creare 38 archi decorativi ispirati dall’architettura moresca dell’Andalusia. Per far sì che gli archi si integrassero al meglio con i marmi provenienti da Pakistan e Turchia che caratterizzano la sala principale, il designer ha adottato una soluzione legata alle innovative ‘tecnosuperfici’, che permettono facilità d’impiego e grande versatilità stilistica.

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Gli interni della moschea

La scelta di Umar Faruque è caduta sul materiale Corian DuPont, tecnosuperficie dalle enormi potenzialità applicative. In particolare Faruque, che già aveva familiarità con il materiale, era interessato a sperimentare nuove possibilità d’uso proprio in un’architettura di grande peculiarità come quella di una moschea. Da qui nasce la scelta di affidarsi, per la fabbricazione e l’installazione degli archi, agli specialisti locali M and L Solid Surfaces, con i quali Faruque aveva già collaborato in precedenza. Gli archi sono stati costruiti partendo da una base in Mdf. I due colori selezionati per il progetto (Cocoa Brown e Arrowroot), corrispondevano al 90% ai colori del marmo nella sala di preghiera principale. Grazie anche al supporto tecnico di Cd Uk Ltd, distributore locale, la realizzazione degli archi è stata ultimata in sole 12 settimane. “L’edificio della moschea Sultania ha rappresentato un grande progetto per la comunità e coloro che sono stati coinvolti nella costruzione”, ha commentato Khalid Hussain, a nome della nuova moschea, sottolineando che l’idea degli archi, pur essendo stata una sorpresa, ha raccolto consensi unanimi, al punto che “è diventata uno dei principali argomenti di interesse quando di parla del design della moschea.”

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