La cantina ipogea piu' grande del Trentino | Architetto.info

La cantina ipogea piu’ grande del Trentino

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Con le sue particolari condizioni climatiche, favorite dall’incontro tra le Alpi e la pianura e con lo ‘scudo’ del Lago di Garda, la Vallagarina, nella parte meridionale del Trentino, rappresenta una delle zone centrali della produzione vitivinicola regionale. E se il Marzemino è il vino locale per eccellenza, il territorio ospita anche preziosi vitigni di Teroldego, Pinot Grigio e Lagrein, senza contare le varie tipologie di spumanti.

Un modello vincente, quello dell’industria enologica trentina, che può contare da un lato su una tradizione forte – la Vallagarina è la prima Strada del vino regionale – e dall’altro su una capacità votata all’innovazione di aziende e cooperative locali, che talvolta si traduce anche nella collocazione in cantine spettacolari anche sul piano progettuale.

Un esempio efficace è la nuova sede della “Cantina Mori Colli Zugna”, entrata in funzione nel 2010 (sebbene la cooperativa operi da molti più anni), e realizzata su progetto dello studio Andrea Tomasi. Mimetizzata tra i terrazzamenti coltivati a vite delle Prealpi, la Mori è la più grande cantina ipogea del Trentino: dei 100 mila m3 soltanto 1.500 emergono dalla terra, visibili ma inseriti in piena armonia nel contesto agricolo. La maggior parte della nuova struttura è infatti totalmente incassata in terra, un po’ come l’ormai storica cantina Antinori, progettata da Archea sulle cantine toscane, che in tema di cantine ipogee ha fatto scuola.

Capace di contenere una quantità notevole di vino, pari a 100 mila ettolitri, la nuova cantina di Mori si dedica alla vinificazione, all’affinamento e allo stoccaggio delle uve provenienti da 580 ettari di vigneti. L’organicità di questo spazio, il taglio del crinale in corrispondenza del punto vendita, la continuità delle superfici vetrate, sono tutti elementi che, nel rispetto dell’ambiente agricolo, vengono a comporre il segno dell’architettura, che è sempre presente, senza mai prevaricare l’aspetto naturale.

Anzi, è la natura stessa a diventare architettura, attraverso il reimpianto del vigneto su gran parte della copertura della cantina interrata e l’utilizzo del tetto-giardino per il volume degli uffici. La cantina si sviluppa su una superficie di circa 6.500 m2, con una profondità media di 15 metri. Il volume interrato corrisponde invece a circa 100 mila m3.

Il progetto è stato eseguito rispettando tre assi: il rispetto dell’ambiente e del paesaggio, l’ottimizzazione delle risorse energetiche e l’attuazione del ciclo produttivo “per caduta”, secondo i migliori criteri enologici. Il conferimento delle uve avviene nella parte alta del lotto e tutte le successive fasi di lavorazione si sviluppano a cascata.

Le soluzioni adottate per la gestione energetica

L’enorme fabbisogno di riscaldamento e di acqua calda sanitaria della struttura è coperto da due pompe di calore Vitocal 300-G in cascata, due pompe di calore geotermiche bistadio, che permettono il funzionamento contemporaneo in modalità riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Cuore della pompa di calore Vitocal 300-G è il compressore ermetico Scroll ad alta efficienza, che si caratterizza per l’elevata affidabilità e sicurezza di esercizio. Grazie al particolare rivestimento e alla costruzione interna con supporto a doppio telaio viene assicurata la silenziosità di funzionamento e una ridotta trasmissione di vibrazioni.

La nuova regolazione Vitotronic con sistema Rcd (Refrigerant Cycle Diagnostic System) di supervisione e diagnosi integrato assicura la massima efficienza in tutte le condizioni di esercizio. L’unità è inoltre in grado di memorizzare e visualizzare graficamente i valori di efficienza (potenze rese e assorbite) nelle varie condizioni di funzionamento.

È poi presente una caldaia a bassa temperatura, che si caratterizza per l’alto rendimento, l’elevato contenuto d’acqua, l’isolamento termico avvolgente, l’accurata costruzione e finitura L’elevato contenuto d’acqua garantisce lunghi tempi di funzionamento del bruciatore e ridotto numero degli inserimenti, a salvaguardia dell’ambiente. Le ampie intercapedini, l’elevato contenuto d’acqua e la particolare configurazione ovale del corpo caldaia garantiscono una perdita di carico lato acqua così ridotta, che la trasmissione del calore all’acqua di caldaia avviene per circolazione interna naturale, senza che si renda necessaria l’installazione di una pompa di circolazione caldaia. 

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