La collina del Buddha di Tadao Ando: un tempio sacro e monumentale | Architetto.info

La collina del Buddha di Tadao Ando: un tempio sacro e monumentale

Inglobando un'imponente statua del Buddha all'interno di una collina verde, Tadao Ando realizza in Giappone un tempio sacro e monumentale di grande qualità architettonica e paesaggistica

La collina del Buddha nel cimitero di Makomanai Takino, a Sapporo in Giappone © Hokkaido fan magazine
La collina del Buddha nel cimitero di Makomanai Takino, a Sapporo in Giappone © Hokkaido fan magazine
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L’architettura del grande maestro Tadao Ando, profondamente radicata nelle tradizioni culturali del Giappone e al contempo influenzata dal modernismo internazionale, evoca uno stile architettonico fatto di geometrie pure, composizioni silenziose e introverse, elementi naturali – soprattutto luce e acqua – e materiali essenziali come il cemento armato. A dimostrarlo sono le sue opere, mai convenzionali e legate a contesti monumentali come la straordinaria collina del Buddha realizzata da Ando nella città di Sapporo, in Giappone, a ridosso del cimitero di Makomanai Takino.

Completato nel dicembre 2015, questo tempio imponente nasce dalla valorizzazione di una statua gigante del Buddha per creare un luogo di raccoglimento e meditazione in armonia con il contesto naturalistico del sito. Il risultato è un’immensa collina, ricoperta con piante di lavanda, che avvolge la statua sacra e crea percorsi sotterranei di avvicinamento alla divinità. Tra gli altri progetti dell’architetto giapponese, segnaliamo il campus della Fondazione Casa Wabi in Messico e la ristrutturazione del Setouchi Aonagi Luxury Hotel in Giappone.

Nel seguente video la collina del Buddha realizzata da Tadao Ando si rivela in tutta la sua qualità architettonica e paesaggistica © Hokkaido fan magazine

Perchè non si è usato il BIM per questo progetto? Il maestro Tadao Ando spiega alcuni aspetti strutturali e tecnologici

Il “nostro” Fabrizio Aimar, ha potuto rivolgersi direttamente al maestro Tadao Ando e porgergli dei quesiti strutturali e tecnologici in merito a questo imponente progetto. Vi proponiamo quanto dichiarato dal maestro in una traduzione dello stesso F. Aimar:

“In ogni progetto, ci sforziamo di stabilire una stretta relazione tra struttura e forma. Sin dagli inizi del processo progettuale, è essenziale collaborare fianco a fianco con l’ingegnere edile. Gli elementi strutturali dovrebbero essere ottimizzati dal punto di vista funzionale, pur mantenendo un equilibrio con l’estetica. Al fine di raggiungere tale equilibrio, è necessario formulare un adeguato processo progettuale.

In questa commessa, abbiamo valutato i pro e i contro dell’utilizzo sia di un calcestruzzo di tipo prefabbricato, sia di quello gettato in opera. Inoltre, abbiamo analizzato le dimensioni relative alla profondità, all’interasse e alla curvatura delle nervature ad asse curvo in cls, al fine di ottimizzarne il comportamento anche rispetto al terreno portato in estradosso e dare origine, così, ad un’architettura esteticamente raffinata. In conclusione, si è optato per impiegare un calcestruzzo gettato in opera, con un lavoro eccellente svolto in situ dall’appaltatore.

Non abbiamo usufruito del BIM, in quanto intendevamo concentrarci sullo studio di piante, sezioni e ulteriori elaborati quale metodo utile a determinare le qualità spaziali della struttura. Ritengo questa sia stata un’abilità intrinseca degli architetti nel corso degli anni. Il BIM ha reso tale sensibilità verso la spazialità, di tipo analogico, maggiormente accessibile a tutti grazie all’approccio digitale.”

Tadao Ando

La dimensione paesaggistica della collina del Buddah

La statua del Buddha, scolpita più di 15 anni fa e installata all’interno del cimitero su un terreno pianeggiante, è sempre rimasta isolata e poco apprezzata dai fedeli, impressionati dalla presenza colossale della figura del Buddha, alta 13,5 metri e pesante quasi 1.500 tonnellate, essendo realizzata in pietra solida. Incaricato di trasformare questo luogo in un’opera monumentale, Tadao Ando si è affidato alla dimensione paesaggistica, avvalendosi di poche e mirate scelte architettoniche per celebrare la sacralità del luogo. La statua diventa infatti il perno di un gigantesco tumulo di terra tagliato in sommità per far emergere la testa della divinità da un pozzo circolare, creando un’atmosfera misteriosa. Percepibile anche a distanza, con i suoi riccioli di pietra a forma di chiocciola, il Buddha è avvolto dalla natura e insiste su un terreno collinare di 180 ettari arricchito con 1.500 piante di lavande che variano aspetto e colore con il passare delle stagioni; verdi in primavera, viola in estate e ricoperte di neve in inverno.

Un percorso sotterraneo verso il Buddah

Un giardino d’acqua rettangolare (ampio 16×61 metri circa), circondato da alte pareti in calcestruzzo, segna l’accesso al sito e rappresenta il limite sacro secondo il rituale buddista. Prima di percorrere il tunnel sotterraneo che conduce ai piedi della statua, è infatti necessario attraversare questo giardino per purificare l’anima e la mente. Lungo 40 metri, il percorso incorporato sotto la collina crea una sensazione di attesa per l’apparizione del Buddha, il quale si rivela al visitatore in tutta la sua maestosità, seduto al centro di una sala circolare a forma di cono scoperta in alto verso la luce e verso il cielo. La struttura ipogea è realizzata interamente in calcestruzzo a vista e presenta un soffitto ad arco costituito da elementi prefabbricati. “Quando si raggiunge la sala e i visitatori alzano lo sguardo verso il Buddha”, afferma lo stesso Tadao Ando, “la sua testa è circondata da un’aureola di cielo che si manifesta alla fine del tunnel”.

L'immensa statua del Buddha siede al centro di una sala circolare a forma di cono aperta verso la luce e verso il cielo © Hokkaido fan magazine

L’immensa statua del Buddha siede al centro di una sala circolare a forma di cono aperta verso la luce e verso il cielo © Hokkaido fan magazine

Le fotografie sono tratte dal video sotto forma di screenshot. Si ringrazia Hokkaido fan magazine.

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