La Federazione Toscana degli Ordini APPC e il Decreto Bersani | Architetto.info

La Federazione Toscana degli Ordini APPC e il Decreto Bersani

image_pdf

La Federazione Toscana degli Ordini APPC e il Decreto Bersani

Federazione Regionale Ordini degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Toscana
———————————————————–
Ordini A.P.P.C. delle Province di : Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Prato, Siena.

 

La Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Toscana, in relazione al Decreto Legge 223/06 che introduce significative innovazioni in materia di libere professioni, nonostante si sia fin da subito attivata a tutti livelli istituzionali, non ha ritenuto opportuno intervenire pubblicamente nel dibattito sin quando non fosse disponibile un testo definitivo sul quale esprimere ragionate e fondate posizioni. Ciò anche al fine di non ingenerare equivoci e strumentalizzazioni, ritenuti inevitabili data l’animosità del confronto apertosi.  Oggi che il decreto ha ricevuto la prima approvazione da parte del Senato della Repubblica, e deve ragionevolmente ritenersi che non sarà soggetto ad ulteriori modifiche, la Federazione Toscana ritiene opportuno rendere nota la propria posizione sull’argomento.

° ° °

In primo luogo deve certamente criticarsi il metodo adottato dal Governo per intervenire in una materia delicata come quella delle professioni. Lo strumento del decreto legge infatti, per sua natura, limita in maniera inaccettabile il confronto, precludendo qualsiasi possibilità di reale interlocuzione da parte delle categorie interessate. Ancor più criticabili sono le forme di comunicazione mediatica che hanno accompagnato il provvedimento, facendo apparire le professioni intellettuali come componenti parassitarie del processo produttivo ed ostacoli alla modernizzazione del paese. Si tratta di suggestione falsa in linea generale ed ancor più per gli architetti, categoria mai veramente protetta dalla legge e da tempo già soggetta alle regole della concorrenza e del mercato.
Non si può tacere infatti come le introdotte liberalizzazioni esplichino effetti assai diversi tra una categoria e l’altra, in ragione dei diversi ordinamenti che le reggono.
Considerato quanto precede, la Federazione Toscana degli Ordini APPC, auspica la formazione di  strumenti legislativi alternativi capaci di garantire la qualità della prestazione professionale e di rapportare le aspettative dei professionisti e dei loro clienti, con l’interesse  generale della Società in cui operano, fermo restando che per alcune prestazioni riservate pare comunque inevitabile il ricorso a tariffe predeterminate. Analogamente le innovazioni in materia di pubblicità sul prezzo paiono da combattere solo ove non assistite da precise norme che ne garantiscano correttezza e veridicità, con una chiara e rigorosa corrispondenza tra il prezzo proposto ed i contenuti della prestazione offerta, nel contesto di protocolli prestazionali condivisi e trasparenti.
Per tali ragioni la Federazione Toscana degli Ordini APPC prende atto con soddisfazione delle disposizioni del decreto che attribuiscono agli Ordini la competenza a definire norme a tutela della qualità della prestazione professionale ed al controllo della pubblicità, strumenti innovativi che consentono di colmare le apparenti lacune del provvedimento e riaffermano la centralità degli Ordini Professionali quali soggetti garanti della qualità del processo e delle prestazioni dei propri iscritti.
Preoccupante risulta l’inopinata estensione del regime di tariffe non vincolanti al settore dei lavori pubblici. L’innovazione palesemente confligge con le norme a tutela della qualità dell’opera pubblica e pare il preludio non solo alla eliminazione di qualsiasi parametro qualitativo in un settore così decisivo per il territorio ma anche all’elusione di quelle modalità di affidamento degli incarichi a suo tempo introdotte proprio a tutela della concorrenza e dell’apertura al mercato.
Nel chiedere con forza che tale incongruenza sia rimossa e sia riconfermata la funzione delle tariffe minime nell’impianto complessivo del Codice degli Appalti, la Federazione Toscana degli Ordini APPC si riconosce nelle sollecitazioni già avanzate in tal senso dal Consiglio Nazionale A.P.P.C. ed invita i colleghi, e tutti coloro che abbiano a cuore la qualità dell’opera pubblica, ad aderire alla sottoscrizione aperta a tale scopo sul sito www.awn.it.

° ° °

Per tutto quanto sopra esposto, gli Ordini aderenti alla Federazione Toscana:

confermano la loro apertura verso  forme di innovazione che concilino la modernizzazione del paese e del sistema produttivo con la tutela dei professionisti e della qualità delle loro prestazioni;
raccolgono sin d’ora le sollecitazioni che la nuova legge rivolge al mondo ordinistico e pertanto si impegnano, ad adeguare ed integrare, nel più breve tempo possibile, i propri codici con le richieste, ed auspicate, norme a tutela della qualità delle prestazioni professionali e di quei protocolli prestazioni che costituiscono il presupposto per la corretta applicazione delle innovazioni legislative in itinere;
sollecitano l’avvio di un processo di concertazione e condivisione che porti in tempi brevi a quella riforma delle professioni da troppo tempo attesa che dovrà ricondurre l’ordinamento in un quadro di coerenza con l’odierna struttura economico-sociale del paese, capace di conciliarne modernizzazione ed apertura alla concorrenza con i valori etici e deontologici e quella terzietà di ruolo che sono il presupposto stesso della professione intellettuale.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
La Federazione Toscana degli Ordini APPC e il Decreto Bersani Architetto.info