La nuova sede Schneider Electric a Grenoble è un progetto Bim al 100% | Architetto.info

La nuova sede Schneider Electric a Grenoble è un progetto Bim al 100%

La multinazionale investe su un maxi-complesso per la ricerca e sviluppo nella cittadina francese. E impone il Bim a ogni livello, dalla fase ideativa fino alla gestione dell'edificio completo

Fonte foto: Groupe-6 architectes
Fonte foto: Groupe-6 architectes

In Francia, a Grenoble, è stata posata nei giorni scorsi la prima pietra di GreenOValley, un ambizioso intervento commissionato da Schneider Electric, che viene dichiarato in partenza come progetto 100% Bim (Building Information Modeling).

A Grenoble il gruppo multinazionale ha una sede storica. L’intervento nasce dall’esigenza di radunare in un nuovo complesso tutte le attività di ricerca e sviluppo, che al momento coinvolgono più di 5mila persone in 13 siti differenti. Una situazione che certamente non favorisce lo scambio e la collaborazione, per un gruppo in crescita come Schneider Electric.

Da qui l’idea di investire 120 milioni di euro per la riconfigurazione del sito in cinque nuove strutture, due delle quali interamente nuove. Un progetto dalle dimensioni importanti, per cui si è compiuta l’importante decisione di affidarsi a una gestione Bim a livello macroscopico e trasversale a tutte le fasi del progetto.

Progettisti principali del GreenOValley sono gli architetti dello studio Groupe-6 architectes insieme a TPS WSP (Ingegneria strutturale), Arche 9, Greenaffair (per la certificazione ambientale Leed); H3C Énergies e STUDIOS architecture per gli interni.

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Fonte foto: Groupe-6 architectes

La fase di cantiere avviata al momento prevede la realizzazione di un complesso da 26mila mq di superficie che ospiteranno uffici e laboratori aggiuntivi, con consegna prevista entro il 2018. Le due nuove strutture (un ‘Tecnopolo’ nei pressi della stazione e un altro nel nuovo quartiere Presqu’île) saranno certificate Leed Platinum (il livello più alto) secondo gli standard del Green Building Us Council.

Come già accennato, per la realizzazione del progetto Schneider Electric ha richiesto e imposto l’utilizzo di Autodesk Revit dall’inizio della fase progettuale fino alla cantierizzazione e alla gestione dell’edificio ultimato, anche in virtù di un accordo di partneriato siglato dalla multinazione e dal produttore di software per l’implementazione del Bim nel facility management.

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Fonte foto: Groupe-6 architectes

I dati prodotti tramite Revit serviranno sia in fase di cantiere, per consentire alla società di ingegneria energetica incaricata di eseguire la simulazione termica dinamica (che è stata richiesta), sia alla consegna dell’immobile, per geolocalizzare e facilitare la gestione di tutti gli elementi coinvolti nella struttura. E sebbene i dettagli sull’implementazione del Bim nel progetto siano ancora da espletare del tutto, è evidente come GreenOValley si candida a diventare un caso-studio all’avanguardia, anche sotto questo aspetto.

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