La scuola media ‘passiva' di Michael Tribus a Raldon | Architetto.info

La scuola media ‘passiva’ di Michael Tribus a Raldon

A Raldon, piccolo centro in Veneto, c'è una scuola media considerata un caso di studio per l'efficienza energetica e la progettazione 'passiva'. L'ha realizzata Michael Tribus

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Inaugurata nell’anno scolastico 2014-2015, la scuola media ‘passiva’ di Raldon a San Giovanni Lupatoto (Veneto) è stata realizzata da Michael Tribus, architetto con esperienza più che decennale nella progettazione a basso impatto ambientale e a risparmio energetico.

Tribus è stato già autore di opere che hanno conseguito lo standard energetico Casa Passiva – Casaclima Oro: tra queste la scuola materna Kiga a Merano, la scuola materna ed elementare Kom a Caldaro e l’intervento ExPost a Bolzano. Una struttura “passiva” permette di mantenere il benessere interno constante in completa autarchia energetica, senza cioè ricorrere ai sistemi tradizionali di riscaldamento e raffrescamento; rispetto agli edifici comuni, l’abbattimento dei consumi è del 90% circa, sfruttando gli apporti solari gratuiti e contenendo le dispersioni attraverso grandi spessori isolanti e serramenti altamente performanti. I giovani allievi di Raldon possono così usufruire di una delle prime scuole passive d’Italia.

In aprile era stata effettuata la visita di collaudo per la fine dei lavori, successivamente eseguite anche le opere esterne a completamento, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro. Un edificio compatto e ordinato, di forme semplici ma eleganti, accoglie 280 persone attraverso un programma tradizionale e rigoroso: 10 aule didattiche e 3 aule specialistiche, 2 uffici amministrativi e 1 sala per gli insegnanti si suddividono nei due livelli.

Dalla grande aula polifunzionale al piano terra hanno origine i percorsi interni. La forma stessa dell’edificio, attraverso il mantenimento del rapporto superficie/volume più basso possibile, diventa requisito per il raggiungimento degli elevati standard prestazionali energetici, perseguiti lavorando a stretto contatto con il Passivhaus Institut di Darmstadt e l’Università di Innsbruck. Il fabbisogno per il raffreddamento e il riscaldamento risulta inferiore ai 15 kW/mq l’anno.

Il comfort termico non è spreco nella scuola di Raldon, assumendo da progetto che la temperatura massima interna negli 8.767 mc di volume interno non superi i 25ºC per più del 10% dei giorni. L’attenzione ai dettagli fa la qualità dell’involucro: un’esecuzione a regola d’arte del manto di tenuta  riduce le perdite per ventilazioni non desiderate, migliora la protezione acustica dai rumori esterni (o forse interni, considerando i vivaci fruitori dell’edificio!), ma soprattutto impedisce il passaggio di vapore attraverso le strutture e quindi esclude il pericolo di condensa interstiziale, possibile causa di degrado dell’involucro nel tempo.

La grande essenzialità costruttiva si esprime sui prospetti est e ovest, e in corrispondenza dell’aula magna, nella scelta di muri di facciata prefabbricati in cemento armato; facciate in legno prefabbricate caratterizzano inoltre i fronti nord e sud a. La distribuzione interna è orientata secondo accorgimenti che massimizzano la luce naturale diffusa nelle aule: l’esposizione delle stesse a nord evita fenomeni di abbagliamento e surriscaldamento estivo. Su questo versante le vetrate si innalzano al di sopra del parapetto per altri due metri, catturando la luce soffusa del mattino, mentre sul lato sud mantengono la più contenuta altezza di 1 metro.

Una stazione meteorologica fornisce i dati climatici dell’edificio in tempo reale al sistema elettronico che chiude e apre i frangisole, mantenendo l’illuminamento delle aree di lavoro in condizioni di confort ottimali. Le luci artificiali interne, ove necessarie, sono progettate con teconologia Led. Ogni aula ha il suo impianto di ventilazione; esclusivamente l’aula magna e i corridoi condividono un impianto specifico di ventilazione da 3.200 mc/ora, la cui mandata d’aria viene reindirizzata secondo necessità da valvole regolatrici di portata.

Il sistema di riscaldamento è alimentato da una caldaia a condensazione a gas di 23,9 kw (posizionata all’esterno dell’involucro termico) e si integra completamente con l’architettura stessa: pannelli in cartongesso radianti sono fissati ai parapetti delle finestre nelle aule e alle pareti divisorie nei corridoi; in aula magna il riscaldamento a pavimento è preferito affinché concentri l’aria calda nella parte inferiore, e più vissuta, dello spazio a doppia altezza.

 

 

 

 

 

L’autore

Caterina Pagliara

 

Classe 1980, architetto e giornalista pubblicista, Caterina Pagliara si laurea con lode presso il Politecnico di Torino nel 2004 e svolge attività professionale libera come interior designer e consulente nel campo editoriale e della comunicazione aziendale strategica. Dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica dal 2010, consegue nel 2011 il titolo di MBA (Master of Business Administration) con un focus in marketing strategico. Dal 2006 a oggi è membro del Comitato di redazione della rivista “Il Giornale dell’Architettura” e responsabile della sezione “Progetto, per la quale è autrice di articoli, saggi critici, curatrice di inchieste.

 

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