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La stazione metropolitana di Napoli

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L’architettura sostiene Rogers può e deve cambiare gli scenari urbanistici, che vengono caratterizzati dai nuovi progetti, dai nuovi insediamenti che migliorano piazze ed angoli delle città. Secondo Rogers il progetto che si sta effettuando in Campania è un lavoro straordinario: questo lavoro è un esempio di valore mondiale dello sviluppo sostenibile delle città.

Il progetto di Santa Maria del Pianto stazione posta nelle vicinanze dell’ingresso Nord del Monumentale Cimitero di Napoli, prevede la riqualificazione di un’area degradata realizzando una nuova porta di accesso alla città. La stazione, infatti, grazie principalmente alla facile raggiungibilità dell’area tramite la tangenziale, sarà un nuovo nodo di interscambio ferro gomma assumendo quindi una rilevanza strategica a livello regionale e alleggerendo notevolmente i flussi veicolari diretti all’interno della città. Il progetto prevede una grande piazza verso la quale confluiranno tutti i flussi pedonali provenienti dal parcheggio dei pullman e delle auto sulla quale si affaccerà la stazione della metropolitana. Anche qui, come nel caso della stazione Capodichino da essa poco distante e collegata, la luce naturale raggiungerà in profondità le zone interne della stazione diminuendo la sensazione di chiusura tipica delle stazioni della metropolitana.

La forma del tetto di 2.300 mq è un paraboloide iperbolico doppiamente curvato, vale a dire la forma di una nota patatina. La vela è formata da un reticolo di sottili lastre di acciaio fissate in due punti e si inclina indietro per creare l’ingresso della metropolitana.

La forma del tetto è stata influenzata da una serie di fattori chiave: la massimizzazione della luce del sole e la vista del cielo dal fondo della stazione a 40m di profondità, l’ombreggiatura della piattaforma al piano di calpestio per evitare il surriscaldamento del terreno durante il caldo estivo, e la protezione dalle precipitazioni. Gli architetti hanno sviluppato il paraboloide iperbolico creando un reticolo di sottili lastre di acciaio, in verticale, simile a un nido d’ape in piano. E’ stato utilizzato un algoritmo evolutivo per ottimizzare l’organizzazione del nido d’ape, che si è rivelato efficace a individuare una soluzione adeguata e ottimale dello spazio in questione. Nel giro di quattro mesi, il programma ha identificato la migliore sistemazione per la maglia del tetto e ha funzionato molto bene anche nello studio di luci e ombre.{GALLERY}

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