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L’architettura torni a realizzare progetti per la comunita’

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“Non è più l’epoca dell’architettura magniloquente, del grande gesto architettonico nel chiuso degli empirei professionali, ma di progetti partecipati, sviluppati nel confronto con i cittadini e articolati tenendo conto dei bisogni dei cittadini. Le case, le scuole, le fabbriche, gli spazi pubblici devono essere caratterizzati da standard ambientali e di sicurezza molto più elevati di quelli attuali. Per questo è necessaria una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e una preparazione tecnica e progettuale sempre più qualificata che gli architetti italiani sono in grado di fornire. Proprio in questo momento di crisi gli architetti italiani devono tornare a suscitare l’interesse nazionale con proposte e progetti, non autoreferenziali, ma che riguardino l’intera comunità”.

E’ stato questo il filo conduttore degli interventi del presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc), Leopoldo Freyrie, che ha partecipano alle iniziative organizzate nell’ambito di Pugliarch 2012, il festival dell’architettura che si è svolto dal 20 al 23 settembre, ideato da Gab-Associazione giovani architetti della Provincia di Bari e promosso dalla Regione Puglia e dall’ Ordine degli architetti della Provincia di Bari.

Freyrie ha anche sottolineato come Riuso, il progetto degli architetti italiani per la Rigenerazione Urbana Sostenibile, poi divenuto il Piano Città del Governo, abbia proprio come primi destinatari i cittadini “perchè devono poter godere del diritto a vivere in città, innanzitutto sicure, funzionali e in ambienti urbani più vivibili, più verdi e più adeguati alle loro esigenze”.

Il presidente del Cnappc ha ricordato come nell’articolazione di Riuso siano fondamentali i principi secondo i quali “il suolo non si può più consumare; le garanzie di sicurezza sismiche e idrogeologiche devono essere assolute; il risparmio energetico viene prima della produzione di energie alternative; le questioni inerenti il ciclo dei rifiuti e della mobilità costituiscono un altro pezzo importante del lavoro degli architetti. Tutti questi temi devono poter essere coniugati in progetti d’architettura innovativi anche sotto il profilo tecnico e tecnologico, di grande qualitàarchitettonica e, contemporaneamente, low cost, perchè le enormi risorse di un tempo non ci sono più”.

O.O.

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