L’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona, connubio di architettura e ingegneria acustica | Architetto.info

L’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona, connubio di architettura e ingegneria acustica

Tra i vincitori del Compasso d’Oro 2016, l’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona, progettato dallo studio di architettura Arkpabi in stretta collaborazione con quello di ingegneria acustica Nagata Acoustics

L’Auditorium Giovanni Arvedi © Arkpabi
L’Auditorium Giovanni Arvedi © Arkpabi
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L’Auditorium Giovanni Arvedi, ricavato all’interno del Palazzo dell’Arte di Cremona, si presenta come una scultura organica a forma di tulipano che coniuga esigenze architettoniche e acustiche in una struttura armoniosa contraddistinta da linee morbide che ottimizzano la diffusione sonora e rendono la sala molto accogliente. Il progetto dell’auditorium, nato dalla collaborazione tra lo studio di architettura Arkpabi (Giorgio Palù & Michele Bianchi) e lo studio giapponese di ingegneria acustica Nagata Acoustics (Yasuhisa Toyota), è stato premiato tra i vincitori del Compasso d’Oro 2016 “per aver realizzato con bellezza ed eleganza il concetto di armonia pari ad un grande strumento musicale”. L’auditorium, realizzato come parte integrante del Museo del Violino di Cremona, nasce infatti per rappresentare la grande tradizione liutaria cremonese e per restituire il Palazzo dell’Arte (opera razionalista dell’architetto Carlo Cocchia) alle sue funzioni espositive, grazie alla volontà e all’impegno munifico della Fondazione Arvedi Buschini.

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Una vista dell’intero auditorium, ricavato all’interno dell’ex Salone delle Adunate del Palazzo dell’Arte di Cremona © Arkpabi

Se da una parte l’architettura della sala da musica è riuscita ad emozionare, incastonando una forma sinuosa nella struttura rigida preesistente del Salone delle Adunate di dimensioni ridotte (36 metri in lunghezza, 14 in larghezza), dall’altra parte il progetto acustico dell’ingegnere giapponese diviene il punto di forza dell’auditorium, concepito per l’esecuzione di solisti e complessi da camera ma assolutamente performante anche come sala di registrazione per l’elevato livello di perfezione acustica raggiunto.

Il primo intervento necessario per garantire un suono nitido e uniforme in tutto lo spazio, è stato quello di incrementare la sezione libera della sala (alta solo 10 metri in altezza), effettuando uno scavo sotto il livello del pavimento esistente per portare il palcoscenico ad una altezza di 14 metri. Un’intercapedine alta 60 cm funge inoltre da cassa di risonanza sotto al palcoscenico. Quest’ultimo, ampio solo 85 mq, assume una configurazione ovoidale ed è posizionato al centro della scena come un nucleo magnetico; 464 poltroncine circondano infatti il palcoscenico creando tre livelli di sedute (piano interrato, piano terra e piano ammezzato). La tavolozza dei materiali utilizzati è molto semplice: le pareti originali e il soffitto hanno mantenuto l’intonaco, bianco per la pareti e grigio per il soffitto, mentre la nuova struttura scultorea gioca con la luminosità cromatica del rivestimento ligneo color miele e con il velluto color arancio delle poltroncine disegnate esclusivamente per l’Auditorium Arvedi.

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La struttura armoniosa dell’auditorium a forma di tulipano, contraddistinta da elementi scultorei in legno d’acero © Arkpabi

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Superfici lignee fluide e sinuose avvolgono i visitatori anche nei corridoi distributivi © Arkpabi

Altri accorgimenti acustici riguardano l’inserimento di tende assorbenti in due punti strategici della sala. Al piano interrato, ai lati del palcoscenico, un rivestimento ligneo forato al 50% disegna un motivo architettonico decorativo e contemporaneamente nasconde tende acustiche mobili che permettono l’assorbimento del suono. Anche le grandi porte lignee preesistenti, unico elemento mantenuto in seguito al restauro, celano superfici assorbenti variabili in funzione delle necessità; le aperture originali, posizionate nella parte superiore, sono state inoltre dotate di una doppia finestra con vetri altamente performanti.

La struttura portante della sala è in calcestruzzo, mentre le forme morbide e tondeggianti dell’auditorium sono state costruite utilizzando lame d’acciaio cui è ancorata un griglia metallica per l’applicazione dell’intonaco. Il tutto è successivamente rasato e rivestito in legno; 1.225 mq d’acero verniciato, che richiama quello utilizzato per i violini, rivestono le superfici, ad eccezione del pavimento del palcoscenico in legno giallo dell’Alaska.

Scheda del progetto
Progetto architettonico: Arkpabi – Giorgio Palù & Michele Bianchi architetti
Progetto acustico: Nagata Acoustics – ingegnere Yasuhisa Toyota
Località: Cremona
Committente: Fondazione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini
Realizzazione: 2013
Superfice totale: 6.500 mq
Dimensioni della sala: 36×14 m; altezza massima del palcoscenico 14 m
Volume costruito: 5.300 mc

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