Le architetture temporanee di Expo Milano 2015 in gara | Architetto.info

Le architetture temporanee di Expo Milano 2015 in gara

Annunciato il premio architettonico dedicato ai 54 padiglioni self built del sito espositivo. Vinceranno progettisti, committenti e imprese esecutrici

Padiglione vietnamita per Expo 2015 (foto: Harald Quercia)
Padiglione vietnamita per Expo 2015 (foto: Harald Quercia)
image_pdf

Le architetture temporanee di Expo 2015 ‘entrano in competizione tra loro’: è stato infatti presentato il premio internazionale “Le Architetture dei Padiglioni di Expo Milano 2015″, dedicato proprio alla valorizzazione dei progetti e delle qualità costruttive dei 54 padiglioni self built del sito espositivo. A promuovere l’iniziativa l’Istituto Nazionale di Architettura e l’Ance, il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, la Federcostruzioni e l’Oice con il coordinamento e supporto di Ppan e il patrocinio di Expo Milano 2015.

Il Premio intende indagare i contenuti delle Architetture realizzate per Expo 2015 valorizzando i caratteri di ricerca, di sostenibilità, capacità realizzativa, sperimentazione tecnologica e, in generale, qualità architettonica intesa come esito della collaborazione di soggetti diversi: dai committenti agli imprenditori, dai produttori ai progettisti.

Sono candidati tutti i padiglioni “self built” realizzati per Expo, e per essi saranno premiati i tre principali soggetti che hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento: committenti, progettisti e imprese esecutrici. 

A settembre sarà annunciata la composizione della giuria che sarà presieduta da un professionista di fama internazionale.

“Sulla scia dei premi In/Arch-Ance che da 53 anni premiano le migliori opere di architettura sintesi dell’integrazione tra costruttori, progettisti e committenti, abbiamo voluto questa iniziativa per accendere un faro su un evento che ha riportato l’attenzione internazionale sul Made in Italy, sulla nostra capacità di gestire operazioni complesse, sulle opportunità dell’internazionalizzazione e ancora sul necessario dialogo all’interno della filiera per raggiungere i migliori risultati possibili. Il premio alla migliore architettura dei padiglioni di EXPO – dichiara Adolfo Guzzini, Presidente In/Arch – è per l’Istituto un’ulteriore occasione per riflettere sul rapporto tra le forze economiche e culturali del Paese che partecipano al processo edilizio, con lo scopo prioritario di sollecitare l’interesse della collettività cui è destinata la produzione architettonica”.

In campo anche i costruttori. “Le nostre imprese – dichiara Claudio De Albertis, Presidente Ance Nazionale – hanno dimostrato che il miracolo Expo era possibile. Quello che sembrava proibitivo si è trasformato in realtà grazie alle grandi capacità produttive e innovative del nostro sistema imprenditoriale che è stato all’altezza della grande sfida che aveva davanti. E bene ha fatto l’Ad Giuseppe Sala nel giorno dell’apertura dell’evento a ringraziare le migliaia di operai che, su due-tre turni di lavoro, si sono alternati per un paio d’anni in quello che è stato il cantiere più grande d’Europa. Ma la sfida è solo iniziata. Il fenomeno Expo non deve rimanere una parentesi vuota, ma trasformarsi in un modello duraturo di qualità ed efficienza del processo costruttivo”.

Tra luci e ombre, gli Architetti sposano l’iniziativa del Premio. Per Leopoldo Freyrie, Presidente del CNAPPC, “con il ricorso ai concorsi Expo 2015 poteva essere, come auspicato e sollecitato dagli architetti italiani, un’occasione fondamentale per valorizzare e far crescere la cultura del progetto. Ciò al fine di promuovere la qualità architettonica attraverso politiche esemplari e all’insegna della trasparenza nel settore della costruzione pubblica e di investire sui talenti. Questo non è accaduto, tuttavia Expo oggi offre un interessante percorso tra i temi dell’architettura contemporanea e pone la necessità a progettisti, costruttori, amministratori e cittadini, di riflettere su argomenti quali il ciclo di vita degli edifici, l’innovazione di tecniche e tecnologie costruttive, le potenzialità del riuso e del riciclo di immobili e spazi pubblici. Da questi temi è possibile partire per costruire un’architettura e delle città migliori”.

“Federcostruzioni raccoglie gli attori della filiera dell’edilizia e delle infrastrutture. Conta un valore di produzione di 400 miliardi di euro. Il “marchio di qualità” delle costruzioni italiane – dichiara Rudy Girardi, Presidente di Federcostruzioni – si fonda per la federazione sull’eccellenza dei prodotti e delle tecnologie. Sosteniamo il premio dedicato alle architetture dei padiglioni Expo Milano per dimostrare che è possibile lavorare in squadra, in tempi rapidi e in sicurezza, con ricadute dirette sulla qualità del processo e del prodotto finale”.

L’iniziativa sposa il tema dell’internazionalità caro ai professionisti. Per Alfredo Ingletti, vice presidente Oice, “l’ingegneria ha saputo tenere insieme in Expo le ambizioni progettuali sviluppate in paesi lontani nel mondo con la fattibilità e l’adeguamento alle norme italiane e alle aspettative degli organizzatori. L’ingegneria ha reso possibile la costruzione di infrastrutture, impianti, architetture ardite ed altre di servizio e ha contribuito alla messa a punto di progetti da smontare e riusare post-evento. Sosteniamo questo premio anche per incentivare i rapporti internazionali tra le istituzioni e le diverse categorie professionali che a diverso titolo operano nel mondo del costruito”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Le architetture temporanee di Expo Milano 2015 in gara Architetto.info