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Le richieste di Inarsind al Presidente Monti

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Oggi 16 Gennaio alle ore 16 Confedertecnica è stata invitata dal Ministro Fornero per discutere della prossima riforma delle professioni. Nell’incontro Confedertecnica presenta un documento condiviso fra Inarsind, Federarchitetti, Federperiti e Federgeometri che sarà pubblicato a breve.

Inarsind ha già richiesto un incontro con i Ministri del Lavoro e Politiche Sociali Prof.ssa Elsa Fornero e  della Giustizia Avv. Prof. Paola Severino

Di seguito la lettera al Presidente Monti inviata da Inarsind poco dopo il suo insediamento:

Egregio Signor Presidente del Consiglio,

Il Sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani – INARSIND, che attraverso CONFEDERTECNICA è parte sociale e partecipa, con gli altri Sindacati delle Professioni Tecniche, al “Tavolo della Concertazione”, ha deciso di rivolgersi ad Ella per indirizzarLe le proprie osservazioni su alcuni temi, che già sono alla Sua attenzione e che rivestono un rilievo vitale per i Colleghi rappresentati.

Il nostro Paese sta attraversando una grave crisi, in conseguenza della situazione economico finanziaria determinatasi a livello internazionale e del ritardo nell’assunzione di seri provvedimenti, che sappiamo essere nell’ agenda del Suo Governo. Lo stato di precarietà della nostra Libera Professione, ora in assoluta emergenza esistenziale, ha certamente origini più lontane nel tempo e proprie delle peculiarità del sistema italiano delle Professioni Tecniche. Non intendiamo svolgere qui un’analisi dettagliata di tali specificità; riteniamo tuttavia doveroso segnalarLe alcune considerazioni, al fine di individuarne e comprenderne le criticità.

Società tra ProfessionistiUn recente provvedimento, nella Legge12-11-2011, n.183 (Legge di Stabilità 2012), consente la formazione di Società tra Professionisti, anche di capitale, senza porre limite alla partecipazione di quest’ultimo, profilandosi situazioni nelle quali i Professionisti potrebbero essere componente minoritaria delle Società e quindi perdere la caratteristica fondamentale della Libera Professione, l’autonomia. Riteniamo che sia necessario intervenire a modifica del disposto, prevedendo che ai Professionisti debba essere riservata la maggioranza nelle quote di partecipazione, a garanzia della prevalenza del contenuto professionale societario rispetto alle esigenze di profitto del capitale.

LiberalizzazioniTra i provvedimenti che il Suo Governo sta per assumere ci consta esserci anche un intervento di riforma del sistema ordinistico. Esprimiamo l’auspicio che possa essere incisivo e di reale modernizzazione , con un’attenzione particolare alle specificità della Libera Professione di Architetto ed Ingegnere. Ci permettiamo di ricordarLe che, nell’attuale sistema, sono iscritti ai nostri Ordini anche i dipendenti di Aziende private e i dipendenti di Enti Pubblici che spesso rappresentano la controparte dei Liberi Professionisti. Si tratta quindi di una evidente anomalia specifica degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, che confidiamo venga risolta con il giusto equilibrio che siamo certi sarà presente nella riforma che Ella vorrà promuovere.

Per quanto riguarda le tariffe minime, non abbiamo alcuna contrarietà alla loro soppressione – peraltro già ampiamente applicata alle nostre Professioni di Architetto e di Ingegnere -. Riteniamo però che essa vada accompagnata finalmente da un controllo della qualità delle prestazioni fornite e dei risultati finali: è noto, per esempio, che i ribassi ottenuti – e pretesi – dalle Pubbliche Amministrazioni sui compensi professionali per le Opere Pubbliche, non rappresentano affatto un vantaggio per le medesime, che a fine lavori, proprio per la qualità delle prestazioni fornite – bassa, come il compenso -, tra perizie, riserve e contenziosi, si trovano a spendere più di quanto abbiano “risparmiato” e con opere di scarsa qualità.

Giovani Liberi ProfessionistiE’ un nodo cruciale per il futuro del nostro Paese. Vi sono decine di migliaia di giovani colleghi Architetti ed Ingegneri che prestano la loro opera intellettuale presso Studi e Società, percependo compensi di mera sopravvivenza su presentazione di fattura: è un popolo di Partite IVA, ma a tutti gli effetti si tratta di dipendenti, in quanto privi dell’autonomia professionale che caratterizza il Libero Professionista. E una situazione del tutto anomala, causata anche dal sistema dei ribassi sopra accennato.

Ma tra le cause vi è anche quella di una forte erosione del monte lavori per i Liberi Professionisti in conseguenza del fatto che vi sono Architetti ed Ingegneri, che godono già di un lavoro e quindi di uno stipendio sicuro (Dipendenti Pubblici ma anche Dipendenti di Aziende Private e Docenti,) ed ai quali è consentito il cosiddetto doppio od anche triplo lavoro. Riteniamo che, per lo stato di grave sofferenza della nostra Professione e soprattutto dei nostri giovani, non sia più possibile permetterci simili sperequazioni, per la verità esecrabili anche dal punto di vista etico.

Previdenza – Gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti sono tutelati previdenzialmente attraverso un’Associazione di Diritto Privato, INARCASSA, soggetta comunque ai controlli dei Ministeri competenti.

Non vi è alcun onere a carico dello Stato. Riteniamo che sia una ricchezza da salvaguardare, nella consapevolezza della necessità di garantire, con una gestione oculata delle risorse, la sostenibilità del nostro sistema previdenziale, così come correttamente richiesto dal Governo. L’ipotesi di costituire un’unica Cassa di Previdenza per tutte le Libere Professioni non ci pare perseguibile, stante le peculiarità di ciascuna di esse. Il passaggio ad un integrale sistema contributivo – peraltro già parzialmente utilizzato – e l’abolizione /modifica delle pensioni di anzianità, che risultano essere tra gli obiettivi che il Suo Governo intende perseguire ,dovranno certamente trovare risposte in Inarcassa ; in questo senso il nostro Sindacato, con senso di responsabilità verso le nuove generazioni di professionisti, si è già espresso formalmente, anche con la costituzione di un Osservatorio per il monitoraggio e per la formulazione di proposte esterne all’Associazione Previdenziale a cui collaborano economisti ed attuari di grande valore.

Signor Presidente del Consiglio, l’analisi volutamente schematica dinanzi delineata prospetta un quadro difficile per la Libera Professione degli Architetti e degli Ingegneri, con un futuro incerto, se non pericolosamente segnato. Confidiamo in un cambio di direzione deciso, responsabile e lungimirante nell’azione del Governo da Ella presieduto, affinché un grande patrimonio di capacità tecniche e conoscenze, riconosciute ovunque ed ad ogni livello, non vada disperso. Sarebbe una iattura non solo e non tanto per i Liberi Professionisti, ma soprattutto per il nostro Paese, al quale vogliamo poter dare ancora il nostro importante contributo, in termini culturali ed economici.

Restiamo in attesa di segnali confortanti in tale direzione, disponibili ad ogni utile confronto.

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