L'eco-isola per il turismo di lusso: ma cosa c'è di sostenibile? | Architetto.info

L’eco-isola per il turismo di lusso: ma cosa c’è di sostenibile?

Lo studio Diller Scofidio + Renfro si è imposto in un concorso internazionale a inviti che immagina lo sviluppo di un’isola artificiale con residenze, alberghi, parchi a tema, porti e un oceanario. Che di ecologico però sembra avere poco

© Guallart Architects
© Guallart Architects
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L’”Hainan First International Forum on Urban Future”, tenutosi il 30 agosto sull’omonima isola cinese, è stato l’occasione per ufficializzare i risultati del concorso internazionale a inviti Pearl Eco-Island che ha proclamato la vittoria di Diller Scofidio + Renfro, impostisi su Foster + Partners (secondo classificato) e Morphosis (terzi). La lista degli invitati era composta da 10 grandi nomi dell’architettura internazionale che, oltre al podio, comprendeva tra gli altri lo studio del catalano Carlos Ferrater e gli olandesi UNstudio.

Il concorso è stato voluto da HNA Group, compagine che, nata da una compagnia aerea basata sull’isola, ha oggi notevolmente ampliato i suoi ambiti di attività allargandosi anche a settori come la logistica, il turismo e i grandi investimenti immobiliari. Chiedeva l’impostazione di un masterplan dai caratteri fortemente ecologici per disegnare il futuro urbanistico ed edilizio di un grande hub per il turismo di lusso destinato a sorgere su un’isola completamente artificiale (e decisamente poco sostenibile), confermando la piuttosto disinvolta interpretazione di un concetto dai mille potenziali significati da parte di un paese non sempre virtuoso e non nuovo all’attenzione del Tribunale internazionale dell’Aja.

Organizzato dal China Buildign Center, il concorso si poneva quindi l’obiettivo di riconciliare il difficilmente riconciliabile facendo dell’intervento uno dei simboli, seppur piuttosto contraddittorio, di un nuovo corso per l’urbanistica cinese, più attento all’ecologia e alle istanze ambientali. Si era per questo rivolto a uno dei pionieri dell’eco-architettura, il barcellonese Vicente Guallart, incaricandolo di gestire il processo preliminare alla competizione, impostarne il bando e seguirne lo svolgimento. Oltre all’attenta selezione dei partecipanti, per lo stesso scopo venne individuata anche una giuria di alto livello, che ha compreso figure come lo statunitense Aaron Betsky (nel 2008 direttore della Biennale di Architettura di Venezia) e gli architetti Benedetta Tagliabue e Sergey Kuznetsov (architetto capo della città di Mosca).

Il punto di partenza per un progetto che l’investitore HNA Group vorrebbe iniziare a costruire il prossimo anno per completarlo nel 2027 è The Pearl, l’isola di 250 ettari che ha già preso forma nelle acque che, davanti alla città di Haikou, bagnano la costa settentrionale dell’isola di Hainan, la cui forma perfettamente circolare si ispira al disegno di un tao in cui acqua e terra si compenetrano in modo tanto sinuoso quanto innaturale.

© Guallart Architects

La trasformazione a cui il progetto vincitore darà forma prevede la realizzazione di un nuovo distretto del lusso che, in pieno mare, sarà collegato alla terraferma da un lungo ponte sull’acqua e ospiterà residenze, alberghi, un oceanario, un parco sportivo a tema, aree commerciali e spa, due porti (uno grande in grado di accogliere navi e una marina per gli yacht) e un piccolo aeroporto distribuiti all’interno di 9 aree.

La proposta vincitrice, che verrà realizzata in due fasi impegnando una cifra pari a 1 miliardo di euro, è stata giudicata la migliore per la chiarezza di un impianto unitario che è riuscito a minimizzare la presenza e l’impatto del costruito sul paesaggio, pur artificiale, concentrandolo in un volume compatto e lasciando il resto dell’isola all’acqua, al verde e alle attività ricreative.

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