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Il Riba Stirling Prize 2017 va all’Hastings Pier di dRMM

Il Riba Stirling Prize, principale premio di architettura britannico, riconosce per il secondo anno consecutivo un intervento di rigenerazione urbana, che ha ricostruito attraverso un processo partecipativo un molo distrutto nel 2010 da un incendio: è l'Hastings Pier di dRMM

© Alex de Rijke
© Alex de Rijke
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L’Hastings Pier dei londinesi de Rijke Marsh Morgan (dRMM), recupero di un pontile storico lungo le coste dell’East Sussex, ha vinto l’edizione 2017 dello Stirling Prize, il premio promosso dal Riba che dalla fine degli anni novanta riconosce gli esiti migliori delle architetture realizzate dai progettisti britannici, nel Regno Unito e al di fuori dei suoi confini.

Il progetto si è imposto in una shortlist che ha compreso altri cinque meno coraggiosi interventi localizzati per metà a Londra e per l’altra metà nel territorio del Regno: le nuove residenze di Barrett’s Grove (Groupwork + Amin Taha), il World Conservation and Exhibitions Centre che ha ampliato il British Museum (Rogers Stirk Harbour + Partners, già vincitori dell’edizione 2009 dello Stirling con il Maggie’s Centre di Londra) e l’atelier del fotografo Juergen Teller (6a architects), tutti nella capitale, il Command of the Oceans nel Kent (Baynes and Mitchell Architects) e il City of Glasgow College (Reiach & Hall Architects e Michael Laird Architects).

L’Hastings Pier, premiato dopo la Burntwood School di Allford Hall Monaghan Morris (2015) e la Newport Street Gallery di Caruso St John (2016), sposta nuovamete lo Stirling al di fuori della capitale, dove invece continua a concentrarsi, piuttosto critico verso gli esiti peggiori di un impetuoso sviluppo immobiliare, il suo contraltare Carbuncle Cup. Prosegue anche nell’interesse verso interventi di rigenerazione urbana a cui, quest’anno, si aggiunge anche il valore di una marcata funzione pubblica.

Architettura quasi “senza architettura” (e per questo non senza critiche, anche se poco condivisibili), il progetto di dRMM recupera una struttura tipicamente britannica eretta nel 1872 sul lungo mare della cittadina affacciata sulla Manica. Utilizzata per oltre 100 anni come tradizionale luogo per lo svago e il tempo libero, venne chiusa definitivamente al pubblico nel 2006 dopo quasi un decennio di crisi e periodici danni, con il colpo definitivo arrivato nel 2010, inferto da un incendio che lo distrusse quasi completamente.

Il progetto di recupero è stato realizzato per il costo complessivo di poco più di 14 milioni di sterline (corrispondenti a circa 15,5 milioni di euro) dietro incarico dell’Hastings Pier Charity. Ha coinvolto gli architetti non solo in qualità di progettisti, ma, come il collettivo Assemble dimostra da anni con un’attività che nel 2015 è valso loro il Turner Prize, li ha resi facilitatori di un processo partecipativo che ha compreso anche il coinvolgimento della collettività nell’impostazione del progetto e la raccolta fondi, passata attraverso un crowdfunding e il supporto dell’Heritage Lottery Fund.

Il risultato è una struttura realizzata tra la fine del 2013 e l’inizio del 2016 presto soprannominata “The Plank” (“la tavola”) per la prevalente assenza di costruzioni su un pontile che si protende, piatto e vuoto, nel mare. Ribaltando volutamente le caratteristiche tipologiche del pier, le consultazioni con la popolazione hanno dato esito a un molo estremamente flessibile negli usi su cui sono presenti solo due volumi: un padiglione vittoriano recuperato all’ingresso e un nuovo edificio di legno con belvedere sul tetto che, novella Casa Malaparte, ospita un centro civico e una caffetteria e lascia completamente libera e aperta l’estremità verso il mare.

L’Hastings Pier è sorretto da una struttura mista calcolata e ingegnerizzata da Ramboll UK per resistere all’azione delle intemperie e delle mareggiate e agli agenti atmosferici, composta da 3.000 tonnellate di metallo e legno, in parte ekki proveniente da coltivazioni certificate e in parte proveniente dai resti della vecchia struttura. Il recupero non è infatti solo nella funzione ma è anche nei materiali: sebbene il vecchio molo fosse distrutto al 90% dopo l’incendio, parte dei suoi legni sono stati riutilizzati nello zigzagante rivestimento esterno del nuovo padiglione e nella realizzazione dei nuovi arredi, disegnati da dRMM e assemblati in loco da Hastings & Bexhill Wood Recycling.

Sebbene la BBC scriva della conclusione di un’estate in cui i ricavi non sono stati sufficienti alla copertura dei costi di esercizio della struttura, il progetto dell’Hastings Pier è stato premiato per la sua indubbia capacità di “progettare uno spazio al servizio della comunità, gestito e condiviso da essa, in grado di dare spazio a molti usi e funzioni, dai concerti ai mercati. In omaggio al concettualismo di Cedric Price, gli stessi utilizzatori hanno creato la loro architettura plug and play, funzionante. E questo dovrebbe essere premiato”.

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