L'industria del vino genera ammirazione | Architetto.info

L'industria del vino genera ammirazione

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L’industria del vino genera ammirazione. Da un lato il processo è concettualmente semplice con secoli di tradizione alle spalle, ma oggi raggiunge sorprendenti livelli di sofisticazione, volendo prestare attenzione ai dettagli, anche più piccoli. Il mondo della viticoltura di oggi racchiude questa dualità: il rigore della produzione industriale, combinata con la qualità dei piccoli dettagli che costruiscono l’identità di una cantina e dei vini che vi si producono.
La proposta per il nuovo Navarro Correas Winery, importante produttore di vino argentino, è in un certo senso il risultato di questa dualità; è un progetto che incarna i valori promossi dalla società, il carattere dei suoi vini più esclusivi, il rispetto per il suo eccezionale ambiente geografico con un’infrastruttura efficiente e di produzione industriale.
Il nuovo edificio, situato nel centro di un vigneto di 50 ettari è destinato ad ospitare la produzione dei vini rossi Premium, ha una superficie di poco più di 15.000 m² e una capacità produttiva annua di 4 milioni di litri.
La configurazione del progetto deriva dalla concretizzazione dei tre settori principali che identificano il processo di una cantina: la vendemmia e area di fermentazione, il settore per l’archiviazione in botti, l’area per l’invecchiamento in bottiglia, tutti e tre organizzati in una pianta triangolare che ottimizza le relazioni funzionali tra di loro e definisce anche una forma singolare e distintiva.
La navata con le botti, caratterizzata da una grande massa termica, si trova sul lato occidentale dell’edificio e funziona come una barriera di protezione dal forte sole pomeridiano e dall’indesiderabile vento caldo e secco caratteristico della zona e proveniente dall’Oceano Pacifico. L’area di raccolta delle uve, che deve rimanere fresca in estate, ha un orientamento a sud-est al fine di ridurre al minimo l’effetto del sole. L’area del visitatore si trova nel settore nord-ovest al fine di evitare di interferire con le attività industriali concentrate nell’area meridionale e per sfruttare appieno la magnifica vista della catena montuosa Mendoza. L’acqua è un elemento ricorrente in questa sequenza di spazi pubblici, metaforicamente sottostante il valore che questa risorsa ha nel deserto di Mendoza. In alcuni degli spazi che sarà possibile osservare il funzionamento della cantina senza interferire con esso, godere delle meravigliose caratteristiche dell’ambiente naturale, assistere ad un concerto, contemplare una mostra d’arte, leggere un libro, mangiare, incontrare amici e degustare l’ottimo vino della prestigiosa cantina. Anche il tetto apre strategicamente verso sud attraverso lucernari che favoriscono l’afflusso di luce naturale, fornendo anche la ventilazione necessaria per eliminare l’anidride carbonica prodotta durante il processo di fermentazione.
Sui materiali la strategia è stata sceglierne un numero ridotto ma dal contenuto altamente simbolico: un basamento di calcestruzzo che si adatta perfettamente al carattere industriale del progetto e un tetto dalla geometria complessa interamente in acciaio Corten. L’acciaio corten è una lega speciale caratterizzato da un alto contenuto di rame, cromo e nichel, grazie al quale il livello di corrosione formato dai metalli esposti agli agenti atmosferici è particolarmente denso, risultato di un processo naturale, e autorigenerante. Il suo caratteristico colore si rifà incredibilmente al contesto naturale di Mendoza che ha direttamente a che vedere con le proprietà del vino, anch’esso un prodotto in continua evoluzione. Per questi motivi è infine un materiale che esige una manutenzione assai ridotta.

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