Lombardini22 per la sede Holcom a Beirut tra i candidati del Mipim Awards 2016 | Architetto.info

Lombardini22 per la sede Holcom a Beirut tra i candidati del Mipim Awards 2016

La sede aziendale della Holcom a Beirut, progettata dallo studio milanese Lombardini22, è in lizza per l'importante premio assegnato all'interno del Mipim di Cannes

© Ieva Saudargaite/Lombardini22
© Ieva Saudargaite/Lombardini22
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Lo studio milanese Lombardini22 ha progetto la nuova sede della Holcom, multinazionale dell’industria delle telecomunicazioni e servizi, per la capitale del Libano, Beirut. L’edificio è stato insignito di un riconoscimento importantissimo: sarà infatti finalista ai Mipim Awards, il concorso di architettura e progettazione che si tiene in occasione del Mipim di Cannes (15-18 marzo 2016), manifestazione internazionale dedicata al Real Estate. Per Lombardini22 è una nuova conferma del valore progettuale dei suoi interventi: lo studio è già stato infatti nominato ai Mipim Awards.

Lombardini22 è intervenuto attraverso l’integrazione di due brand costitutivi dello studio: L22 e la progettazione architettonica e la direzione artistica e di DEGW, specialista in consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendale, per lo space planning e l’interior design.

Perché la sede Holcom di Beirut si può definire un edificio per uffici di nuova generazione?

In primo luogo perché la struttura raccorda società, persone, culture: è stata concepita come un vero e proprio connettore di valori interculturali, sintetizzando in un mix esemplare l’approccio occidentale sostenibile e avanzato nella progettazione di un edificio per uffici, l’uso sapiente di materiali locali, i valori del design italiano e la cultura mediterranea.

Su un impianto quadrangolare con un lato obliquo che si adatta alla pendenza del terreno, l’edificio si sviluppa in 7 livelli fuori terra su 35.000 mq di superficie, ed è la sede di numerose società e sub-holding appartenenti a Holcom.

Stacking plan

Stacking plan © Lombardini22

Il corpo dell’edificio è composto da due grandi blocchi distinti e messi in collegamento da un corpo centrale arretrato, in un gioco di volumi articolato che permette la distribuzione diversificata delle funzioni e degli spazi. Dall’ingresso posto al piano terra sul lato nord est, si accede a una grande hall per poi incontrare un’area semiaperta con specchi d’acqua che accoglie la caffetteria. Oltrepassando un primo piano riservato a parcheggio, al terzo livello l’edificio si compone in tre parti: la zona centrale arretrata in un’ala di collegamento a creare due ampie terrazze alberate, mentre alle estremità due blocchi uffici con patii interni servono da vettori d’aria e luce naturale. Infine, l’ultimo piano dei volumi principali ospita due penthouse con funzioni executive e training dell’organizzazione, che comunicano attraverso un’ampia terrazza, coperta da una struttura in acciaio che funge da supporto di pannelli fotovoltaici.

Sul lato ovest, una scala esterna in cemento armato con gradini a sbalzo taglia diagonalmente la facciata rivestita in pietra e lamiera metallica. Il parapetto in fogli pieni d’alluminio è lo stesso della terrazza superiore e delle scale d’emergenza, così a ricreare un’unica linea che dall’ultimo piano si snoda fino al piano terra.
Vediamo i dettagli del progetto.

Concept
Holcom H.Q. nasce dall’idea di unire nello stesso edificio più di 20 società appartenenti alla holding con una presenza fortemente iconica nel paesaggio urbano di Beirut. Il progetto interpreta l’identità di Holcom con un concept denso e allo stesso tempo diversificato, basato su una serie di layers che ai vari livelli sviluppano diverse funzioni, dalle warehouses agli spazi ufficio avanzati, il tutto avvolto in una doppia pelle che, con gli spazi interni, forma un unico sistema coordinato e coerente.

Sviluppato su 7 livelli fuori terra per 35.000 mq di superficie, Holcom H.Q. può accogliere fino a 1.000 persone e diverse organizzazioni contemporaneamente con un progetto che ha puntato su una virtuosa combinazione di fattori:
– Equilibrio tra valorizzazione delle superfici e massima vivibilità degli spazi (aree verdi, terrazzi, luoghi comuni, uffici, parcheggi, conferenze)
– Gestione razionale dei flussi interni ed esterni
– Ottimizzazione di tutti gli aspetti energetici e ambientali
– Flessibilità degli spazi interni (space planning e scelte architettoniche)
-.Rappresentatività architettonica capace di un dialogo aperto tra modernità e tradizione.

Architettura

La facciata
L’edificio si presenta con un primo, forte segno caratterizzante: la facciata, interfaccia di mediazione tra modernità e tradizione figurativa dell’area culturale in cui sorge il complesso. Costituita da una griglia metallica e elementi cromati, uniti in moduli eterogenei che, insieme, creano un effetto ‘random’, la schermatura dona unità a tutto il corpo dell’edificio.

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© Ieva Saudargaite/Lombardini22

Curtain wall
Il carattere dell’edificio è la sua doppia pelle, progettata secondo due sistemi: un curtain wall vetrato e continuo, posizionato a venti centimetri oltre il bordo di soletta per permettere il posizionamento di una fascia di coibentazione termica e acustica, e una schermatura esterna. La pelle esterna crea un pattern dinamico che stempera la massa dell’edificio e conferisce unità alla sua articolazione volumetrica.

Business concept
Le sottrazioni e tripartizioni dei volumi, oltre a dare luminosità e vivibilità allo spazio interno, definiscono anche i flussi pubblici e privati, in un sistema in cui spazi di lavoro e di relazione sono allo stesso tempo distinti e comunicanti a ogni piano. I nuclei di supporto sono il tessuto connettivo delle diverse funzioni aziendali. Uno schema che ha permesso layout di piano lineari ed efficienti, organizzati sul modulo funzionale di 1,5 metri che ordina tutti gli elementi in un sistema coerente e flessibile, dalla facciata al pavimento sopraelevato, fino al controsoffitto che segue e accompagna il modulo con una struttura a telaio multifunzionale la quale ospita partizioni in vetro, corpi illuminanti e altre componenti (aerazione, tende, barriere acustiche) tutte riposizionabili.

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Business concept © Lombardini22

Lo stesso principio di flessibilità nel tempo ha governato lo stacking plan, mirato a valorizzare tutti gli spazi dell’edificio, dai mezzanini con aree ufficio a quelle aree la cui profondità di piano possa adattarsi a parcheggi, depositi o nuove funzioni di supporto con semplici ed economici accorgimenti: per rispondere alle necessità future di un grande edificio che raggruppa più di 20 società sotto un unico tetto.

Gli uffici
Le aree ufficio, prevalentemente organizzate in open space. Gli uffici seguono i criteri più avanzati del lavoro contemporaneo in termini di flessibilità organizzativa e di comfort ambientale (acustico, illuminotecnico, tecnologico) con aree dedicate alle postazioni lavoro, di supporto formale e informale e zone relax. Il tutto culmina in due aree top managerial collegate tra loro da una terrazza panoramica e coronate da una struttura di copertura in acciaio che supporta l’impianto fotovoltaico. Lo space planning e l’interior design sono progetti di DEGW.

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© Ieva Saudargaite/Lombardini22

Facilities
Sul piano terra un’ampia e accogliente area della lobby è il primo accesso alla società. Una informal meeting e una caffetteria sono i luoghi ideali per ricevere gli ospiti, per brevi soggiorni e conversazioni informali. Una piccola area di vendita al dettaglio, costituita da due negozi, rafforza l’identità
del gruppo. Il primo vende IT e apparecchi elettronici, distribuiti da Holcom. Il secondo è dedicato al design internazionale: un modo per rafforzare le aspirazioni della società in termini di lifestyle.

La mensa è stato progettata come caffetteria e ristorante: aperta dalla mattina presto fino al tardo pomeriggio, viene utilizzata tutto il giorno anche come luogo di ritrovo. Il parcheggio, sviluppato su tre piani, è in grado di ospitare più di 450 posti auto.

Interior design
Le partizioni in volumi permettono di definire i percorsi pubblici e privati e conferiscono maggiore luminosità e vivibilità allo spazio interno. Il progetto ha quindi disposto le client area nei corpi di collegamento di ciascun livello connettendole agli spazi ufficio attraverso i nuclei di supporto. Il progetto di interni ha inoltre definito un layout di piano lineare ed efficiente organizzato su un modulo funzionale di 1,5 metri (lo stesso della facciata) che ordina gli elementi in un sistema coerente e flessibile. Tutti gli spazi uffici sono realizzati con un sistema integrato di pavimento sopraelevato-controsoffitto che permette la massima flessibilità degli spazi, l’ispezione degli impianti a controsoffitto e a pavimento, l’integrazione delle luci.

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© Ieva Saudargaite/Lombardini22

Sostenibilità
Il tema ambientale è di primaria importanza nel progetto: a partire dall’involucro che, nella forte intensità luminosa di Beirut, è studiato per massimizzare il day-lighting, ridurre l’uso di luce artificiale e, allo stesso tempo, proteggere dall’irraggiamento solare le superfici esposte.

L’involucro una pelle formata da due sottosistemi: una schermatura esterna che avvolge l’edificio modulando la propria densità in modo apparentemente casuale, che è invece il prodotto di un’approfondita analisi dell’incidenza solare attraverso un software parametrico (con un abbattimento termico del 78%), e un curtain wall vetrato, posizionato oltre il bordo di soletta per fare spazio a un’efficace fascia di coibentazione termica e acustica, il cui vetro d’alta qualità riduce il fattore solare residuo di un ulteriore 50%, portandolo a un valore complessivo ≤ 0,1 senza compromettere la luminosità degli ambienti interni.

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© Ieva Saudargaite/Lombardini22

L’edificio, oltre alle elevate capacità schermanti dei raggi solari della doppia pelle, in modo da ridurre sensibilmente l’apporto termico, è dotato di un impianto fotovoltaico di 110KW tra l’impianto in copertura (1200 mq) e l’impianto verticale posto nella terrazza principale, coprendo così oltre il 20% delle necessità energetiche.

L’intero edificio è gestito da un complesso sistema (BMS, building management system) che gestisce in automatico l’impianto meccanico, assicurando alti livelli di performance senza perdite d’energia, e le luci attraverso il LCS (lighting control system) per ottimizzare costi e consumi.

Un altro elemento di sostenibilità ambientale è dato dalla scelta di utilizzare prevalentemente materiali locali, come la pietra di rivestimento, in una logica a kilometro zero che ha informato tutta la progettazione dell’edificio.

Natura e architettura
L’edificio è il risultato di accurati movimenti volumetrici: con patii interni, pozzi di luce e integrazione nell’architettura di elementi naturali (vegetazione mediterranea, vasche d’acqua, ecc.), anche per equilibrare i tassi di umidità. Grande rilevanza ha il progetto del verde: 3 chiostrine contenenti piante di bamboo alte 10 mt, 5 alberi di 8 mt a far ombra nelle due terrazze, 18 alberi a ricreare il precedente muro di confine, un bosco di agrumi di 500 mq composto da 65 piante di 5 differenti specie, e un muro vegetale di 90 mq al piano terra di fronte all’ingresso delle lobby principale. Questi impatti di verde, percepibili da ogni piano e da ogni blocco dell’edificio, creano un’atmosfera rilassante e sensibile, senz’altro unica in tutto il circondario composto prevalentemente da un edificato industriale o da riqualificare.

Crediti
Committente: Holcom sal
Capoprogetto: Marco Amosso
Architect on site: Domenico Ghirotto
Cronologia: 2011 – 2015
Luogo: 460 Corniche Al Nahr Street, Beirut, Libano Area: 35.000 mq
Tipologia: Uffici
Progettazione architettonica, direzione artistica: L22
Space planning, interior design: DEGW
Fornitori: Alias, Alessi, Bolon, Braun&Wuerfele, Cappellini, Cassina, EMU, Fantoni, Gemino International, Glass Line, Haworth, iGuzzini, Lualdi, Marazzi, Soema, Unifor, Vitra, Wicona
Fotografie: Ieva Saudargaite

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