L'Unicredit Pavilion di De Lucchi: strutture, materiali e Bim | Architetto.info

L’Unicredit Pavilion di De Lucchi: strutture, materiali e Bim

Costruito in poco più di 13 mesi, il nuovo spazio d’incontro polifunzionale s’inserisce su piazza Gae Aulenti, nella più ampia riqualificazione urbana della zona di Garibaldi – Porta Nuova a Milano

Courtesy: Unicredit Pavilion
Courtesy: Unicredit Pavilion
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Situato ai piedi della Torre UniCredit a firma di Pelli Clarke Pelli e dei grattacieli progettati da Stefano Boeri (il Bosco Verticale, vincitore dell’International Highrise Award 2014), il nuovo progetto dell’Unicredit Pavilion abbina la leggerezza della struttura montante verticale, in lamellare di larice europeo, alle trasparenze del vetrocamera. Alto circa 22 m all’imposta massima e 9,3 alla rispettiva minima, esso integra circa 1.900 m2 di pannelli vetrati, posati tra gli interstizi della disomogenea costolatura lignea, ai 1.358 m lineari di legno per travi e centine.

 

L’edificio, la cui forma rimanda a quella di un “seme”, come suggerisce il progettista Michele De Lucchi, imposta su quasi 3.200 m2 di superficie interna su 3 livelli, senza prevedere alcun pilastro e contemplando l’ottimale integrazione tra la struttura e gli impianti. L’intero progetto è, quindi, una sfida dal punto di vista ingegneristico e tecnologico, per il quale si è richiesto un preciso lavoro di progettazione e ingegnerizzazione degli elementi, speso alla tutela del processo costruttivo. Infatti, per l’adozione di alcuni componenti, il costruttore ha effettuato dei test iniziali anche all’interno dei laboratori del C.N.R.. Brise-soleil automatizzati, in zinco-titanio, garantiscono il comfort ambientale interno dall’irraggiamento solare, mentre, in copertura, sono previsti 165 pannelli fotovoltaici per una superficie complessiva di 380 m2.
Dal punto di vista strutturale, l’intero complesso è di tipo sliding, poggiante su 3 piani di strutture ipogee sottostanti mediante isolatori elastomerici armati. Tale scelta, oltre ad offrire una maggiore protezione sismica, ha consentito la forte riduzione di eventuali rinforzi strutturali da disporre nei piani interrati del podio, grazie alla conseguente diminuzione del tagliante sismico da trasferire alle fondazioni. Gli interventi strutturali ai piani interrati sono stati condotti in modo tale da mantenere in esercizio i parcheggi ipogei nel corso delle lavorazioni. Le analisi delle sollecitazioni di progetto, di tipo dinamica lineare con spettro di risposta, sono state eseguite attraverso la costruzione di un complesso modello numerico ad elementi finiti, realizzato con il software Midas Gen.

 

 

 

Dal sito web della società Harpaceas, modellatore BIM della costruzione, si apprende come tale modello sia stato realizzato prevalentemente con elementi lineari di tipo beam, piuttosto che da piani shell a 4 nodi. Circa la discretizzazione delle centine lamellari lignee, si è adottato l’ampio l’impiego di elementi lineari di tipo tapered, al fine di simulare con accuratezza il loro rastremarsi e poter così precisare sollecitazioni e deformazioni. La conformazione dell’edificio, quale elemento isolato, ha permesso la netta riduzione della forzante sismica, in relazione all’aumento del periodo proprio di vibrazione dovuto all’installazione degli appoggi elastomerici. Tale caratteristica è stata ammessa nell’analisi dinamica del modello, nella quale si sono scisse le frequenze proprie dell’edificio fuori terra, contraddistinte da un periodo di 2,34 sec, rispetto a quelle assai inferiori della struttura ipogea. Parallelamente alla progettazione, sono state operate analisi volte a ricercare la combinazione migliore per limitare al massimo l’eccentricità tra il baricentro delle masse e quello delle rigidezze. Ciò è stato voluto al fine di contenere i fenomeni torsionali sulla struttura, ottenibili modificando la tipologia degli isolatori adottabili. Infine, la verifica delle strutture in acciaio e in cls armato è stata eseguita attraverso procedure di post processing presenti nel programma, in grado di rispettare le disposizioni di legge. Siffatta elasticità, in fase di collaudo, ha consentito lo spostamento della struttura di 15 mm al fine di ricondurla in posizione, come previsto dal progetto iniziale.
Dal punto di vista architettonico, al piano terreno si situa la sala adibita ad Auditorium, dotata di una superficie di 675 m2 per una capienza massima di circa 750 persone; ampia e versatile, è atta ad ospitare conferenze, convegni, seminari e cene di gala. Posta ad una quota di +1,10 m rispetto all’omologa esterna, essa è modulabile in diversi ambienti minori per capienza, identificabili con l’appellativo “Magnolia” (535 m2), “Quercia” (325 m2), “Tiglio” (350 m2), “Pioppo” (125 m2), “Betulla” (125 m2), “Acero” (185 m2), “Cedro” (140 m2), essenze che rimandano all’anima lignea del progetto. Al primo piano si colloca un Asilo Nido d’infanzia per 60 bambini dai 3 ai 36 mesi, una Passerella dell’Arte per le esposizioni lunga 90 m e accessibile dall’Auditorium tramite una scala elicoidale realizzata dall’azienda riminese Fontanot, mentre, in copertura, una sala lounge per eventi fino a 110 persone. Due maxischermi, di dimensioni pari a 8×4,5 m, sono posti in esterno, in corrispondenza delle grandi entrate laterali, per spettacoli e proiezioni rivolte al parco e a piazza Gae Aulenti. La società Tecnovision, leader nelle strutture a led, ha curato la posa degli ampi ledwall a doppia esposizione, il cui passo tra i diodi è di 6 mm. Entrambe montati sulle 2 “ali” semicurve apribili, di superficie pari a 12×6 m, essi sono in grado di proiettare le immagini sia all’interno dell’Auditorium sia verso l’esterno, ruotandosi di 180°. Inoltre, sempre la ditta di Buccinasco (Milano) ha fornito un sistema audio Mayer composto da 2 casse e 2 subwoofer installati su ambedue i portelloni mobili.

Michele De Lucchi - Courtesy: Unicredit Pavilion

Michele De Lucchi – Courtesy: Unicredit Pavilion

Michele De Lucchi ha realizzato un edificio che coniuga l’uso di tecnologie eco-compatibili, il quale risponde alle più rigorose normative internazionali in materia di sostenibilità ambientale, essendo progettato per ottenere la certificazione internazionale LEED Gold. Tale soglia di certificazione, sinonimo di qualità in ambito bio-edile, è infatti assegnabile ad una costruzione in grado di conseguire tra i 60 e i 79 punti, accumulabili in base al soddisfacimento dei requisiti nelle categorie quali sostenibilità del sito, gestione della acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, innovazione nella progettazione e priorità regionali. Inoltre, lo stesso De Lucchi risulta anche il designer dei complementi di arredo interni, in particolare della poltroncina pieghevole “298”, in legno massello di faggio naturale prodotta per Cassina.

 

Il progetto strutturale è stato curato dallo studio milanese MSC Associati S.r.l., mentre la società di ingegneria e architettura TEKNE S.p.A. si è incaricata dell’adempimento delle procedure amministrative, dei collaudi strutturali e delle certificazioni energetiche. Il processo di modellazione BIM è stato condotto dall’azienda milanese Harpaceas s.r.l., BIM Specialist che annovera, tra le commesse recenti, il Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW a Torino. UniCredit Pavilion è stato costruito dall’impresa Italiana Costruzioni S.p.A. del Gruppo Navarra, grazie all’attività di pianificazione promossa dalla società Hines di Manfredi Catella, per un costo stimato di circa 23 milioni di euro. COIMA ha curato il Construction Management, così come il Project Management dell’opera, gestendo tutte le attività di coordinamento legate alla sua realizzazione.

CREDITS
Progetto architettonico: Studio Michele De Lucchi (aMDL);
Modellazione BIM: Harpaceas s.r.l.;
Progetto strutturale: MSC Associati S.r.l.;
Procedure amministrative, collaudo strutturale, certificazioni energetiche: Tekne S.p.A.;
Impresa di costruzioni: Italiana Costruzioni S.p.A.;
Construction e Project Management: COIMA;
Costo totale: 23 milioni di euro.

 

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