Made in Italy 'ad alta quota' per l'eco-rifugio sui monti del Caucaso | Architetto.info

Made in Italy ‘ad alta quota’ per l’eco-rifugio sui monti del Caucaso

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Sulle montagne innevate del Caucaso, a 4.000 metri di altezza, è stato inaugurato uno spettacolare eco-hotel prefabbricato e ‘made in Italy”: a realizzare LeapRus 3912, infatti, è stata la società torinese LeapFactory, che si è specializzata nel progettare e realizzare costruzioni prefabbricate modulari con impatto ambientale minimo, in particolare in contesti straordinari come quelli montani. Aperto al pubblico dallo scorso settembre 2013, l’eco-hotel si trova sul versante a sud dell’Elbrus, la vetta più alta dell’Europa geografica, parte delle Seven Summits, il circuito delle cime più alte di ciascun continente. Collocato nella catena settentrionale del Caucaso, il Monte è un vulcano inattivo formato da due cime gemelle di 5.642 e 5.621 metri, che staccano di almeno 1.000 metri le montagne circostanti. Facendo leva sui suoi paesaggi naturali di grande fascino, l’area dell’Elbrus punta a ritornare al centro del turismo montano, dopo che negli anni Noventa lo storico rifugio Priut 11, distante poche centinaia di metri, è stato distrutto da un incendio e mai ricostruito.

Da qui la scelta della North Caucasus Mountain Club, società turistica della regione, di affidarsi all’esperienza italiana, e precisamente alpina, per la nuova struttura ricettiva. È proprio in Italia che i quattro moduli prefabbricati che compongono il rifugio sono stati progettati e costruiti, per poi essere elitrasportati e assemblati da un team di tecnici specializzati dell’azienda. Tempo complessivo dell’operazione: 10 mesi complessivi, a cui aggiungere 20 giorni sul posto per l’apertura al pubblico. Il risultato finale permette di fruire di 49 posti letto, più il soggiorno-ristorante con cucina, i servizi igienici, la reception e l’alloggio per gli addetti.

Un intervento di questo tipo ha richiesto la convergenza tra pratiche ad altissima prestazione energetica e sostenibilità ambientale con il massimo livello possibile di comfort abitativo. Gli involucri strutturali sono stati pensati secondo l’obiettivo della massima autosufficienza energetica, in un mix virtuoso che tocca i vari aspetti, dall’illuminazione al trattamento dell’aria interna, dall’acqua calda sanitaria al riscaldamento, più un sistema di monitoraggio e comando remoto di tutti gli apparati. A livello impiantistico, il rifugio è dotato di un impianto ibrido autonomo per la produzione di energia, ad alta efficienza ed integrazione tra le fonti utilizzate, con un innovativo parco di accumulo ecologico al sodio; uno specifico sistema di ricircolo dell’aria interna con recupero termico; sistema di illuminazione Led; riscaldamento a pavimento adatto a rispondere alle bassissime temperature esterne; un sistema di fusione della neve per la fornitura di acqua per l’impianto idrico-sanitario; un depuratore delle acque reflue, specifico per l’alta quota, che consente di abbattere quasi totalmente la dispersione di inquinanti organici nell’ambiente. L’intero sistema è regolato e controllato, anche da remoto via satellite, agevolando una gestione efficace della struttura durante l’intero arco dell’anno. Per il design degli interni, infine, è stata adottata una soluzione decisamente unica nel panorama delle costruzioni di questo tipo in alta quota, privilegiando un intenso rapporto visivo con il panorama circostante, nel segno dell’eleganza e della funzionalità.

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