Mario Cucinella Architects progetta la nuova Casa della Musica di Pieve di Cento | Architetto.info

Mario Cucinella Architects progetta la nuova Casa della Musica di Pieve di Cento

© Moreno Maggi
© Moreno Maggi
image_pdf

A cinque anni dai terremoti che nel maggio 2012 colpirono duramente le provincie di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, i progetti per la ricostruzione post sisma continuano.

Dalla fine di maggio è infatti operativa nel Comune di Pieve di Cento (Bologna) la nuova Casa della Musica progettata da un Mario Cucinella che, tra la nomina a curatore del padiglione italiano alla Biennale di architettura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, l’impegno ancora attivo nella ricostruzione post sisma e i molti progetti milanesi che sono stati anche al centro di una mostra in Triennale a dicembre, sembra essere oggi l’architetto italiano più richiesto.

Il progetto di Pieve di Cento è stato portato avanti nell’ambito delle attività del gruppo WRE – Workshop Ricostruzione Emilia, il cui lavoro, avviato nel settembre 2013 e supervisionato dallo stesso Mario Cucinella, si è occupato di portare avanti la progettazione e la realizzazione di cinque piccoli edifici di pubblica utilità a servizio di una parte del territorio terremotato, uno per provincia colpita e tutti affidati a MCA architects: oltre alla Casa della Musica di Pieve di Cento, ci sono infatti la Scuola di Danza di Reggiolo (Reggio Emilia), il Centro di aggregazione giovanile di Quistello (Mantova), il Centro sport e cultura di Bondeno (Ferrara, tutti completati quest’anno) e il Centro socio-sanitario di San Felice sul Panaro (Modena, l’ultimo ancora in costruzione).

Il WRE è sostenuto finanziariamente da un fondo di solidarietà che, voluto e partecipato dai massimi rappresentati di un settore produttivo colpito in una delle sue aree chiave a scala nazionale, ha raccolto Confindustria, Confservizi, le tre sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e molti lavoratori e aziende e ha agito attraverso la costituzione di Trust Nuova Polis onlus, a cui sono stati affidati gli oltre 7 milioni di euro raccolti.

La parola chiave che ha guidato la progettazione a Pieve di Cento, ma anche quella di tutti gli altri edifici realizzati, è stata qualità, declinata nelle molteplici accezioni che oggi può assumere: architettonica e tecnologia (anche in termini di sostenibilità ed efficienza energetica), funzionale e sociale. Importanti elementi progettuali sono stati anche il legame con il territorio attraverso scelte concordate,la ricerca di un’identità e di una riconoscibilità delle opere e l’innovazione nella scelta dei materiali e delle tecniche costruttive, che da sempre sta particolarmente a cuore a MCA architects.

La Casa della Musica nasce così per dare nuovi spazi a servizio del locale Circolo di musica e della Scuola media a indirizzo musicale e cresce, contribuendo al suo recupero, su una parte della vasta area oggi dismessa una volta occupata dagli stabilimenti Lamborghini, che si trova nella parte sud del territorio della piccola cittadina. Organicista e isolata, è un edificio di 500 mq che aggrega nove elementi cilindrici di altezze diverse raccolti attorno a un volume principale, anch’esso cilindrico, più alto e più ampio degli altri.

All’interno, ognuno ospita un locale-laboratorio dalla diversa e flessibile funzione, di pianta circolare unito anche tramite corridoi a quello centrale, destinato alla musica d’insieme.

Le particolari esigenze di controllo acustico, il cui soddisfacimento aiuta anche nella gestione del calore, sono tenute sotto controllo sia dalle scelte distributive, che dividono fisicamente i locali, che dai pacchetti costitutivi dell’involucro e dalla scelta dei materiali.

Ogni cilindro, di bassa elevazione, è chiuso da pareti in muratura laterizia portante completata sull’esterno da pareti ventatale con finitura continua di listelli curvi posati orizzontalmente a correre di legno di rovere, essenza utilizzata sia nella produzione di molte tipologie di strumenti musicali che nelle finiture di sale concerti e per la musica (tra cui l’Auditorium Giovanni Arvedi all’interno del Museo del Violino di Cremona). E anche a Pieve di Cento il suo uso è largo soprattutto nella definizione di superfici interne ed esterne continue e curve, che all’esterno possono essere piuttosto delicate (per l’esposizione alle intemperie e l’azione dei raggi solari), in cui anche le aperture si mimetizzano, trasformandosi in radi listelli.

Le coperture dei cilindri, tutte piane e indipendenti, sono chiuse superiormente da nove grandi “petali” metallici dalla doppia curvatura appoggiati tramite pilastrini, metallici anch’essi, sui tetti sottostanti. Oltre alla funzione estetica, grazie alla quale una studiata illuminazione crea particolari effetti notturni, hanno molte importanti funzioni. Possono offrire ombra, mettono a disposizione i loro estradossi concavi per il posizionamento di pannelli solari e giocano un ruolo importante nel sistema passivo di gestione dell’energia: da una parte, il loro colore chiaro contribuisce ad allontanare sia la luce e che calore per riflessione, mentre dall’altra permettono la ventilazione naturale delle coperture e sono un elemento portante del sistema di smaltimento dell’aria calda estiva interna in eccesso, che passa all’esterno attraversando una serie di “camini” realizzati sulla copertura.

Approfondisci su Ingegneri.info: Bim Manager raccontano: come si lavora col BIM da Mario Cucinella Architects

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Mario Cucinella Architects progetta la nuova Casa della Musica di Pieve di Cento Architetto.info