Masdar City: città a emissioni zero | Architetto.info

Masdar City: città a emissioni zero

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A circa 17 chilometri da Abu Dabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, nasce la nuova “Città Sorgente”, questo il significato del termine arabo “masdar”, la prima città del mondo a zero emissioni. Sei chilometri quadrati di metropoli che ospiteranno una popolazione di circa 50.000 persone. Per questa impresa unica al mondo, Abu Dhabi spenderà circa 22 miliardi di dollari.

La sua costruzione era iniziata nel 2008 e ora ha appena accolto i suoi primi abitanti che sono un gruppo di 170 di studenti di ogni parte del mondo, scelti tra 1.900 candidati, ospitati nel Masdar Institute of Science and Technology, l’unico edificio al momento eretto nel cuore della futura cittadina completamente eco sostenibile. I giovani scienziati saranno dunque i primi a sperimentare la vita a “emissioni zero” all’interno del campus dedicato alle energie alternative e alle tecnologie ambientali e sviluppato in collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology). Insieme costituiranno un vero e proprio ‘laboratorio vivente’ in cui sotto la lente non finiranno soltanto le tecnologie per la generazione pulita del futuro in grado di funzionare in un ambiente estremo come il deserto, ma anche le loro normali attività di tutti i giorni: mangiare, tempo libero, divertimento, spostamenti e così via.

Parrebbe dunque una sorta di “grande fratello” in nome della scienza e della ricerca; ricerca cui l’archistar Norman Foster ha contribuito realizzando la sede in cui tutte queste “attività” umane verranno compiute. L’edificio è il Masdar Institute of Science and Technology, già definito come il fiore all’occhiello di Masdar City; e si tratta di una torre costituita da un fitto complesso di edifici distribuiti su una superficie di 11mila metri quadrati in cui classi, laboratori, dormitori, sono costruiti secondo gli standard più elevati dell’edilizia sostenibile. Il nuovo campus, rispetto ai livelli di consumo medi degli Emirati Arabi Uniti, consumerà il 55% in meno di energia per il raffrescamento degli ambienti, il 54% in meno di acqua potabile, il 51% in meno di consumo elettrico, mentre assicura un 75% in più di recupero di calore. Il Masdar Institute riesce a ottenere tutti questi obiettivi incorporando elementi come pannelli solari, impianti fotovoltaici, distribuiti in maniera omogenea su tutte le coperture, nelle zone d’ombra, nelle strade strette in cui difficilmente penetra la luce del sole per evitare di surriscaldare le pareti; mediante tecniche di ventilazione naturale, pareti ricoperte di pannelli ondulati simili a terracotta che schermano la luce del sole facendo passare soltanto il vento; superfici di vetro dotate di superfici riflettenti, finestre schermate e, al centro del campus, la torre di acciaio di Foster progettata, oltre che per accogliere gli studiosi, anche per raccogliere la forza del vento e incanalarla tra le strette stradine diagonali che separano gli edifici. Il tutto realizzato con motivi e decorazioni che ricordano la tradizionale architettura araba.

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