Mecanoo da record per il Kaohsiung Centre for the Arts in Taiwan | Architetto.info

Mecanoo da record per il Kaohsiung Centre for the Arts in Taiwan

Attualmente in costruzione, il Wei-Wu-Ying Centre for the Arts a Kaohsiung a Taiwan e' il piu' grande progetto nella storia dello studio Mecanoo

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Lo studio olandese Mecanoo, annunciato nel 2007 vincitore della competizione per la progettazione e la costruzione del Wei-Wu-Ying Centre for the Arts, sta trasformando il volto della città di Kaohsiung, nel sud di Taiwan, con un iconico complesso teatrale di 141.000 mq, attualmente in costruzione (si prospetta l’apertura nella seconda metà del 2016). Rappresenta non solo il più grande progetto firmato da Mecanoo, ma anche il maggior centro culturale dell’Asia e registra il più ingente investimento nelle arti e nella cultura da parte del governo di Taiwan che decise ancora nel 2003 di trasformare quest’area, aprendo nel 2006 la gara promossa dal Ministero della cultura.

Il Centro per le Arti è attualmente in costruzione © Mecanoo

Alla pari di altri progetti già realizzati da Mecanoo, come la stazione ferroviaria di Delft, la nuova sede della Rabobank, la trasformazione della Martin Luther King Memorial Library e la Library of Birmingham, il futuro Centro per le Arti avrà un impatto sociale molto forte sui 3 milioni di abitatati di Kaohsiung e trasformerà la città portuale in moderna metropoli culturale.

Situato in un ex terreno militare nel quartiere di Fengshang, il centro per le Arti è parte integrante del Parco Metropolitano Wei-Wu-Ying, ampio 50 ettari, e occupa nell’angolo nord-est una superficie di circa 3 ettari in un lotto di quasi 10 ettari. L’edifico e il paesaggio circostante si fondono tra loro in un progetto guidato dall’immaginazione e dalla capacità di incorporare il clima subtropicale.

Il centro culturale all’interno del parco metropolitano © Mecanoo


Pianta della copertura

Il disegno organico di Francine Houben, direttore creativo di Mecanoo, nasce dall’astrazione degli alberi che crescono rigogliosi nel parco adiacente, i Banyan, distinguibili per le radici aeree che toccano terra creando un gioco di luci e ombre, di pieni e vuoti. Allo stesso modo la struttura ondulata della copertura connette una vasta gamma di funzioni in uno spazio in cui interno ed esterno si fondono. Quattro auditorium fungono da unici elementi d’appoggio della struttura con il terreno e sono circondati da spazi pubblici aperti che ricreano l’atmosfera tropicale del clima nel sud est asiatico: il vento può soffiare all’interno dell’edificio ma il tetto allo stesso tempo protegge dal sole e dalle piogge. Attraverso l’ampia Banyan Plaza, uno spazio pubblico coperto, la struttura si apre alla popolazione locale dedita ad attività all’aperto come la pratica del Tai Chi e la meditazione, creando un flusso ininterrotto tra interno ed esterno, tra teatro e vita reale.

Il processo di astrazione nasce dagli alberi di Banyan © Mecanoo


Pianta dell’intero complesso teatrale


Sezioni

Il centro culturale si compone di quattro sale da musica, ciascuna basata su un mirato studio dell’acustica, e da un teatro all’aperto annidato sul tetto. L’Opera House è l’auditorium principale, accoglie 2.260 persone e sarà adibito principalmente a spettacoli lirici; la Concert Hall ospita 2.000 posti a sedere distribuiti attorno al palco centrale; la Playhouse presenta un design flessibile capace di configurare la sala sia per 1.245 posti che per 1.094 in base alle esigenze dell’orchestra; la Recital Hall, con i suoi 470 posti, sarà utilizzata per la musica da camera e per spettacoli teatrali. Attraverso la loro forma riconoscibile, le sale modellano la superficie ondulata del tetto e, quando la struttura della copertura incontra il terreno, un teatro all’aperto per 2.000 persone fronteggia il parco metropolitano che diventa esso stesso palcoscenico.

La sagoma dell’edificio rappresenta quindi una miscela perfetta di musica e natura, richiamando sia un’onda sonora che una razza che scivola lentamente verso il terreno. Lo sviluppo del Centro per le Arti avviene prevalentemente in ampiezza piuttosto che in altezza: un rettangolo di circa 225 metri per 160 metri raggiunge infatti la quota massima di 38 metri in altezza,corrispondente al punto più alto della cupola dell’Opera House.

La futura Opera House © Mecanoo

L’enorme struttura ondulata, realizzata in acciaio curvato, è stata progettata in collaborazione con lo studio Supertech di Tapei e l’industria navale taiwanese Ching Fu. Ognuno ha fornito il proprio contributo per la realizzazione della sfida più grande, Banyan Plaza, il grande spazio pubblico coperto in una città dal clima sia umido che ventoso. La copertura è stata ampiamente isolata per evitare che il rumore della pioggia disturbi gli spettacoli musicali e sono state predisposte grondaie large 75 metri e profonde 56 metri che seguono l’intera configurazione del tetto. Inoltre il sistema di molle che connette il rivestimento alla struttura principale è in grado di assorbire la pressione del vento sulla superficie.

La copertura in acciaio curvato in fase di costruzione © Mecanoo


Gli spazi pubblici coperti © Mecanoo


I segmenti prefabbricati del rivestimento © Mecanoo


I segmenti in fase di assemblaggio © Mecanoo

Nel seguente video lo studio Mecanoo, insieme ai suoi collaboratori, illustra lo stato di avanzamento dei lavori

Scheda del progetto

Progettisti: Mecanoo 

Indirizzo: Zhōngzhèng 1st Rd 7, Kaohsiung, Taiwan

Architetto locale: Archasia Design Group, Taipei, Taiwan 

Dimensioni: 141.000 mq

Stato: in corso 2006 – 2016 

Programma funzionale: Complesso teatrale situato in un parco metropolitano e composto da: quattro sale da musica, Opera House (2.260 posti), Concert Hall (2.000 posti), Playhouse (1.254 posti), Recital Hall (470 posti), un teatro all’aperto, una piazza pubblica, una biblioteca pubblica (800 mq), aule per la musica e la danza, due sale conferenze (una da 100 posti e l’altra da 200), sale polifunzionali e un ristorante.

Committente: Ministero della cultura

Consulenza strutturale: industria navale Ching Fu

Ingegneria strutturale: Supertech, Taipei, Taiwan 

Consulenza meccanica: Yuan Tai, Taipei, Taiwan 

Consulenza elettrica: Heng Kai, Taipei, Taiwan

Consulenza acustica: Xu Acoustique, Paris, France 

Consulenza per il teatro: Theateradvies, Amsterdam, Paesi Bassi; Yi Tai, Taipei, Taiwan 

Consulenza per l’illuminazione: Illuminazione CWI, Taipei, Taiwan 

Consulenza per l’organo: Oliver Latry, Paris, France 3

3D advisor: Piombo Dao, Taipei, Taiwan 

Premi: primo premio “Cityscape Architectural Award”, Dubai 2008; terzo premio “International Design Award”, IDA Los Angeles 2009; “Chicago Athenaeum International Architecture Award 2009”

L’autore


Diletta Bracchini

Nasce e vive a Faenza, si laurea presso il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 2014 e nello stesso anno consegue l’abilitazione alla professione. Giovane architetto, affina la sua passione per l’architettura fin dagli studi collaborando con il Giornale dell’Architettura in qualità di redattrice e autrice con contributi per specifiche occasioni.

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