Mecanoo per la sede della Rabobank: il progetto | Architetto.info

Mecanoo per la sede della Rabobank: il progetto

Lo studio olandese Mecanoo traduce i principi del gruppo bancario cooperativo Rabobank con un centro di consulenza aperto anche al pubblico

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La sede del gruppo bancario Rabobank, situata su una piccola collina della città di Sittard in Olanda, è uno degli ultimi progetti di Mecanoo Architecten. Va ad affiancarsi ai progetti più recenti dello studio olandese, come la nuova stazione ferroviaria di Delft e la trasformazione della Martin Luther King Memorial Library, e al contempo prosegue la personale e riconoscibile strada intrapresa con progetti ormai storici, ad esempio la Biblioteca dell’Università di Delft, giunta da poco al traguardo dei 15 anni.

La sede Rabobank rappresenta un centro di consulenza aperto non solo ai dipendenti ma anche al pubblico per stimolare la collaborazione e la condivisione del sapere, traducendo i principi cooperativi della Rabobank. 

Riunisce in un’unica grande struttura i rami più piccoli dell’impresa e si manifesta come un edificio singolare, che non appare come un banca e che funziona piuttosto come una biblioteca pubblica moderna, tipologia che Mecanoo ha già ampiamente approfondito con il progetto della Library of Birmingham. 

Il centro di consulenza è aperto al pubblico e alla condivisione © Mecanoo


Il nuovo centro di lavoro di Rabobank è un edificio stimolante con ambienti liberi e open spaces. Il piano terra, accessibile sia ai 320 dipendenti che ai clienti, per la maggior parte lavoratori autonomi, dispone di luoghi di lavoro, di un auditorium e di un ristorante. L’ingresso principale conduce ad un vasto atrio a tutta altezza sul quale si affacciano le terrazze dal profilo curvo dei piani superiori che si snodano come un nastro bianco che invita a percorrere le scale a zig zag.

Le terrazze dal profilo curvo si affacciano sull’atrio © Mecanoo

Con un solo sguardo è possibile percepire tutto l’interno dell’edifico ma l’auditorium, non previsto inizialmente, rappresenta il punto focale. Progettato con una tribuna a gradoni che funge anche da area di lavoro, è uno spazio flessibile che può essere eventualmente oscurato con una tenda che avvolge la sala scorrendo su un binario lungo 60 metri. Modellata dalla designer Petra Blaisse di Inside Outside, la tenda rimanda alle finestre quadrate della facciata con alcuni riquadri sui toni del blu e dell’argento.

L’atrio è invaso di luce naturale proveniente sia dai numerosi lucernari del soffitto curvo, che dalle ampie facciate trasparenti ed è dominato dalla presenza del legno di rovere spazzolato che avvolge le pareti, le tribune dell’auditorium, le scale e gli arredi.

L’atrio e l’auditorium sono spazi flessibili © Mecanoo


Seguendo l’intento di sviluppare una banca cooperativa che si estenda come per abbracciare la società, Mecanoo ha optato per un disegno scultoreo attraverso tre imponenti ali che si relazionano alla città con facciate interamente vetrate. Una è quella dell’auditorium che si protende sollevata dal terreno, mentre le altre due si rapportano agli uffici interni e si elevano in un’ala su tre piani, e nell’altra su quattro.

L’edificio scultoreo © Mecanoo


Pianta del piano terra

I piani superiori, accessibili solo al personale, sono organizzati con spazi di lavoro non assegnati. A seconda delle esigenze, i dipendenti possono scegliere il proprio posto di lavoro tra piccole aree di concentrazione, sale spaziose per il lavoro di gruppo, spazi di lavoro informali, aree aperte d’incontro e postazioni individuali ricavate nel mezzanino o in alcune nicchie all’interno dei blocchi di rovere; infine vi sono più sale conferenze e una biblioteca. Il call center, situato al piano primo, è invece isolato dall’open space per esigenze acustiche, ma è collegato visivamente al resto dell’edificio con una parete vetrata.

Gli uffici open space dell’ultimo piano © Mecanoo


Le postazioni di lavoro lungo il mezzanino © Mecanoo


Le nicchie ricavate all’interno dei blocchi di rovere © Mecanoo


Esternamente l’edificio presenta un forte effetto materico ottenuto attraverso una particolare muratura di argilla a cui è stata aggiunta la marna gialla tipica della citta di Sittard. In questo modo i mattoni mostrano un colore che varia dal bianco al giallo e sono intervallati da pietre smaltate bianche, scavate al loro interno.

L’utilizzo di impianti ad alto isolamento, di vetri tripli, di una ventilazione controllata della copertura e di un sistema di riscaldamento e raffrescamento per irraggiamento senza movimento di aria, ha portato l’edificio al grado di certificazione “very good”, secondo la metodologia di valutazione ambientale BREEAM.

Durante l’estate uno schermo trasparente scende automaticamente davanti alla facciata vetrata dell’auditorium disposta a sud e riflette l’energia solare; il calore che si produce tra la facciata e lo schermo viene invece estratto meccanicamente.

I materiali naturali: la muratura delle facciate esterne e il legno di rovere degli interni © Mecanoo



Scheda del progetto

Progettisti: Mecanoo

Indirizzo: Bergerweg 49, 6135KD Sittard, Olanda

Dimensioni: 6.800 mq

Stato: Inaugurato a Giugno 2014 

Programma funzionale: Centro di consulenza con: reception, auditorium, ristorante, postazioni di lavoro Touchdown, ampie aree di incontro, aree di concentrazione, biblioteca, aule conferenze, call center, spazi per uffici.

Cliente: Rabobank Westelijke Mijnstreek

Ingegneria strutturale: Bartels Ingenieursbureau B.V.

Consulenza per ingegneria elettrica e meccanica, acustica, fisica delle costruzioni e sicurezza antincendio: Nelissen Ingenieursbureau B.V.

Consulenza per illuminazione: Studio Rublek

Consulente del Consiglio comunale: LPB Sight

Consulenza paesaggistica tecnica: Plangroep Heggen B.V.

Management del progetto: Duckers & de Cock

L’autore


Diletta Bracchini

Nasce e vive a Faenza, si laurea presso il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 2014 e nello stesso anno consegue l’abilitazione alla professione. Giovane architetto, affina la sua passione per l’architettura fin dagli studi collaborando con il Giornale dell’Architettura in qualità di redattrice e autrice con contributi per specifiche occasioni.

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