Messner Mountain Museum Corones di Zaha Hadid: focus sul cemento armato a vista | Architetto.info

Messner Mountain Museum Corones di Zaha Hadid: focus sul cemento armato a vista

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© Wolters Kluwer Italia / Gianluca Giordano

Dopo aver scoperto da vicino come è nato il progetto e quali sono state le scelte legate al Bim e alla statica, approfondiamo l’uso del cemento armato a vista per il Messner Mountain Museum Corones, il nuseo dalla volontà del consorzio degli impianti di Skirama Kronplatz – Plan de Corones per arricchire l’offerta turistica sulla montagna numero 1 per lo sci in Alto Adige. Un progetto importante che ha coinvolto due nomi di richiamo mondiale, come quello dell’archistar Zaha Hadid e dell’alpinista Reinhold Messner, e la cui realizzazione è stata affidata interamente alle eccellenze locali della Val Pusteria.

Le fondazioni, la struttura portante ed anche la copertura in cemento armato sono state realizzate in una prima fase dalla ditta Kargruber-Stoll. Sempre la stessa ditta, in una seconda fase, ha realizzato anche tutti gli interni in cemento a vista.

Durante il nostro viaggio alla scoperta del museo abbiamo visitato la sede della ditta, sita a Tesido. Dietmar Stoll, giovane titolare dell’impresa di costruzione, nata nel 2002 dalla fusione delle ditte Kargruber e Stoll, ci ha raccontato alcuni dettagli dei lavori eseguiti a 2.275 metri s.l.m.

Nel 2013 sono state completate le fondazioni, le pareti e la copertura, mentre il periodo cantieristico del 2014 – qui in alta montagna si può solamente lavorare da maggio ad ottobre – è stato dedicato alle parti interne in calcestruzzo a vista.

Come dice Dietmar Stoll, non sono le dimensioni del progetto di per sé (1.000 metri quadrati di superficie calpestabili), ma la complessità delle forme e ovviamente il contesto naturale ad essere la vera sfida del MMM Corones.

Kargruber-Stoll ha usufruito del Bim e quindi del modello tridimensionale per la preparazione delle casseforme in legno con rivestimento in pannelli alla resina fenolica, e dell’armatura, lavorando sul computer direttamente nella baracca accanto al cantiere, per poter effettuare tutte le misurazioni e valutazione in loco.

Cosa molto importante, considerando le forme fluide degli elementi a vista con funzione di veri elementi di arredo, come la sede per gli armadietti all’ingresso o i corrimano delle scale.

Una delle problematiche maggiori nell’esecuzione è stato dover rispettare le linee delle fughe delle casseforme secondo le richieste di Hadid e non secondo gli standard cantieristici.

La tecnologia BIM ha permesso inoltre di calcolare esattamente il cemento necessario per la realizzazione limitando lo “scarto” solamente ad un 3%: valori che sono stati rispettati e che hanno limitato le corse delle betoniere dalla valle fino in cima al Plan de Corones, visto che tutto, anche gli elementi interni, sono stati gettati in loco.

Nel 2013 in cantiere vi erano 15 muratori all’opera, nel 2014 a seconda dei momenti fino a 12, a seguire passo per passo la realizzazione dell’architettura, come disegnata da Zaha Hadid.

© Wolters Kluwer Italia / Gianluca Giordano

© Wolters Kluwer Italia / Gianluca Giordano

Oltre alle pareti inclinate, che hanno richiesto particolare cura ed attenzione per i casseri e per i sostegni e la gettata del tetto a spessore variabile ed in discesa, l’altro compito difficile era la colorazione del cemento stesso usato per le rifiniture degli interni, i già citati 600 metri quadrati di elementi murali in cemento armato a vista.

Per ottenere il colore scuro delle finiture interne, come da progetto architettonico, dopo varie sperimentazioni e prove, ci sono voluti 10 kg di pigmenti per ogni metro cubo di cemento – cifre davvero importanti. Ma non è solo il colore che colpisce con la sua profondità e somiglianza alla roccia naturale: è al tatto che si manifesta tutto il know-how della ditta Kargruber-Stoll.

Nonostante gli elementi al momento della nostra visita in cantiere non fossero ancora puliti, ci hanno sorpresi al tatto con una percezione di morbidezza, quasi velluto, una vera emozione per chi ama la texture del calcestruzzo a vista. Ben diverso dalla sensazione di ruvidezza e freddezza che ha normalmente il calcestruzzo.

© Wolters Kluwer Italia / Gianluca Giordano

© Wolters Kluwer Italia / Gianluca Giordano

Alla nostra domanda sui vantaggi portati dalla collaborazione ad un progetto prestigioso come il Messner Mountain Museum Corones, Dietmar Stoll nomina in prima linea i progressi tecnologici, che danno plusvalore all’impresa: il “fil rouge” che si trova in tutte le interviste che abbiamo fatto, insieme all’ottima intesa tra le parti coinvolte. Perché come dice Stoll “nessuno riesce a fare una cosa del genere da solo”.

Ovviamente la ditta Kargruber-Stoll, che ha all’attivo innumerevoli realizzazioni di scala diversa in Alto Adige, tra cui grandi opere per la comunità, come scuole, spera che il museo di Hadid possa diventare un progetto pilota per il cemento armato a vista. Questo materiale, specialmente negli interni e con una rifinitura di altissimo pregio, come qui al Plan de Corones, tanto amato dall’architettura contemporanea, non è per ora molto diffuso in Italia.

Ma crediamo di poter affermare che il prodotto realizzato per il MMM Corones non abbia nulla da invidiare a prodotti utilizzati per altre opere architettoniche di fama mondiale in giro per il mondo. Non resta che l’attesa di poterlo accarezzare a lavori ultimati… le previsioni di apertura del museo sono per l’estate 2015.

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L’autore


Christiane Burklein

Blogger, dal 2011 parte dello staff di Floornature.com. Qui cura la sezione Livegreenblog, ovvero tutto ciò che e’ legato alla sostenibilità sociale e ambientale, al landscaping e all’urbanistica. Networker per vocazione e amante dei social media, con ventennale esperienza quale consulente linguistica per studi di architettura ed ingegneria in Italia e all’estero.

Ha collaborato al volume “Architecture on the Web. A Critical Approach to Communication” di Paolo Schianchi.

L’autore


Francesco Brossa

Ingegnere laureato al Politecnico di Torino in Ingegneria Civile sez. Edile. Specializzato in opere strutturali in cemento armato e acciaio e progettazione in zona sismica, sia per edilizia residenziale che industriale. Ha esercitalo la libera professione dal 1992 ed ha collaborato con diversi studi di ingegneria in Italia e Svizzera. Ha inoltre lavorato come progettista esterno per la realizzazione chiavi-in-mano di Stazioni di Tele-Radio-Comunicazione.

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