Mies van der Rohe Award 2015: Arquitectura-G e' il talento emergente | Architetto.info

Mies van der Rohe Award 2015: Arquitectura-G e’ il talento emergente

L'emerging architect 2015, designato dal Mies van der Rohe Award, e' stato assegnato allo studio Arquitectura-G per il progetto della Luz House a Cilleros (Spagna)

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Allo studio catalano Arquitectura-G è stato consegnato il riconoscimento di architetto emergente in occasione del Mies van der Rohe Award 2015. Durante la cerimonia di premiazione svoltasi presso il Padiglione Barcellona l’8 maggio 2015, Arquitectura-G ha ritirato il premio di emerging architect con il progetto della Luz House a Cilleros (Spagna), mentre lo studio italo spagnolo Barozzi Veiga è stato rivelato vincitore del Mies van der Rohe Award 2015 con il progetto della Sala Filarmonica di Szczecin (Polonia).
L’ingresso della Luz House © José Hevia
Casa Luz rappresenta una tradizionale abitazione rurale situata nel piccolo comune di Cilleros, nella provincia spagnola di Caceres. Sorge all’interno di una vecchia casa diroccata segnata dall’abbandono che nel corso del tempo ha portato il luogo allo stato di rudere. La famiglia Luz, decisa a trasformare la propria proprietà, ha scelto di sistemare questi spazi cercando una migliore illuminazione (la parte centrale dell’abitazione non godeva infatti né di luce né di ventilazione) e una maggiore possibilità di sfruttare il giardino sul retro.
Il prospetto d’ingresso e quello interno verso il giardino © José Hevia
La strategia progettuale dello studio catalano Arquitectura-G (Jonathan Arnabat, Jordi Ayala-Bril, Aitor Fuentes, Igor Urdampilleta) ha portato alla costruzione di una nuova struttura posizionata all’interno di quella esistente, conservando le facciate in pietra e i muri divisori in terra battuta, i quali disegnano una pianta lunga e stretta. Lo svuotamento dello spazio interno ha quindi permesso di organizzare la casa attorno ad un cortile centrale dominato da un albero di betulla che si erge in tutto lo sviluppo verticale della casa e funge da filtro visivo tra gli ambienti.
Il patio centrale dal piano terra © José Hevia
Il patio centrale dall’ultimo piano © José Hevia
Esploso assonometrico
La struttura e la composizione della casa sono semplici e chiare; attorno al cortile interno ruotano 3 piani, costruiti in 136 mq e articolati in quattro ambienti principali: soggiorno, cucina e due camere da letto. La zona giorno si collocano in ogni piano tra il verde del giardino e il verde del patio centrale, mentre la zona notte è posizionata a destra della corte, verso la facciata d’ingresso. La circolazione avviene tramite una scala metallica bianca che attraversa esclusivamente soggiorno e cucina; per giungere alle camere da letto è necessario percorrere un corridoio affacciato sulla corte. Ogni camera possiede il proprio bagno indipendente, aperto sul patio e con doppio accesso dalla camera e dal corridoio stesso. Il cortile è circondato da passerelle metalliche che fungono sia da panchine su cui sedersi, che da estensione del rapporto interno-esterno. Il piano terra è uno spazio libero, dedicato alla siesta estiva.
Pianta del piano secondo
La struttura metallica bianca della scala © José Hevia
L’ambiente della cucina al primo piano © José Hevia
Lo spazio del salotto al secondo piano © José Hevia
I bagni si aprono verso il patio © José Hevia
La struttura dei nuovi solai è realizzata tramite una serie di travi IPE 100, su cui si appoggiano i tavolati in laterizio scanalati, lasciati a vista. Lo spessore totale non supera i 15 cm e regala una sensazione di leggerezza nel contrasto con le pesanti pareti perimetrali.
Sezione del Luz House © José Hevia
L’edificio mostra una componente materica pura ed essenziale, facendo parte di quelle architetture contemporanee che si affidano ai materiali naturali del contesto economico e geografico piuttosto che a prodotti di ultima generazione. La texture irregolare della pietra e della terra battuta è mantenuta nella sua totalità, semplicemente imbiancata nelle pareti interne. In questo modo la ceramica rossa delle pavimentazioni, insieme ai tavolati in laterizio dei solai dominano lo scenario. La luce proviene sia dalle ampie vetrate che chiudono il patio che dalle aperture verso il giardino e contribuisce ad esaltare la tavolozza di colori bianco, rosso e verde. Il rivestimento dei bagni è realizzato con piastrelle ceramiche smaltate che riflettono la luce e le foglie dell’albero, raddoppiando la sua presenza. La scelta della betulla è stata strategica, essa garantisce l’ombra nella stagione più calda, mentre in inverno, perdendo le foglie, consente al sole di entrare più facilmente.
La ceramica rossa del pavimento e i tavolati in laterizio dei solai © José Hevia
La texture irregolare delle pareti intonacate © José Hevia
Tutti gli ambienti si affacciano sul patio © José Hevia
La giuria del Mies van der Rohe Award 2015, presieduta da Cino Zucchi, ha scelto di premiare la capacità brillante di questi progettisti che hanno saputo risolvere in maniera ottimale i vincoli costruttivi ed economici del progetto, con una nuova struttura che si inserisce nella preesistenza. Sono state apprezzate la semplicità e la chiarezza distributiva degli spazi attorno alla nuova corte interna, insieme alla qualità ambientale ottenuta attraverso materiali economici dal forte impatto visivo.

 

 

 

 

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