Mies van der Rohe Award 2015, i finalisti: Saw Swee Hock Student Centre | Architetto.info

Mies van der Rohe Award 2015, i finalisti: Saw Swee Hock Student Centre

Gli irlandesi O'Donnell + Tuomey Architects firmano uno dei finalisti all'edizione 2015 del Mies van de Rohe Award, il Saw Swee Hock Student Centre

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© Alex Bland

 

 

Il Saw Swee Hock Student Centre, ampliamento della London School of Economics realizzato su progetto dello studio irlandese Riba Gold Medal O’Donnell + Tuomey Architects, fa parte della rosa dei cinque finalisti dell’edizione 2015 del più prestigioso premio europeo per l’architettura, il Mies van der Rohe Award promosso dall’omonima fondazione con sede a Barcellona. E arriva da uno studio consolidato e internazionalmente riconosciuto la cui produzione architettonica non è nuova a premi e selezioni, anche per lo stesso Mies van der Rohe, all’interno delle cui selezioni sono già stati inserti per cinque volte (edizioni 1997, 1999, 2003, 2011 e 2013).

 

TUTTO SUI FINALISTI AL MIES VAN DER ROHE AWARD 2015:

Mies van der Rohe Award 2015: Archea Associati e Barozzi Veiga tra i finalisti;

Mies van der Rohe Award 2015, i finalisti: Ravensburg Art Museum;

Da Big un museo marittimo per la città del castello di Amleto;

Cantina Antinori, una cattedrale del vino nel cuore del Chianti

 

Completato nel 2014 e aperto ufficialmente agli studenti il 24 ottobre scorso con una spesa di quasi 25 milioni di sterline, aggiunge nuovi spazi a servizio degli studenti di un campus che per quarant’anni non ha visto nuovi edifici e che adesso si è allargato distribuendoli all’interno di una struttura-torre, dalle dimensioni ridotte in pianta e dallo sviluppo soprattutto in altezza.

Eretto in un’area cittadina di origine medievale caratterizzata da strade strette ed edifici neoclassici dentro la quale si è costruito nel tempo il campus della London School of Economics, il nuovo Saw Swee Hock Student Centre aggiunge 6.000 mq complessivi distribuiti su sette piani fuori terra e due interrati in cui trovano posto i moderni servizi per gli studenti dell’università: un accesso introdotto da un’area pedonale, bar, diversi studi di registrazione e trasmissione al secondo piano (luogo da cui partono le trasmissioni di diverse radio), gli uffici delle associazioni studentesche, cappelle e luoghi di preghiera per studenti di religioni diverse (riuniti nel Faith Centre insieme all’ufficio del cappellano), a cui si aggiungono anche un nightclub nei livelli inferiori e una palestra al quarto piano.

 

 

 

 

Adattandosi a un lotto difficile dalle dimensioni poligonali, il nuovo Centro per gli studenti si materializza nel minuto tessuto urbano come un volume scultoreo e irregolare tagliato da superfici sghembe che, offrendo visuali sempre diverse, si riflettono anche nell’organizzazione dell’interno. Interno che, riprendendo la definizione che lo stesso John Tuomey ha dato della sua opera (ossia il suo essere come “un LP”), ha fatto guadagnare alla struttura la definizione, data da The Guardian, di “edificio-vinile” soprattutto per il suo dipanarsi attorno a un nucleo di collegamenti verticali che pone al suo centro la scala a spirale in cemento armato grezzo lasciato a vista.

 

 

© Alex Bland

 

Come anche il “concorrente” Ravensburg Art Museum, anche il Saw Swee Hock Student Centre fa largo uso del laterizio a vista, un materiale caratteristico che ricopre gli esterni di molti degli edifici della capitale britannica. Tutto l’involucro è infatti rivestito in modo continuo da mattoni rossi che, posati seguendo gli schemi della tessitura fiamminga, creano superfici ed effetti diversi e passano dalla massività del muro pieno alla leggerezza di schermi traforati attraverso la cui trama di giorno passano aria e luce per le finestre retrostanti mentre di notte sono resi manifesti dal passaggio della luce artificiale.

 

 

© Alex Bland

 

 

 

 

All’interno, la volontà di ricreare gli ambienti di un magazzino, con la loro flessibilità e la continuità degli spazi ha guidato i progettisti nella distribuzione degli ambienti e nella scelta di materiali e finiture, che vedono un largo utilizzo di cemento a vista (negli intradossi dei solai, nelle scale e nei setti verticali), legno (sulle superfici di calpestio e nelle intelaiature di finestre e pannelli per le partizioni interne), metallo (nei pilastri a vista degli uffici e del libero piano terreno) e vetro (nelle pareti colorate che dividono gli spazi interni).

 

 

 

Anche per il Saw Swee Hock Student Centre, l’inserimento nella shortlist del premio Mies van der Rohe arriva dopo numerosi riconoscimenti (soprattutto nel Regno Unito), tra cui la fase finale del Premio Stirling 2014.

 

 

 

 

 

 

 

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