Mies van der Rohe Award 2017, i finalisti: la Kannikegarden di Ribe | Architetto.info

Mies van der Rohe Award 2017, i finalisti: la Kannikegarden di Ribe

Completata su progetto di Lundgaard & Tranberg Arkitekter, è un edificio multifunzionale a servizio del Consiglio parrocchiale e protegge un’area archeologica del XII secolo in uno dei centri storici più antichi e delicati della Danimarca

© Anders Sune Berg
© Anders Sune Berg
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Due interventi residenziali (in Olanda e Gran Bretagna), due memoriali (in Francia e Polonia) e un nuovo edificio a servizio della comunità in un centro medievale danese, la selezione dell’edizione 2017 del Premio Mies van der Rohe guarda decisamente a nord. Tra questi, la Kannikegården di Ribe, cittadina di 8.000 abitanti nella parte centro-occidentale della Danimarca, è un progetto di Lundgaard & Tranberg Arkitekter che ha occupato un vuoto urbano affacciato sulla piazza della cattedrale romanica fino al 2015. Realizzato dietro incarico della Ribe Domsogns Menighedsråd, il Consiglio della chiesa parrocchiale di Ribe, costruisce un nuovo edificio multifunzionale in un punto nodale di uno dei centri storici medievali più importanti e meglio preservati del paese.

Le problematiche con cui il progetto ha dovuto confrontarsi erano almeno tre. La prima era meramente funzionale: la Kannikegården doveva infatti realizzare nuovi spazi al servizio delle attività del Consiglio e della comunità cittadina. La seconda toccava invece gli ambiti della preservazione delle testimonianze del passato: il nuovo edificio sorge infatti su un’area archeologica importante, i resti del refettorio di un monastero agostiniano risalente al XII secolo d.C., che, insieme a quelli del più antico cimitero cristiano della Danimarca scoperti durante gli scavi, sono importante testimonianza del passaggio alla cristianità di tutto il paese. La terza era infine legata alle istanze della conservazione dei centri storici tutelati e alle problematiche legate ai nuovi inserimenti nel loro delicato tessuto: il centro parrocchiale ha realizzato infatti un nuovo volume sulla piazza principale di Ribe, lungo il fianco sud della cattedrale Nostra Signora che, eretta a partire dal XII secolo d.C., è uno degli edifici più antichi di tutto il paese.

Il progetto imposta la Kannikegården all’interno di un volume archetipo che risulta ben inserito nel contesto per scala, materiali e volumetria. Edificio a pianta quasi rettangolare, si presenta come un prisma oblungo con un’ampia copertura dalle falde molto spioventi, che copre un’area di base di 624 mq. S’imposta su una struttura a telaio realizzata in due tecniche costruttive: la parte inferiore in cemento armato gettato in opera, con pilastri a vista collegati a una piastra di base e setti contro terra, quella superiore è invece in metallo.

La differenziazione nelle componenti della struttura si riflette anche nell’involucro esterno, che realizza un edificio aperto e trasparente a livello della strada e quasi completamente chiuso ai piani superiori. Nella parte bassa una successione di pannelli vetrati che permettono di intravedere l’area degli scavi fa infatti da sfondo all’alternanza di pilastri in cemento armato e pannelli oscuranti girevoli in legno di quercia, mentre in quella superiore pannelli prefabbricati leggeri costituiscono le superfici delle falde del tetto e parte delle chiusure verticali su cui si aprono piccole e misurate aperture. Tutta la superficie dei pannelli è completata esternamente da un manto continuo di scandole di laterizio rosso brunito che, posate in modo parzialmente sovrapposto e appositamente disegnate e realizzate, richiamano i materiali e le tonalità caratteristici degli edifici circostanti e inseriscono il nuovo volume nel contesto senza creare dissonanze.

A livello della strada, tre ingressi separati immettono dentro un edificio che al suo interno integra differenti funzioni in altrettanti livelli e realizza 1.079 mq calpestabili. Impostato a -2,5 m rispetto alla quota della strada e della piazza, un piano parzialmente interrato a doppia altezza è diviso un due settori. Una parte protegge ed espone l’area archeologica, che ha un ingresso dedicato a est, a nord si affaccia sulla cattedrale e a sud prende luce e aria da un piccolo giardino a gradoni realizzato ad hoc. L’altra è accessibile dalla piazza principale e da un secondo ingresso rivolto verso ovest. Collegata direttamente con un piccolo edificio nelle disponibilità del Consiglio che è stato parzialmente demolito e il cui tetto a falde ha guidato l’impostazione della copertura del nuovo volume, ospita l’atrio di ingresso e uno spazio multifunzione accanto agli scavi ma da questi separato.

I due livelli superiori ospitano i locali al servizio della chiesa parrocchiale e della comunità: al primo, una sequenza di uffici e sale riunioni si apre su entrambi i lati di un corridoio interno e centrale; al secondo, altri uffici e, in posizione di testa, un’ampia sala assembleare al di sotto delle falde spioventi del tetto, internamente a vista.

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