Mies van der Rohe Award 2017, i finalisti: Memorial du Camp de Rivesaltes | Architetto.info

Mies van der Rohe Award 2017, i finalisti: Memorial du Camp de Rivesaltes

Progettato da Rudy Ricciotti con Passelac & Roques Architectes ai confini con la Spagna, è un edificio silente e monolitico che commemora sette decenni di marginalizzazione, guerra e rifugiati

© M. Hedelin/Region Languedoc-Roussillon
© M. Hedelin/Region Languedoc-Roussillon
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Il Memorial du Camp de Rivesaltes, eretto nel dipartimento francese dei Pyrénées-Orientales su progetto di Rudy Ricciotti con Passelac & Roques Architectes (basati a Narbonne), è uno dei due musei-memoriali (l’altro è il Katyn Museum di Varsavia) inseriti tra i finalisti dell’edizione 2017 del più importante premio di architettura europeo, il Mies van der Rohe, che vede in lizza anche due interventi residenziali in Gran Bretagna e Olanda e un edificio comunitario costruito ex novo in uno dei più importanti centri storici medievali della Danimarca.

In un’area molto prossima al confine con la Spagna e a poche decine di chilometri da Perpignan, il memoriale e il suo progetto museografico e didattico nascono dalla volontà di soddisfare una precisa “responsabilità della memoria” verso una parte di storia nazionale dolorosa e forse poco nota, almeno al di fuori dei confini del paese, che per quasi sette decenni ha parlato di marginalizzazione, di guerra e rifugiati, di segregazione e discriminazione di persone ed etnie.

Il Memorial du Camp de Rivesaltes, commissionato dalla Région Languedoc-Roussillon/Roussillon Aménagement che allo scopo, e come buona abitudine transalpina, ha bandito un concorso vinto da Ricciotti e Passelac & Roques, s’inserisce infatti in quello che resta del Camp Joffre, oggi costituito prevalentemente di rovine ed edifici cadenti, la cui costruzione iniziò nel 1939 come caserma e il cui definitivo abbandono risale al 2007. Durante questi lunghi decenni è stato alternativamente: luogo di internamento degli “indesiderabili” (prima gli stranieri, in primis i repubblicani spagnoli in fuga dalla guerra civile, poi ebrei, zingari e sinti e tutti coloro che venivano dichiarati pericolosi politicamente, francesi o stranieri), poi caserma tedesca e successivamente prigione per i militari tedeschi catturati (dal 1942 fino agli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale).

Dagli anni cinquanta divenne base di appoggio per gli Harki in partenza per il conflitto in Nord Africa (gli Harki erano i musulmani algerini che durante la guerra d’Algeria servivano l’esercito francese), per poi divenire luogo d’internamento per i prigionieri e alloggio di oltre 20.000 sostenitori della Francia in fuga dall’Algeria dopo la fine del conflitto. Come ultima funzione, è stato centro di identificazione e raccolta per gli immigrati clandestini.

Il Campo di Rivesaltes, arrivato nel tempo a occupare un’area complessiva di 42 ettari, è quindi oggi un luogo di storie e di memorie, di etnie ed esodi, di guerre e persecuzioni che nel 2015 ha trovato un memoriale che doveva essere in grado di rendere, sia attraverso l’edificio che lo spazio museale, la dura complessità di questa parte del XX secolo.

Il progetto di Ricciotti e Passelac & Roques, riconosciuto anche con il Grand Prix spécial della giuria all’edizione 2016 dell’Equerre d’Argent, ha impostato un lungo e basso edificio prismatico che, quasi come un feretro adagiato nella terra, trova posto dentro uno scavo nell’arido terreno rosso al centro del Blocco F del Campo.

 

Allineato alla griglia ortogonale su cui è stato disegnato il campo, ancora chiaramente leggibile nelle giaciture di quello che resta degli edifici che sono parte integrante del memoriale ma non sono da questo direttamente visibili, l’edificio, appena emergente dal terreno, ha una forte materialità, fatta di una volumetria prismatica, l’altezza di un piano solo, fronti completamente ciechi e una copertura piana che, partendo dal livello del terreno, si inclina e si eleva, percorrendo tutta la sua lunghezza di 240 m, fino a raggiungere l’altezza degli edifici circostanti. Rivestito da un involucro in cemento color ocra, gettato in opera come tutte le strutture di supporto, e accessibile da un tunnel di ingresso scavato nel terreno, prende la luce necessaria dai patii che, completamente rivestiti in terracotta, si aprono in successione al suo interno, chiaramente visibili solo dall’alto.

La realizzazione del Memorial du Camp de Rivesaltes è stata possibile grazie all’investimento di 14,8 milioni di euro, e al suo interno realizza in 3.000 mq complessivi una successione di spazi destinati in prevalenza all’esposizione (1.000 mq destinati alla mostra permanente e 400 mq per quella temporanea) affiancati da un auditorium da 145 posti, un centro documentazione con gli uffici, spazi per il ristoro e spazi per la didattica e la ricerca, che, insieme alla mostra, sono parte integrante del progetto di conservazione e diffusione della memoria.

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