Modostudio e Sofia Cattinari per la nuova sede Intecs a Roma | Progetto | Architetto.info

Modostudio e Sofia Cattinari per la nuova sede Intecs a Roma | Progetto

Frutto di un concorso a inviti vinto da Modostudio e Sofia Cattinari, la nuova sede Intecs ha un volume compatto animato da un involucro di vetro e acciaio inox

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Modostudio e Sofia Cattinari hanno completato, dopo due anni di cantiere, la nuova sede romana dell’azienda informatica Intecs. La realizzazione conclude un iter iniziato nel 2009 con il lancio da parte della produttrice e sviluppatrice di software e prodotti informatici di un concorso a inviti per la realizzazione a Roma di una nuova sede per i suoi uffici, concluso con il primo premio alla proposta presentata dal gruppo composto da Modostudio in collaborazione con Sofia Cattinari.

L’edificio sorge all’interno del Tecnopolo Tiburtino, il primo insediamento cittadino produttivo ad alto tasso di innovazione promosso dalla locale Camera di Commercio nell’area est della capitale, impostandosi su una pianta dai confini quadrati con corte interna ma non centrale.

Dal volume compatto, è sorretto da una struttura portante a scheletro composta da pilastri e setti in cemento armato alternati a pilastri metallici e solai strutturali le cui superfici sono molto spesso lasciate completamente a vista, trattate negli intradossi dei solai in modo da riprodurre disegni differenti, e diventano anche elemento estetico, di richiamo industriale, per gli interni. Il carattere di architettura industriale è anche spesso ripreso dalla finitura dei pavimenti con parquet industriale.

I piani fuori terra, in totale quattro a cui se ne aggiunge uno interrato con parcheggio coperto e sala conferenze, organizzano gli spazi all’interno di grandi e flessibili open space, con le aree di servizio contenenti bagni e ascensori raggruppate simmetricamente in quattro punti posizionati in corrispondenza dei vertici del quadrato impostato dalla corte interna. Gli ingressi sono due, sono collocati al piano terreno e individuano le due distinte e separate parti funzionali in cui il complesso per uffici è internamente organizzato.

© Julien Lanoo

Sulla facciata principale, caratterizzata come le altre dalla forte bidimensionalità resa dinamica dalle scelte di pannellatura che chiudono i volumi interni, si rende evidente il principale elemento di collegamento verticale interno: la grande scala che, con il caratteristico andamento diagonale e le alzate e pedate rivestire in legno, connette tutti i livelli dell’edificio.

Le chiusure verticali dell’involucro contribuiscono al raggiungimento delle prestazioni energetiche dell’edificio, classificate in classe A CasaClima. Il sistema di facciata è costituito da un’alternanza elementi opachi e vetrati. Verso l’esterno i pannelli di vetro, i cui serramenti con vetrocamera di sicurezza sono stati forniti da Schüco, sono alternati a elementi a cuspide altamente riflettenti perché rivestiti in acciaio inox lucido le cui differenti proporzioni e inclinazioni contribuiscono ad aumentare l’effetto dinamico delle facciate. I livelli in cui è suddiviso l’interno sono esternamente sottolineati da fasce marcapiano in acciaio zincato isolato con lana minerale ad alta densità. Verso la corte interna, il vetro si alterna invece a pannelli ciechi coibentati e finiti internamente ed esternamente con una lamiera di alluminio e una lamiera di ferro zincato.

Courtesy of Modostudio

Courtesy of Modostudio

La climatizzazione dell’edificio è assicurata da impianti ad aria alimentati da una pompa di calore, a cui si affiancano pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell’edificio.

Scheda progetto:

Committente: Intecs spa

Superficie: 3.500 mq

Anno: 2010-2014

Gruppo di progettazione: Modostudio (Fabio Cibinel, Roberto Laurenti, Giorgio Martocchia) con Sofia Cattinari

Consulenti: Ing. Gilberto Sarti (strutture), Ing. Michele De Beni (impianti e consulente Klimahaus), Ing. Fernando Orlandi (antincendio)

Impresa: Cogei Costruzioni, Cami costruzioni

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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